Naomi Novik.
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SCHOLOMANCE 2. LA PROVA FINALE.
Parte 1.
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Titolo originale: Scholomance: The Last Graduate.
Traduzione di: Simona Brogli.
2022. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nella saggezza troveremo rifugio: cos recita il motto della Scholomance.
Qualcuno potrebbe persino sostenere che sia vero, peccato che qui la saggezza sia difficile da trovare, figuriamoci il rifugio...
La nostra amata scuola, infatti, da sempre fa del suo meglio per divorare noi studenti, ma ora che sono arrivata all'ultimo anno e mi sono guadagnata in qualche modo una manciata di alleati, mi sono accorta che la Scholomance ha sviluppato un desiderio molto particolare... per me. E sebbene finora sia sempre riuscita a contrastare le ondate infinite di nefasti che mi ha scagliato contro tra un estenuante compito a casa e l'altro, non ho idea di come io e i miei compagni riusciremo a sopravvivere alla prova finale, il giorno del diploma.
Certo, io potrei accettare il mio destino, abbracciare la stregoneria nera e salpare per acque molto meno pericolose. Sarebbe facile. Ma non ho intenzione di mollare. Non ceder ai nefasti n al destino. E soprattutto non alla Scholomance. Riuscir a portare me e i miei amici fuori da questo posto orribile una volta per tutte, fosse l'ultima cosa che faccio.
Intelligente, fantasioso e straordinariamente divertente, questo secondo capitolo della serie creata da Naomi Novik ci ricorda che in alcune circostanze non basta riscrivere le regole. A volte  necessario buttare a mare l'intero regolamento.
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L'AUTRICE.
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Naomi Novik  un'autrice americana di narrativa fantasy. Con Cuore Oscuro, pubblicato da Mondadori nel 2017, ha vinto il prestigioso Premio Nebula come miglior romanzo. Questo  il secondo volume di una trilogia iniziata con Scholomance - Lezioni pericolose (2021).
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SCHOLOMANCE. LA PROVA FINALE.
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Indice di questa parte.
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1. Bolla viperina.
2. Cuscini.
3. Leskit.
4. Esami di met trimestre.
5. Perquattro.
6. Tintura incantata e fiamme mortali.
7. Alleanza.
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Fine Indice.
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1. BOLLA VIPERINA.
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Stai molto lontana da Orion Lake.
Quasi tutti i credenti o i mistici che conosco - e sono per lo pi il genere di persone che sbarca in una comune vagamente pagana del Galles oppure terrorizzati figli di maghi stipati in una scuola che cerca di ucciderli - implorano a intervalli regolari una benevola e amorevole divinit onnisciente di dar loro utili consigli per mezzo di presagi e segni miracolosi. Parlando da figlia di mia madre, posso dire con sicurezza che se queste persone ricevessero il consiglio richiesto, non gli piacerebbe affatto.
Non lo vuoi proprio, l'enigmatico e inesplicato suggerimento di chi sai che ha a cuore solo i tuoi interessi e il cui giudizio  invariabilmente esatto, fondato e preciso.
Ti dir di fare quello che vorresti fare comunque, nel qual caso non ti serviva nessun consiglio, o ti dir di fare il contrario, nel qual caso ti toccher scegliere tra seguire il consiglio brontolando, tipo bambina obbligata a lavarsi i denti e ad andare a letto a un'ora ragionevole, oppure ignorarlo e continuare risoluta per la tua strada, pur sapendo che la tua linea di condotta ti porter immancabilmente verso dolore e sconforto.
Se vi state chiedendo quale delle due opzioni ho scelto,  chiaro che non mi conoscete per niente, visto che dolore e sconforto erano il mio destino fin dall'inizio. Non avevo nemmeno bisogno di pensarci. Il biglietto della mamma era infinitamente benintenzionato, ma tutt'altro che lungo: Piccola mia, ti voglio bene, sii coraggiosa e stai molto lontana da Orion Lake. Lo lessi tutto in una sola occhiata e lo strappai all'istante, ferma in mezzo alle matricole che si aggiravano intorno. Mangiai io stessa la strisciolina che riportava il nome di Orion e al contempo distribuii il resto.
Che roba ? chiese Aadhya. Mi guardava ancora con gli occhi socchiusi, traboccante di indignazione.
Solleva lo spirito risposi. Mia madre ha messo l'incantesimo nella carta.
Gi, tua madre, Gwen Higgins disse Aadhya, ancor pi freddamente. Quella di cui tutti noi ti abbiamo sentito parlare tanto spesso.
Oh, insomma, mangialo e basta tagliai corto nel tono pi esasperato che mi riusc dopo aver appena inghiottito il mio pezzetto. Fare appello all'esasperazione era pi facile del dovuto. Non trovo niente qui dentro - compresi sole, vento o una notte di sonno al sicuro - che mi sia mai mancato quanto mi  mancata mia madre, quindi ecco cosa mi regalava l'incantesimo: l'impressione di essere raggomitolata sul suo letto con la testa sulle sue ginocchia e la sua mano che mi accarezza dolcemente i capelli, il profumo delle erbe con cui lavora, il gracidio smorzato delle rane fuori dalla porta aperta e la terra umida di una primavera gallese. Mi avrebbe sollevato lo spirito eccome, se solo al tempo stesso non mi fossi arrovellata su quello che cercava di dirmi riguardo a Orion.
Le possibilit spassose erano illimitate. La migliore era che lui fosse condannato a morire giovane di una morte atroce, il che era comunque abbastanza prevedibile, data la sua propensione per gli atti eroici. Purtroppo, mettermi con un eroe condannato e roba simile non  il genere di cosa che la mamma mi sconsiglierebbe. Lei  pi della scuola Cogli la rosa quando  il momento.
La mamma mi sconsiglierebbe soltanto qualcosa di malvagio, non qualcosa di doloroso. Perci Orion doveva essere lo stregone oscuro pi geniale di sempre, se celava i suoi piani abietti salvando di continuo la vita a tutti in modo da... non so, poterli uccidere di persona in seguito? O magari la mamma era preoccupata che fosse talmente fastidioso da spingere me a diventare la strega oscura pi geniale di sempre, il che forse era pi verosimile, dal momento che in apparenza quello  comunque il mio tragico destino.
Certo, l'alternativa pi probabile era che la mamma non lo sapesse neanche lei. Aveva avuto solo un brutto presentimento su Orion, per motivi che non sarebbe stata in grado di spiegarmi nemmeno in una lettera di dieci pagine scritte su entrambi i lati. Una sensazione cos brutta che aveva fatto l'autostop fino a Cardiff per cercare la matricola in arrivo pi vicina, e chiesto ai genitori di inviarmi il suo biglietto da un grammo. Allungai la mano e rifilai una ditata alla piccola spalla ossuta di Aaron. Ehi, mia madre cos'ha dato ai tuoi per portare questo messaggio?
Lui si volt e rispose, incerto: Niente, penso? Ha detto che non aveva niente con cui pagare, per ha chiesto di parlare con loro in privato, e dopo lei mi ha dato il biglietto e la mamma ha spremuto un po' di dentifricio per fargli posto.
Pu sembrare niente, ma nessuno spreca la propria gi scarsa quota di peso quadriennale per un normale dentifricio; io stessa mi lavo i denti con il bicarbonato di sodio che prendo dagli armadietti delle scorte del laboratorio di Alchimia. Se invece Aaron se lo era portato, in qualche misura doveva essere incantato: utile quando sai che non vedrai un dentista per i prossimi quattro anni. Avrebbe potuto barattare comodamente quell'unico schizzo di dentifricio con una settimana di cene extra a spese di un compagno con un brutto mal di denti. Ma i genitori gli avevano tolto quella possibilit - ed era stata la mamma a chiedere loro di togliergliela - solo per farmi avere l'avvertimento. Perfetto commentai in tono amaro. Tieni, mangia questo. Diedi anche a lui uno dei pezzetti del biglietto. Probabilmente ne aveva un gran bisogno, dopo essere stato appena risucchiato all'interno della Scholomance.  meglio della morte quasi inevitabile che attende i figli dei maghi fuori di qui, ma neanche troppo.
La linea di distribuzione del cibo apr proprio in quel momento, e la carica che ne segu mi distrasse dal mio rimuginare, ma Liu mi chiese sottovoce: Tutto a posto?, mentre ci mettevamo in fila.
Mi limitai a fissarla, spiazzata. Non leggeva nel pensiero o altro: aveva occhio per i dettagli, era brava a unire i puntini, e poi indicava la tasca in cui avevo infilato l'ultima striscia del biglietto... quello di cui non avevo condiviso il contenuto neppure mentre distribuivo brandelli di un incantesimo che avrebbe dovuto escludere ogni riflessione opprimente. La mia perplessit era perch... aveva chiesto. Non ero abituata ad avere qualcuno che si informasse sul mio conto, tantomeno che notasse quando sono scombussolata. A meno che non sia abbastanza scombussolata da trasmettere l'impressione di essere sul punto di dare fuoco a chiunque mi stia intorno, il che in effetti capita non troppo raramente.
Dovetti pensarci per decidere che no, in realt non volevo parlare del biglietto. Non avevo mai avuto la possibilit di scegliere. E averla significava... che stavo dicendo la verit quando rivolsi un cenno a Liu - s, tutto a posto - e le sorrisi, un'espressione un po' strana, insolita per me, che mi tendeva la pelle intorno alla bocca. Liu ricambi il sorriso, quindi prendemmo posto in fila e ci concentrammo tutti sul compito di riempirci il vassoio.
Nella confusione ci eravamo persi i nuovi arrivati: loro venivano per ultimi, naturalmente, mentre noi avevamo il discutibile privilegio di essere i primi. Niente per impedisce di prendere del cibo in pi a loro vantaggio, se puoi correre il rischio, e almeno per oggi potevamo. Le pareti della scuola erano ancora tiepide, dopo il ciclo di pulitura di fine anno. Tutti i nefasti che non erano stati ridotti in cenere sottile stavano appena cominciando a strisciare fuori dagli svariati angoli bui nei quali si erano rintanati, quindi era improbabile che il cibo fosse contaminato come sempre. Perci Liu prese alcuni cartoni di latte aggiuntivi per i suoi cugini, e io arraffai di malavoglia un bis di pasta per Aaron. Tecnicamente non gli dovevo niente per aver portato il biglietto; le consuetudini della Scholomance stabiliscono che l'intera faccenda venga definita fuori da qui. Ma in ultima analisi fuori da qui lui non aveva ricevuto niente per averlo fatto.
Era strano essere quasi la prima della fila in una mensa pressoch vuota, con la lunga, lunghissima coda di ragazzini che si snodava triplicata lungo le pareti, quelli del secondo anno che davano gomitate alle matricole e mostravano loro i pannelli del soffitto, gli scarichi a pavimento e le bocchette dell'aria sui muri, tutte cose che avrebbero avuto bisogno di tenere d'occhio in futuro. Gli ultimi tavoli ripiegati stavano tornando rapidamente nello spazio lasciato sgombro per la carica delle matricole e si aprivano al loro vecchio posto tra tonfi e stridii. La mia amica Nkoyo - potevo considerare amica anche lei? Possibile, ma non mi era stata presentata una notifica ufficiale scolpita nella pietra, quindi sarei rimasta scettica ancora un po' - era uscita dalla fila prima di me con i suoi migliori amici; si trovava davanti a un tavolo di prim'ordine, posto nel cerchio che stava esattamente tra le pareti e la fila, sotto due soli pannelli del soffitto e con lo scarico pi vicino a distanza di quattro tavoli. Se ne stava ben eretta, facile da individuare, e ci faceva cenno di avvicinarci: indossava un top nuovo di zecca e un paio di pantaloni ampi, ognuno con una bellissima stampa di linee ondulate e irregolari che ero abbastanza sicura fossero intessute di incantesimi. Questo  il giorno in cui chiunque sfodera l'unica nuova tenuta dell'anno che quasi tutti ci siamo portati dietro - purtroppo il mio ampio guardaroba  stato incenerito quando ero ancora una matricola - e lei aveva chiaramente conservato questa per l'ultimo anno. Jowani stava portando l due grosse caraffe d'acqua, e Cora predisponeva le difese lungo il perimetro.
Era strano attraversare la mensa per unirci a loro. Non avevamo ricevuto un invito vero e proprio, ma c'era una quantit di ottimi tavoli ancora liberi, oltre a tutti i peggiori, naturalmente. Mi  capitato di ritrovarmi a scegliere un tavolo prima degli altri, ma quella  sempre stata una mossa sbagliata e rischiosa, nata dall'anticipare il mio arrivo in mensa, in genere per disperazione dopo troppi giorni di sfortuna con i pasti. Adesso era solo ordinaria amministrazione. Tutti quelli che cominciavano ad affollare i tavoli intorno a me erano anche loro del terzo anno, o meglio, del quarto; li conoscevo quasi tutti di vista se non per nome. Dei milleseicento che eravamo all'inizio, i nostri ranghi si erano ridotti a circa un migliaio di unit. Pu sembrare terrificante, se non fosse che normalmente rimangono meno di ottocento ragazzi all'inizio dell'ultimo anno. E altrettanto normalmente meno della met esce viva dal diploma.
Ma il nostro anno aveva messo un notevole bastone tra le ruote del meccanismo, e quel bastone si stava sedendo a tavola vicino a me. Nkoyo non aspett nemmeno che io e Orion ci accomodassimo prima di chiedere a voce alta: Ha funzionato? Avete riparato il macchinario?.
Quanti nefasti c'erano, l sotto? sbott Cora nello stesso momento, scivolando trafelata sulla sedia mentre ancora teneva coperta la piccola brocca che aveva usato per far gocciolare un incantesimo perimetrale intorno al tavolo.
Non erano maleducati, per gli standard di comportamento della Scholomance, avevano tutto il diritto di farci domande, visto che si erano procurati il tavolo: uno scambio pi che onesto per informazioni di prima mano. Altri studenti dell'ultimo anno stavano alacremente occupando i tavoli vicini - offrendoci un compatto perimetro di sicurezza -, i migliori per origliare; i ragazzi pi lontani si sporgevano spudoratamente, le mani a coppa intorno alle orecchie, mentre gli amici guardavano loro le spalle.
Chiunque a scuola era gi a conoscenza di un'informazione molto importante, vale a dire che questa mattina, contro ogni previsione, io e Orion eravamo tornati vivi dalla nostra piacevolissima gita nel salone dei diplomi. Ma poi io avevo passato il resto della giornata rintanata in camera mia, e Orion evitava quasi sempre gli esseri umani, a meno che in quel momento non fossero sul punto di essere mangiati dai nefasti, perci qualunque altra cosa avessero sentito gli era giunta filtrata dalla catena di pettegolezzi della scuola, una fonte di informazioni non molto rassicurante se ti basi su quella per restare vivo.
Non ero entusiasta di rivivere l'esperienza recente, ma sapevo che avevano diritto a ci che potevo dare loro. Ed era innegabile che dovessi essere io a darlo, perch prima che la linea di distribuzione aprisse avevo gi sentito di sfuggita i newyorchesi dell'ultimo anno porre a Orion una domanda analoga, e lui aveva risposto: Mi sembra che sia andata bene. In effetti non ho visto granch. Ho continuato a tenere lontani i nefasti finch loro non hanno finito, e dopo siamo tornati su con un tirante. Non era neanche una spacconata; era davvero ci che pensava dell'intera impresa. Massacrare mille nefasti al centro del salone dei diplomi, una giornata di lavoro come un'altra. Quasi quasi provavo compassione per Jermaine, che aveva assunto l'espressione di chi sta tentando di fare una conversazione importante con un muro di mattoni.
Un casino dissi seccamente a Cora. Era strapieno di nefasti, e tutti affamati. Lei deglut, mordendosi un labbro, per fece un cenno di assenso. Poi raccontai a Nkoyo: Gli artefici anziani pensano di aver capito come funziona, comunque. Ci hanno messo un'ora e rotti, quindi spero proprio che abbiano concluso qualcosa.
Lei annu, l'espressione intenta. La sua non era affatto una domanda accademica. Se davvero avevamo riparato l'impianto che stava gi, nel salone dei diplomi, allora gli stessi motori che quass fanno funzionare le operazioni di risanamento semestrali con cui vengono inceneriti i nefasti infestatori di aule e corridoi, si erano messi in moto anche l sotto, e avevano presumibilmente spazzato via un bel po' dei nefasti pi grossi e cattivi che gironzolano per il salone in attesa del banchetto di diploma a base di studenti dell'ultimo anno. La qual cosa significava che forse tantissimi diplomandi di quest'anno ce l'avevano fatta. E, ancor pi nello specifico, che tantissimi diplomandi del nostro anno avrebbero avuto maggiori possibilit di farcela.
Credi che davvero ne siano usciti sani e salvi? Clarita e gli altri? chiese Orion, fissando il guazzabuglio rimestato di patate, piselli e manzo che stava ricavando da quello che la mensa aveva definito pasticcio del pastore ma che per fortuna era solo uno sformato di carne. In una giornata no, si sarebbe scoperto che era fatto con il pastore. A prescindere dal nome, era ancora abbastanza caldo da mandare vapore, non che Orion apprezzasse quella specie di miracolo.
Lo scopriremo a fine anno, quando toccher a noi passare dal frullatore risposi. Certo, se non eravamo stati in grado di far funzionare l'impianto, allora gli anziani che ci avevano preceduto erano finiti in mezzo a una torma famelica e scatenata di nefasti di per s gi feroci e con ogni probabilit erano stati fatti a pezzi in blocco ancor prima di arrivare alle porte. E tra meno di trecentosessantacinque giorni tutti quelli del nostro anno ci si sarebbero divertiti altrettanto. Pensiero delizioso, per cui aggiunsi, parlando tanto a me stessa quanto a Orion: E dal momento che non possiamo scoprirlo prima, non ha il minimo senso rimuginarci su, quindi vuoi piantarla di massacrare la tua cena innocente? Mi fai passare la voglia di mangiare la mia.
Lui alz gli occhi al cielo per le mie parole e a mo' di risposta si infil in bocca una gigantesca cucchiaiata di cibo - cosa che diede al suo cervello la possibilit di accorgersi che apparteneva a un adolescente denutrito -, dopodich cominci a ripulire il piatto con vera attenzione.
Se ha funzionato, per quanto credi che durer? chiese un'altra amica di Nkoyo, una ragazza della cerchia di Lagos che si era seduta in fondo al tavolo soltanto per avere modo di avvicinarsi. Altra bella domanda per la quale non avevo risposta, visto che non ero un'artefice. Di tutto il lavorio che si era svolto alle mie spalle avevo afferrato solo la velocit delle parole molto simili a parolacce uscite dalla bocca degli artefici in cinese, lingua che non parlavo. Orion ne sapeva quanto me: lui si trovava davanti a tutti noi, occupato a uccidere nefasti a decine.
Rispose Aadhya al posto mio. Ai tempi in cui la cerchia di Manchester aggiust il macchinario del salone dei diplomi, le riparazioni ressero almeno due anni, forse tre. Io scommetto che quest'anno funzioner, e magari anche quello dopo.
Ma... non di pi disse Liu sottovoce, guardando la parte opposta della mensa, dove i suoi cugini erano seduti a un tavolo tutto loro insieme ad Aaron e Pamyla, la ragazzina che aveva portato la lettera di Aadhya, con intorno un gruppo bello compatto di altre matricole, il genere di gruppo che hanno quasi soltanto i ragazzi delle cerchie. La cosa mi sorprese fino a che non capii che avevano acquisito una certa luce-per-associazione grazie alla loro vicinanza con Orion, l'eroe del momento. Poi mi venne in mente che forse un pochino di quella luce poteva essergli venuto anche da me, dato che per tutte le matricole ero ormai un'illustre anziana che aveva anche fatto parte della discesa negli inferi del salone, e non l'inquietante emarginata del mio anno.
E... non ero pi l'inquietante emarginata per nessuno. Avevo stretto un'alleanza per il diploma con Aadhya e Liu, una delle prime alleanze del nostro anno. Ero stata invitata a sedermi a uno dei tavoli pi sicuri della mensa da chi aveva altre opzioni. Avevo amici. Il che sembrava ancor pi surreale del fatto di essere sopravvissuta abbastanza a lungo da diventare un'anziana, e questo lo dovevo - fino all'ultima frazione di secondo - a Orion Lake, e non mi importava un accidente di quanto mi sarebbe costato. Perch mi sarebbe costato, non c'era dubbio. La mamma non mi aveva avvertito senza motivo. Ma non mi importava. Avrei pagato il prezzo, qualunque fosse.
Non appena misi la faccenda in questi termini nella mia testa, abbandonai tutte le preoccupazioni per il biglietto. Non ero nemmeno pi costretta ad augurarmi che la mamma non lo avesse mai mandato. La mamma doveva mandarlo, perch mi voleva bene e non distingueva Orion da una tortina gallese; non avrebbe potuto fare a meno di allontanarmi da lui se avesse saputo che avevo preso una cattiva strada per causa sua. Io invece potevo tenermi stretto l'amore di mia madre, sentirlo, e decidere comunque che ero pronta a pagare. Infilai le dita in tasca per toccare l'ultimo frammento di biglietto che avevo conservato, quello che diceva Sii coraggiosa, e lo mangiai la sera prima di dormire, sdraiata nel mio lettino stretto al piano pi basso della Scholomance, dove sognai di essere di nuovo piccola e di correre tra erba incolta e alte campanule viola in un grande campo aperto, sapendo che la mamma era vicina, mi guardava ed era contenta che fossi felice.
Il mattino seguente, quella piacevole sensazione di calore dur cinque secondi, ossia il tempo che impiegai per svegliarmi del tutto. Nella maggior parte delle scuole, a fine anno si va in vacanza. Qui abbiamo il diploma la mattina, l'Iniziazione la sera, ci congratuliamo con noi stessi e con gli amici superstiti per aver vissuto tanto a lungo, e il giorno dopo comincia il nuovo trimestre. La Scholomance non favorisce granch lo spirito vacanziero, a dire la verit.
Il primo giorno del trimestre dobbiamo andare nella nostra aula di coordinamento a organizzare il programma scolastico prima di colazione. Mi sentivo ancora come pane ammuffito: una ferita allo stomaco solo parzialmente guarita tende ad aggravarsi un tantino se ti fai scaraventare qua e l da incantesimi tiranti e cos via. Avevo di proposito puntato la sveglia cinque minuti prima che finisse il coprifuoco mattutino, perch ero strasicura che qualunque aula di coordinamento mi avessero attribuito, ci avrei messo un'eternit ad arrivarci. E come previsto, il foglietto dell'assegnazione che scivol sotto la mia porta alle cinque e cinquantanove del mattino indicava l'aula 5013. Lo guardai in cagnesco.  raro che gli studenti dell'ultimo anno vengano destinati ad aule oltre il terzo piano, quindi si potrebbe pensare che ne fossi contenta, solo che quella era semplicemente l'aula di coordinamento, ed ero certa che non mi avrebbero mai dato dei veri corsi cos in alto. Per quanto ne sapevo, non c'erano aule lass (il quinto piano  occupato dalla biblioteca). Forse mi spedivano in qualche ripostiglio sepolto tra gli scaffali insieme a un pugno di altri sconosciuti altrettanto sfortunati.
Non mi lavai nemmeno i denti. Mi sciacquai solo la bocca con l'acqua della brocca e diedi inizio alla scarpinata mentre i primi anziani in piedi si avviavano con passo strascicato verso il bagno. Non mi presi il disturbo di chiedere se qualcun altro andasse nella mia stessa direzione: ero sicura che non ci sarebbe stato nessuno di quelli che conoscevo abbastanza bene per parlarci. Mi limitai a salutare di sfuggita Aadhya, che proprio in quel momento usciva dalla sua stanza con il beauty case, e lei - afferrando la situazione al volo - mi rispose con un cenno della testa e i pollici in su in segno di incoraggiamento mentre proseguiva per andare a prendere Liu: purtroppo conosciamo tutti fin troppo bene il pericolo di una lunga camminata per arrivare a un'aula, e ora noi dell'ultimo anno avevamo le scarpinate pi lunghe dell'istituto.
Per noi non esisteva pi un piano di sotto: il giorno prima, quando il dormitorio degli anziani era sceso ruotando fino al salone dei diplomi, il nostro lo aveva seguito per prendere il suo posto, al piano pi basso della scuola. Fui costretta a fare il giro di buon passo fino al pianerottolo, poi ad attraversare con estrema cautela il piano del laboratorio tecnico - s, era il giorno dopo la disinfestazione, ma non  mai una bella cosa arrivare per primi su un piano che ospita delle aule, la mattina - quindi ad affrontare difilato la salita delle cinque, ripide doppie rampe di scale.
Mi sembrarono tutte almeno due volte pi lunghe del solito. Alla Scholomance le distanze sono estremamente elastiche. Possono essere lunghe, atrocemente lunghe, o avvicinarsi all'infinito, a seconda di quanto vorresti che fossero diverse. Per di pi, non aiutava che fossi cos in anticipo. Non vidi nessun altro fino a che non superai ansimante il dormitorio dei ragazzi del secondo anno, dove i pi mattinieri avevano cominciato a scendere pian piano le scale a piccoli gruppi, per la maggior parte composti da studenti di Alchimia e Artifici che speravano di fregarsi i posti migliori nel laboratorio tecnico e negli altri. Quando arrivai al piano delle matricole, il consueto esodo mattutino era in pieno svolgimento, ma dal momento che quelli erano tutti ragazzini del primo anno al loro primo giorno e non avevano un'idea precisa di dove stessero andando, la cosa non acceler affatto la mia scalata.
L'unico particolare in grado di riscattare l'ingrato percorso era il cristallo accumulatore che tenni ben stretto nel pugno per tutto il tempo, concentrandomi per spingervi dentro del mana. Alla fine dell'ultima rampa, quando ormai sentivo la ferita allo stomaco pulsare e le cosce bruciare a contrappunto, ogni singolo passo, per quanto cauto, aumentava visibilmente il bagliore che filtrava attraverso le mie dita, tanto che ancor prima di sbucare nella sala di lettura deserta, avevo gi riempito un quarto abbondante del cristallo.
Avevo un disperato bisogno di riprendere fiato, ma non appena mi fermai, pi sotto suon la prima campana: avevo cinque minuti per raggiungere la mia aula. Passare incespicando tra gli scaffali alla ricerca di una stanza che non avevo mai neppure intravisto era il modo pi sicuro per arrivare in ritardo - pessima idea - perci investii a malincuore un po' del mio sudato mana in un incantesimo di ritrovamento. Che mi sped dritta a una sezione di scaffali completamente buia. Mi voltai a guardare le scale senza molte speranze, e infatti nessun altro venne a raggiungermi.
Il motivo divenne chiaro quando alla fine arrivai all'aula, la cui porta di legno scuro era nascosta tra due grossi armadi pieni di antiche mappe ingiallite che la rendevano quasi invisibile. La aprii aspettandomi di trovare all'interno qualcosa di veramente terribile, e fu proprio cos: otto matricole si voltarono tutte insieme a fissarmi come un branco di piccoli daini particolarmente patetici sul punto di essere falciati da un gigantesco autoarticolato. Non c'era neanche uno studente del secondo anno, nel mucchio. Starete scherzando... commentai, disgustata, quindi mi diressi a grandi passi verso la prima fila e mi accomodai nel posto migliore, il quarto rispetto all'estremit pi vicina. Lo ottenni senza nemmeno sgomitare, perch avevano lasciato la prima fila praticamente scoperta come se fossero ancora alle elementari e avessero paura di sembrare i preferiti dell'insegnante. Peccato che qui dentro gli unici insegnanti siano i nefasti, e loro non fanno preferenze, fanno spuntini.
I banchi erano incantevoli originali edoardiani, con il che intendo vecchissimi, troppo piccoli per il mio metro e settantasette, e incredibilmente scomodi. Erano fatti di ferro battuto e sarebbe stato difficile spostarli in caso di emergenza; il piano fissato al mio, un po' troppo piccolo per un foglio protocollo di dimensioni normali, era stato molto ben lucidato e lisciato all'incirca centovent'anni prima. Da allora, gli studenti lo avevano scarificato cos minuziosamente che quelli venuti in seguito avevano cominciato a sovrascrivere le frasi dei loro predecessori per trovare posto ai tanti messaggi angosciati. Uno aveva eseguito un'accurata bordatura in inchiostro rosso tutto intorno alla superficie a L scrivendo pi e pi volte FATEMI USCIRE, e un altro vi aveva passato sopra un evidenziatore giallo.
Nella prima fila c'era solo un'altra ragazza, e aveva occupato quello che sarebbe stato il posto migliore, il sesto rispetto all'estremit pi lontana - astuto prendersi una distanza maggiore dalla porta -, se non fosse stato per la bocchetta di aerazione sul pavimento, solo due posti pi indietro. La quale bocchetta era al momento coperta da una stupidissima cartella da bambini che impediva di intuirne la presenza, a meno che non si notassero le altre tre aperture nel pavimento, disposte in un quadrato rimasto orfano del quarto angolo in quel punto. La ragazza mi guard entrare come se si aspettasse che l'avrei sloggiata: l'et ha i suoi privilegi, e di rado gli studenti anziani si vergognano di farli valere. Quando scelsi il vero posto migliore, lei guard dietro di s, cap il suo errore, quindi raccolse in fretta la borsa, si spost lungo la fila e chiese Qui  occupato?, indicando il banco accanto al mio con un'aria vagamente ansiosa.
No le risposi in tono scorbutico. Ero infastidita perch per me aveva un senso permetterle di sedersi al mio fianco, visto che aumentare i bersagli vicini accresceva le mie probabilit, eppure la cosa non mi allettava particolarmente. Che la ragazza facesse parte di una cerchia era fuori di dubbio. Al polso aveva un porta-scudo di qualche tipo, l'anello finto opaco che metteva al dito era quasi certamente uno spartisci-potere, ed era arrivata alla Scholomance ben istruita sulle strategie indispensabili, per esempio su come individuare i posti migliori di un'aula persino il primo giorno di lezione, quando di solito sei troppo disorientato per ricordare tutti i consigli di mamma e pap e anzi ti stringi agli altri ragazzini tipo zebra che tenta di nascondersi nel branco. In pi, nella borsa aveva il libro di matematica in cinese, ma anche il buon vecchio Introduzione all'Alchimia in inglese, e quaderni che esibivano un'etichetta a caratteri thai, tutte indicazioni del fatto che aveva una padronanza sufficiente a frequentare il corso di magia in ben due lingue straniere, non una. Tenuto conto delle possibili conseguenze di errori anche minimi,  una bella impresa per una quattordicenne. Era molto probabile che a partire dai due anni avesse frequentato i corsi di lingua pi costosi che le ricchezze della cerchia erano in grado di comprare. Forse aveva progettato di voltarsi di l a poco per dire agli altri che erano seduti in posti brutti e pericolosi, in modo che capissero dove si trovavano sulla scala gerarchica: pi in basso di lei. Mi sorprendeva solo che non l'avesse gi messo in chiaro.
Poi uno dei ragazzi dietro di noi disse timidamente: Ciao, El, e mi resi conto che era un cugino di Liu. Sono Guo Yi Zheng aggiunse, il che mi fu utile, perch avevo archiviato il giorno dell'Iniziazione nell'assoluta convinzione che non avrei pi rivisto nessuna delle matricole che avevo incontrato se non per puro caso, ragion per cui non avevo nemmeno provato a memorizzare i loro nomi. Qui dentro non si socializza granch tra studenti di anni diversi. I nostri stessi programmi fanno in modo che sia cos. Noi anziani trascorriamo quasi tutto il nostro tempo ai piani pi bassi, mentre le matricole hanno le aule pi sicure ai piani superiori. Se sei del primo anno e frequenti assiduamente i posti in cui si trovano gli anziani, in pratica stai chiedendo di essere mangiato, e prima o poi un nefasto soddisfer la tua richiesta.
D'altra parte, se sei in qualche posto con uno studente dell'ultimo anno a portata di mano, preferisci stargli praticamente in braccio piuttosto che a un chilometro di distanza. Dopo aver raccolto la borsa, Zheng si stava gi affrettando a raggiungerci, il che era un bene, perch fino a quel momento era stato quello pi vicino alla porta. Posso sedermi con voi?
S, va bene risposi. Non mi importava niente di lui. Il fatto che Liu fosse mia alleata non dava alcun diritto su di me al suo cuginetto matricola, ma non ce n'era nemmeno bisogno. Lei era mia amica. Occhio alle bocchette dell'aria, anche al piano della biblioteca aggiunsi. Ed eri troppo vicino alla porta.
Ah. S, certo, stavo solo... replic, guardando verso i coetanei. Lo interruppi.
Non sono tua madre dissi in tono volutamente sgarbato: non fai un favore alle matricole se gli permetti di credere che qui dentro ci siano degli eroi, anche se c' Orion Lake. Non potevo essere la sua salvatrice; avevo gi abbastanza da fare per salvare me stessa. Non mi servono scuse. Io te l'ho detto. Tu puoi darmi ascolto oppure no. Lui rimase zitto e si sedette, un po' imbarazzato.
Certo, faceva bene a stare appiccicato ai sui compagni: c' un motivo se le zebre vanno in giro in branco. Ma non vale la pena lasciare che le altre zebre ti mettano in una gran brutta posizione. Se sei sfortunato, impari la lezione quando il leone mangia te e non loro. Se sei me, la impari quando vedi il leone mangiare qualcun altro, uno sfigato un po' meno sfigato di com'eri tu, al quale proprio per questo  stato consentito di sedere in fondo alla fila, tra la porta e i ragazzi che contano.
Oltretutto, Zheng non aveva motivo di farsi mettere in fondo alla fila, perch lui era uno dei ragazzi che contano, o quello che ci andava pi vicino di chiunque altro, salvo la ragazza di prima.  ampiamente risaputo che i famigliari di Liu sono a un passo dal fondare una loro cerchia. Formano gi un gruppo cos numeroso che al suo ingresso qui Liu aveva ricevuto uno scatolone di vestiti smessi da una parente acquisita, e di quei vestiti ha dato a Zheng e al suo gemello Min una busta ciascuno, con l'accordo di ricevere anche il resto entro la fine dell'anno. Non erano membri di una cerchia, ma neanche sfigati qualunque. Al momento, per, Zheng si comportava ancora da essere umano comune invece che da studente della Scholomance.
Dagli altri ragazzi si lev un mormorio. Mentre parlavamo, le bozze dei programmi erano comparse sui nostri banchi al solito modo: distogli lo sguardo un secondo, e quando torni a guardare sono l, quasi ci fossero sempre state. Se provi a fare il furbo e fissi il banco senza battere le palpebre cos che la scuola non possa farci scivolare sopra il foglio,  probabile che accada qualcosa di brutto per creare un diversivo, luci che si spengono, per esempio, e se gli altri ragazzi ti beccano a farlo, ti prendono a spintoni o ti mettono una mano sugli occhi.  molto pi dispendioso - in termini di mana - lasciare che le persone vedano realizzarsi qualcosa di magico in un modo di cui sospettano istintivamente, perch significa che devi imporlo anche a loro oltre che all'universo.  uno dei motivi per cui non si fanno spesso vere magie nei dintorni dei profani.  pi difficile, molto pi difficile, a meno di non mascherare la cosa da spettacolo di qualche tipo, o di farla nei paraggi di persone che si sforzano energicamente di credere in qualunque magia, come la mamma e le sue sostanze curative naturali con tutti i suoi amici ambientalisti l nei boschi.
Per quanto noi siamo maghi, non ci aspettiamo sul serio che le cose appaiano dal nulla. Sappiamo che  possibile, quindi non  altrettanto arduo persuaderci, ma in compenso disponiamo di pi mana con cui resistere a quella persuasione. Alla scuola costa molto meno far scivolare qualcosa sul nostro banco mentre non guardiamo, come se qualcuno l'avesse appena messo l, di quanto non le costi lasciarci guardare quel qualcosa mentre viene creato.
Zheng stava gi tentando di sporgersi oltre me per sbirciare il foglio della ragazza; sospirai e a denti stretti gli dissi: Vai a sederti vicino a lei. Non mi piaceva, ma che non mi piacesse non cambiava la realt: ingraziarsela era senz'altro una buona idea. Lui ebbe un piccolo sobbalzo, senso di colpa, forse: presumo che sua madre gli abbia fatto un discorsetto anche su quell'argomento. Poi si alz, si avvicin alla ragazza thailandese e si present.
A essere sincera, lei gli rivolse un educato wai e con un gesto lo invit a sedersi l accanto; di solito dovevi leccare i piedi con un po' pi di impegno per fare amicizia con chi apparteneva a una cerchia. Ma immagino che Zheng non avesse ancora concorrenza. Dopo che lui si fu seduto, alcuni altri ragazzi si alzarono e si trasferirono nei posti dietro di loro, quindi cominciarono tutti a confrontare i programmi. La thailandese stava gi lavorando sul suo a una velocit che denotava con quanta precisione sapesse cosa scegliere, poi cominci a mostrare il suo programma agli altri e a segnalare i problemi dei loro. Mi feci un appunto di dare un'occhiata a quello di Zheng, una volta finito, casomai la ragazza fosse un po' troppo disponibile a proprio vantaggio.
Ma prima dovevo occuparmi del mio programma, e un solo sguardo mi disse che ero nei guai. Sapevo gi entrando che nell'anno del diploma avrei dovuto partecipare a due seminari specialistici:  il prezzo che si paga per aver scelto Incanti come indirizzo scolastico ed essere riusciti a ridurre al minimo il tempo da trascorrere ai piani pi bassi nei primi tre anni. Solo che mi avevano inserita in quattro seminari... o cinque, volendo calcolare due volte il mostruoso corso doppio (appuntamento la mattina presto di ogni singolo giorno) intitolato semplicemente Letture Avanzate in sanscrito, insegnamento in inglese. La nota indicava che sarebbe stato valido come corso per il sanscrito e per l'arabo, il che era privo di senso in modo sospetto, a meno che non studiassimo riproduzioni islamiche medievali di manoscritti sanscriti, tipo quelli su cui avevo messo le mani solo due settimane prima in biblioteca. Questo riduceva il campo di parecchio. Sarei stata fortunata se in quell'aula del cacchio ci fossero stati altri tre studenti oltre a me. Fissai arrabbiatissima il titolo del seminario piazzato l come una spranga di piombo in cima al foglio con il mio programma. Mi aspettavo di trovare il normale seminario di sanscrito tenuto in inglese, il che avrebbe significato essere ammassata in una delle aule per seminari pi grandi con una decina di ragazzi indiani di Artifici o Alchimia che facevano sanscrito come requisito linguistico.
E non potevo inventarmi che quel corso era in conflitto con un altro, visto che nell'aula non avevo neanche un singolo anziano con cui confrontare i programmi. In genere, sia pur malvolentieri, almeno uno o due altri emarginati mi lasciavano dare un'occhiata al loro se in cambio gli lasciavo vedere il mio, e questo mi procurava almeno uno o due corsi che potevo inserire nel tentativo di costringere la scuola a spostare la peggiore delle mie assegnazioni. A ognuno di noi  permesso indicare fino a tre corsi, e nel caso in cui soddisfiamo tutti i requisiti, la Scholomance  tenuta a rivedere il resto del programma in base a quanto abbiamo indicato; certo, se non sai quali altri corsi ci siano o quando siano previsti, diventa un gioco d'azzardo che sei sicuro di perdere.
Il seminario di Letture Avanzate sarebbe stato gi pi che sufficiente a rendere il mio programma insolitamente schifoso ma, come se non bastasse, avevo anche un meravigliosissimo seminario di Evoluzione dell'algebra e sue applicazioni all'Evocazione, che sarebbe stato valido per Lingue, non specificate - brutto segno: mi avrebbero rifilato tonnellate di documenti originali da tradurre -, nonch come specializzazione in Storia e Matematica. Non mi erano stati assegnati altri corsi di Matematica, quindi le probabilit di sfuggire a quello l erano molto scarse. Poi c'era il seminario fetente che in effetti mi aspettavo di avere, Origini protoindoeuropee condivise nel Lancio di Incantesimi contemporaneo, anche se non avrebbe dovuto essere il mio corso pi facile. Ultimo ma decisamente non meno importante, il seminario dal titolo Merlino nella Tradizione, che in teoria valeva la specializzazione in letteratura, latino, francese moderno, gallese moderno, inglese antico e inglese medio. Capii all'istante che da tre settimane di lezioni avrei ricavato soltanto semplici incantesimi in francese antico e medio gallese.
Tutti gli altri spazi erano occupati da lezioni nel laboratorio tecnico - dal quale avrei avuto il diritto di rimanere fuori, dato che il trimestre precedente avevo fabbricato uno specchio magico che ancora brontolava lugubre contro di me anche se lo avevo fatto appendere rivolto verso il muro - e dal corso di specializzazione in Alchimia cui ero stata iscritta, coincidenti quanto a orari ma divergenti quanto a giornate: le prime il luned e il gioved, l'altro il marted e il venerd. Avrei avuto compagni diversi ogni giorno della settimana, quindi mi sarebbe stato doppiamente difficile trovare qualcuno disposto a fare cose tipo reggermi un oggetto che devo saldare o sorvegliare la mia borsa mentre vado a prendere materiale.
Fino a quel punto era forse il peggior programma dell'ultimo anno che avessi mai visto. Nemmeno i ragazzi che miravano a tenere il discorso di commiato avrebbero seguito quattro seminari. C'era per il fatto che l'intero pomeriggio del mercoled figurava libero da qualunque cosa, letteralmente, come se la scuola fingesse di voler rimediare a tutto il resto. Il programma diceva Studio e basta, proprio come per la sessione di studio che abbiamo tutti dopo pranzo, solo che in questo caso aveva un'aula dedicata. Cio questa.
Fissai la casella sul foglio con una diffidenza profonda e insistente, cercando di capirci qualcosa. Un intero pomeriggio libero quass in biblioteca, in un'aula ufficialmente riservata, cosicch non avrei nemmeno dovuto proteggere il mio territorio, senza letture, test o compiti. Bastava questo a renderlo il miglior programma dell'ultimo anno che avessi mai visto. Valeva il compromesso. Mi ero fatta un sacco di problemi pensando a come recuperare tutto il mana che avevo sperperato nell'ultimo trimestre; ma con una sessione di studio di durata tripla una volta alla settimana, avrei potuto tornare in pista prima della Giornata dello Sport.
Da qualche parte doveva per forza esserci una fregatura colossale, solo che non riuscivo a immaginare quale. Mi alzai e battei sulla spalla di Zheng. Tieni d'occhio la mia roba gli dissi. Faccio un controllo completo dell'aula. Se qualcuno vuole sapere come si fa, stia a guardare aggiunsi, e tutti quanti alzarono la testa di scatto per osservarmi mentre esaminavo la stanza. Iniziai con le bocchette di aerazione, accertandomi che fossero tutte bene avvitate, e feci uno schizzo su un pezzo di carta per mostrare dove erano posizionate, nel caso una qualche creatura insolitamente sveglia decidesse a un certo punto di insinuarsi l dentro e rimpiazzarne una. Contai le sedie e i banchi, poi guardai sotto ciascuno; sfilai ogni cassetto dell'armadio che stava lungo la parete di fondo e aprii tutte le ante per controllarne l'interno con l'aiuto di una luce; lo scostai dalla parete e verificai che armadio e muro fossero entrambi solidi. Puntai la luce sul pavimento e ne seguii l'intero perimetro in cerca di buchi, picchiettai su ogni parete pi in alto che potevo, controllai il telaio della porta per assicurarmi che chiudesse bene sia sopra sia sotto, e quando finii, ebbi la ragionevole certezza che quella fosse un'aula assolutamente normale.
E con questo intendo che i nefasti potevano entrarvi in un'infinit di modi: attraverso le bocchette dell'aria, da sotto la porta o rosicchiando i muri. Se non altro, l non potevano calarsi dal soffitto, perch il soffitto non c'era. La Scholomance non ha un soffitto; non serve quando si costruisce una scuola di magia che si protende dal mondo per raggiungere un vuoto mistico di spazio non letterale. Le pareti della biblioteca si limitano a proseguire verso l'alto fino a perdersi nel buio. In teoria, alla fine si fermano da qualche parte, su, su, molto pi su. Ma non ho intenzione di scalarle per dimostrarlo a me stessa. In ogni caso, l'aula non era infestata in partenza, e non c'erano enormi punti deboli evidenti. Quindi cosa voleva dirmi, la scuola, offrendomi il dono gigantesco di un intero pomeriggio libero qui dentro?
Tornai al mio posto e fissai il programma. Naturalmente capivo che il pomeriggio libero era l'esca della trappola, per era un'esca ottima, e di conseguenza anche un'ottima trappola. Non potevo garantirmi una sola buona variazione del programma, visto che non sapevo quando si tenevano le lezioni dell'ultimo anno. Se per esempio avessi inserito il corso superiore di sanscrito che mi aspettavo nel tentativo di eliminare lo spaventoso seminario di Letture Avanzate, pur ammettendo che la Scholomance lasciasse perdere il seminario, avrebbe comunque avuto una scusa per cacciarmi in un corso di arabo il mercoled pomeriggio. Se poi avessi cercato di ottenere una materia secondaria tipo il coincidente corso di Tecnica, senz'altro mi avrebbero rifilato il laboratorio di Alchimia ogni mercoled, e qualcos'altro ogni venerd. Qualunque cosa facessi mi sarebbe costata l'unica parte davvero notevole di questo programma, e senza garanzie di miglioramento.
Fatemi vedere i vostri dissi a Zheng, sia pure con poca speranza. Il bello di essere bloccata qui insieme a studenti del primo anno fu che tutti mi consegnarono docilmente i loro fogli senza nemmeno chiedere un favore in cambio, e io passai al setaccio l'intero plico, cercando gli eventuali corsi che avrei potuto frequentare. Ma fu inutile. Non avevo mai sentito di matricole assegnate a materie che uno studente anziano potesse richiedere, e infatti non era successo neanche con queste. Avevano le solite Introduzione alla Tecnica e Introduzione ai Laboratori - la ragazza della cerchia aveva saggiamente esortato tutti gli altri a spostarle subito prima di pranzo, l'una il marted e l'altra il mercoled, vale a dire nei buchi migliori che le matricole possono avere, dal momento che gli studenti pi grandi rivendicano i pomeriggi - insieme al primo corso di Scienza dei Nefasti (quanto si sarebbero divertiti l dentro!), e poi Letteratura, Matematica e Storia al terzo e quarto piano. C'era una sola eccezione: scandalosamente, il mercoled tutti quei mocciosetti fortunati avevano la mia stessa sessione di studio proprio quass. E nessuno di loro si rendeva conto di quanto fosse strabiliante.
Mi arresi e firmai in calce al programma senza nemmeno tentare di fare modifiche, quindi mi avvicinai al grande scrittoio antico rivolto verso l'aula, sollevai con cautela la serrandina avvolgibile - oggi non c'era niente l, ma aspettate e vedrete - e misi il mio foglio all'interno. Quasi tutte le aule hanno un posto pi formale per la presentazione dei lavori, una fessura che finge di sparare le nostre carte fino a un deposito centrale attraverso un sistema di tubi pneumatici, tubi che per si sono rotti all'inizio del secolo scorso e sono stati rappezzati con incantesimi trasportatori, ragion per cui devi soltanto mettere il tuo compito fuori vista in qualche punto comune, e quello verr prelevato. Abbassai lo sguardo sul mio foglio un'ultima volta, quindi feci un respiro profondo e richiusi la serrandina.
Ero sicura che avrei scoperto di aver commesso un errore madornale subito dopo colazione, quando fossi scesa per il mio primo seminario, ma mi sbagliavo. Lo scoprii meno di un quarto d'ora pi tardi, e senza nemmeno uscire dall'aula. Ero china a denti stretti su un orrendo groviglio fatto all'uncinetto, occupata a far entrare nel mio cristallo quanto pi mana possibile prima di colazione, e gi pianificavo mentalmente quali noiosi, detestabili esercizi a corpo libero avrei potuto fare in quest'aula quando mi fossi rimessa un po' pi in sesto. Io nutro un odio sconfinato per la ginnastica, di conseguenza obbligarmi a farla  ottimo per accumulare mana. Non c'era molto spazio, e di spostare i banchi manco a parlarne. Era probabile che avrei dovuto fare gli addominali sdraiata sopra due tavoli. Ma chissenefrega: sarei riuscita a riempire un cristallo ogni quindici giorni, pensavo.
Nel frattempo i novellini gironzolavano sul davanti dell'aula come se non avessero un pensiero al mondo, chiacchierando gli uni con gli altri. E tanto per migliorare le cose, parlavano tutti in cinese, compreso il ragazzo indiano e i due russi, maschio e femmina... ero quasi certa che tra loro avessero parlato in russo, ma poi si erano immersi nella conversazione generale senza il minimo intoppo. Non c'era dubbio che tutti quanti seguissero le lezioni di carattere generale in cinese: d'altra parte, qui dentro le alternative per materie come Matematica e Storia sono quella o l'inglese.
Facevo del mio meglio per lasciare che la conversazione fosse solo un rumore di fondo, ma non stava funzionando granch. Uno dei rischi dello studiare un numero assurdo di lingue  che il mio cervello si  fatto l'idea che se non capisco qualcosa che sento  perch non presto sufficiente attenzione, e che se solo ascoltassi abbastanza attentamente, in qualche modo sarei in grado di intuire il significato. Avrei dovuto essere al riparo dalla rogna di un'altra nuova lingua almeno per un trimestre, visto che la Scholomance mi aveva messa a fare arabo meno di tre settimane prima, ma passare due ore ogni mercoled chiusa in un'aula insieme a un branco di matricole che parlavano solo cinese voleva indubbiamente dire che avrei ottenuto incantesimi anche in quella lingua.
A meno che non fossero cos gentili da farsi uccidere tutti prima della fine del mese, cosa non del tutto improbabile. In genere la prima settimana dell'anno va bene, ma poi, proprio mentre i novellini si cullano in una condizione di calma artefatta, i primi nefasti strisciano fuori dai loro nascondigli, per non parlare della prima ondata di quelli appena nati al piano terra, che cominciano a cercare modi per insinuarsi quass.
Certo, quello che vuole strafare c' sempre. Come il cucciolo di bolla viperina che proprio in quel momento si faceva silenziosamente strada attraverso la bocchetta di aerazione. Doveva essersi allungato e appiattito per superare le protezioni dell'impianto di ventilazione, rendendosi simile a un innocuo, piccolo trafilamento, per poi snodarsi dalla grata fisica, avvolgersi a spirale sul pavimento dietro uno degli zaini e riprendere la sua forma. Qualche cic ciac l'avrebbe anche fatto, se le matricole non avessero parlato a voce cos alta da coprirlo. Io stessa, peraltro, non stavo facendo molta attenzione, perch per una volta nella vita ero di gran lunga il bersaglio pi scarso dell'aula; nessun nefasto mi avrebbe mai scelto in mezzo a questa folla. Cominciavo gi a considerare quel posto come una specie di rifugio.
Poi un novellino lo vide e lanci un grido di allarme. Non mi disturbai nemmeno a controllare contro cosa stessero strillando; mi ero alzata dalla sedia con la borsa sulla spalla ed ero gi a met strada dalla porta - il ragazzo aveva guardato verso il fondo dell'aula - prima ancora di individuare la bolla viperina che si librava, gi completamente gonfia, sulla quarta fila di posti come un palloncino color magenta che qualcuno avesse sgocciolato di blu alla maniera di Jackson Pollock. I dotti sparadardi stavano cominciando a gonfiarsi. Tutti gli altri ragazzi urlavano e si stringevano gli uni agli altri o si gettavano sotto il grande scrittoio, errore classico: per quanto pensavano di poter restare l dietro? La bolla viperina non sarebbe andata da nessuna parte, larga com'era; li avrebbe uccisi non appena avessero messo fuori la testa per dare un'occhiata.
Era un loro problema, naturalmente, e se non avessero trovato una soluzione da soli, il primo giorno di scuola non sarebbero neppure usciti dall'aula di coordinamento, a indicazione del fatto che forse non sarebbero durati a lungo comunque. Non era un mio problema, assolutamente. Il mio problema era che mi avevano rifilato quattro seminari pericolosissimi, e io ero gi in arretrato con gli accantonamenti di mana per il diploma. Mi sarebbe servito ogni singolo minuto in quest'aula per accumulare una quantit di mana sufficiente a compensare tutto il resto. Non avevo nemmeno un punto all'uncinetto di energia da destinare a una mandria di novellini di cui non mi fregava una cippa.
A eccezione di uno. Dopo aver aperto la porta dell'aula con un calcio, mi voltai a urlare Zheng! Fuori, ora e lui fece dietrofront, aggir il grande scrittoio e corse verso di me. Forse non tutti gli altri avevano afferrato le mie parole, ma furono abbastanza svegli da seguirlo, e molti di loro furono abbastanza svegli da abbandonare gli zaini, gi che c'erano. Tranne la ragazza della cerchia, fra tutti. Avrebbe senz'altro potuto sostituire ogni singolo oggetto che si portava dietro solo chiedendo ai ragazzi pi grandi della sua cerchia, invece prefer agguantare la sua borsa prima di muoversi, ragion per cui si ritrov a essere il fanalino di coda del gruppo quando la bolla viperina fu gonfia abbastanza da far schizzare fuori i suoi tre piccoli steli oculari e mettersi a ruotare in cerca dell'ultimo dei suoi bersagli in movimento. Non appena avesse eliminato la ragazza, tutti gli altri l'avrebbero fatta franca. La bolla era solo un tantino pi grande di un pallone da calcio; con ogni probabilit quel mostriciattolo nato da poco si sarebbe fermato subito a mangiare.
Ero giusto davanti alla porta, sul punto di varcarla e salvarmi il collo, proprio come avrei dovuto fare; proprio come avevo gi fatto un'infinit di volte.  la prima regola, qui dentro: quando qualcosa si mette male, l'unica tua preoccupazione  come tirartene fuori con la pelle ancora tutta intera. Non  neppure un comportamento da egoista. Se cominci ad aiutare le altre persone, alla fine ti fai ammazzare e nel contempo  molto probabile che tu vada a incasinare qualunque cosa stiano facendo loro per salvarsi. Se hai alleati o amici, li aiuti prima. Condividi un po' di mana, regali un incantesimo, produci un artificio, una pozione che possano usare in una situazione difficile. Ma chiunque non riesca a scampare da solo a un attacco non  destinato a sopravvivere. Lo sanno tutti, e l'unica persona di mia conoscenza che fa eccezione alla regola  Orion, uno stupido totale, cosa che io non sono.
Solo che la porta non la varcai. Rimasi l accanto, invece, e lasciai che l'intero branco di matricole, lanciato in un galoppo rumoroso e sfrenato, la oltrepassasse prima di me. La bolla viperina divenne di un rosa pi chiaro mentre si preparava a colpire Miss Cerchia, ma poi si rivolse di scatto verso la porta quando Orion, a proposito di stupidi, irruppe nell'aula giungendo proprio dalla parte dannatamente sbagliata. Con ogni probabilit, sarebbe stato pieno di veleno e morto stecchito nel giro di due secondi.
Non fosse che stavo gi lanciando un incantesimo.
Era una maledizione praticamente ignota in inglese antico. Forse sono l'unica al mondo a conoscerla. All'inizio del secondo anno, subito dopo aver cominciato a fare inglese antico, inciampai in tre studenti anziani che avevano intrappolato una ragazza del terzo anno tra gli scaffali della biblioteca. Un'altra sfigata come me, solo che con me i maschi non avevano mai tentato cose del genere. Doveva esserci qualcosa riguardo alla mia aura di futura strega mostruosamente oscura, che li scoraggiava. Quanto a quei tre, li allontanai dalla ragazza solo capitando l, e questo nonostante fossi un'esile studentessa al secondo anno. Loro sgattaiolarono via, la ragazza fugg nella direzione opposta, e io, ancora ribollente di rabbia, presi dallo scaffale il primo libro che trovai. Non ottenni il volume che stavo cercando, quindi; in compenso, per, me ne andai con un piccolo, fragilissimo fascio di carta fatta in casa, pieno di maledizioni scritte a mano che qualche deliziosa megera aveva raccolto mille anni prima o gi di l. Il plico mi si apr tra le mani su questa particolare maledizione, che vidi prima di chiuderlo e rimetterlo sullo scaffale.
Quasi tutti devono studiare parecchio per farsi entrare un incantesimo in testa. Anch'io, se  una magia utile. Se invece si tratta di un incantesimo per distruggere citt, massacrare eserciti o torturare gente in modo orribile - o, per esempio, far avvizzire parti significative di anatomia maschile sino a trasformarle in un unico grumo di dolore atroce - mi basta un'occhiata e ce l'ho in testa per sempre.
Non lo avevo mai usato prima, ma funzion davvero bene in questo contesto. La bolla viperina si compresse all'istante fino a raggiungere le dimensioni di una bella ghianda grande. Abbandon immediatamente la sua posizione a mezz'aria, sbatacchi per un istante contro la grata, quindi scese lungo il condotto come la tipica biglia che sparisce gi per un tombino. In questo caso in compagnia del mana che avevo accumulato per tutta la mattina.
Orion si ferm sulla porta a guardare la creatura che si dileguava, sgonfiandosi anche lui. Era stato pronto a lanciare una specie di vampata di fuoco che avrebbe eliminato la bolla viperina... e anche noi tre insieme a qualunque materiale combustibile fosse nell'aula, visto che i gas interni del nefasto erano altamente infiammabili. La ragazza della cerchia lanci a me e a lui un'occhiata da coniglio spaventato e schizz fuori dalla porta, anche se non c'era pi alcun motivo per correre. Orion si volt a guardarla per un istante, poi torn a guardare me. Diedi un solo sguardo demoralizzato al mio cristallo di mana - s, era di nuovo completamente opaco - ma lasciai perdere la faccenda. Tu cosa cavolo ci fai qui? chiesi in tono seccato, ricacciandolo tra gli scaffali con uno spintone e andando verso le scale.
Non sei venuta a colazione rispose lui, affiancandomi.
Ecco come venni a sapere che dall'aula in biblioteca non si sentiva la campana. Al momento ne conseguiva che potevo saltare la colazione oppure presentarmi in ritardo alla prima lezione del mio seminario pi schifoso, dove molto probabilmente non avrei avuto la minima possibilit di trovare qualcuno che mi ragguagliasse sui miei primi compiti.
Digrignai i denti e cominciai a scendere pesantemente le scale. Stai bene? chiese Orion dopo un po', anche se ero stata io a salvare lui. Non aveva ancora interiorizzato l'idea, immagino.
No dissi amaramente. Sono una stupida.
...
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...
2. CUSCINI.
...
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...
Per me divent sempre pi evidente nelle settimane che seguirono. Io non appartengo a una cerchia. A differenza di Orion, non dispongo di una scorta di mana praticamente illimitata da sfoderare per i nobili eroismi. L'esatto contrario, perch avevo appena sprecato quasi la met della riserva di mana accumulata nell'arco di tre anni. Per un motivo pi che sufficiente, visto che l'avevo usata per eliminare un fauciomaco, e il giorno in cui non penser pi a quell'esperienza non verr mai abbastanza presto, ma non importa quanto fossero buone le mie ragioni. Quello che importa  che la tabella di marcia attentamente pianificata per accumulare mana durante il mio percorso di studi alla Scholomance era andata in fumo del tutto.
Le mie speranze di diploma avrebbero potuto essere un disastro se non fosse stato per il libro di incantesimi che avevo trovato. L'incantesimo della Pietra Dorata per il controllo degli stati di aggregazione  cos prezioso fuori di qui che Aadhya era stata in grado di organizzare un'asta tra gli anziani dell'anno scorso, asta che mi aveva fruttato una gran quantit di mana, e persino un paio di scarpe da ginnastica usate poco. Aveva intenzione di allestirne un'altra a breve tra i ragazzi del nostro anno. Con un po' di fortuna, mi sarei ritrovata con sette cristalli invece di diciannove. Era ancora un disavanzo difficile da recuperare, e per di pi al momento del diploma me ne servivano almeno altri trenta.
Ecco per cosa avevo pensato di usare i miei splendidi mercoled pomeriggio di libert. Ah ah, ma proprio tanti ah ah. Il cucciolo di bolla viperina si rivel solo il primo di una serie di nefasti che sembravano irresistibilmente attratti da questa specifica aula della biblioteca. C'erano nefasti che aspettavano di saltarci addosso quando entravamo dalla porta. C'erano nefasti nascosti nell'ombra che scattavano mentre eravamo distratti. C'erano nefasti che si intrufolavano dalle bocchette nel bel mezzo dell'ora. C'erano nefasti dentro lo scrittoio con la serrandina. C'erano nefasti che ci aspettavano quando uscivamo dalla porta. Avrei potuto evitare di imparare il cinese senza il minimo problema, solo non facendo niente. L'intero branco di matricole sarebbe morto prima della seconda settimana del trimestre.
Che la catastrofe fosse imminente divenne chiaro alla fine del nostro primo mercoled, e a lettere grondanti sangue nel vero senso della parola: avevo appena sparso un willanirga lungo tutto il perimetro dell'aula, stomaco e viscere e tutto. Mentre andavamo a cena, chi pi chi meno inzaccherato, soffocai la mia irritazione e dissi a Sudarat - la ragazza della cerchia - che se voleva essere salvata ancora, avrebbe dovuto condividere con me un po' della sua scorta di mana.
Arrossendo a chiazze, replic esitante: Ma io non... io non sono, poi scoppi in lacrime e corse avanti. Zheng intervenne: Non hai sentito di Bangkok.
Cos' che non ho sentito di Bangkok?
Non c' pi. Qualcuno ha distrutto la cerchia solo qualche settimana prima dell'Iniziazione.
Lo fissai. Lo scopo delle cerchie  che le cerchie non vengono distrutte. Com' successo? Cos' stato?
Mi rispose con un'alzata di spalle, allargando le braccia.
Voi lo sapevate di Bangkok? domandai a cena, chiedendomi come avessi fatto a perdermi una notizia cos grossa. In realt ero comunque un passo avanti agli altri, perch l'unica ad annuire fu Liu, che rispose: L'ho sentito durante l'ora di storia.
Sentito cosa? volle sapere Aadhya.
Bangkok non c' pi dissi. La cerchia  stata distrutta.
Cosa?! esclam Chloe, sobbalzando cos bruscamente da rovesciarsi succo d'arancia su tutto il vassoio. Aveva chiesto di mangiare insieme a noi - e in modo gentile, anche, non come se ci facesse un favore a onorarci della sua presenza -, cos avevo stretto i denti e risposto di s. Deve essere una menzogna.
Liu scosse la testa. Una ragazza del nostro corso viene da Shanghai e ha confermato la notizia. I suoi hanno detto alla sorella minore di informarla.
Chloe ci fiss impietrita, ancora con il bicchiere a mezz'aria. Non si poteva biasimarla se era spaventatissima. Le cerchie non spariscono senza motivo, quindi se una era stata colpita con tanta violenza da essere rasa al suolo, era segno che si stava preparando una specie di guerra tra cerchie, e New York era in qualche modo la candidata perfetta per finirci in mezzo, ma dopo averla sentita chiedere per la terza volta in cinque minuti dettagli che n io n Liu avevamo, dissi: Rasmussen, noi non sappiamo nient'altro. Tu, piuttosto. Tu sei l'unica che pu scoprire qualcosa; le matricole della tua cerchia devono saperne di pi, ormai.
E lei effettivamente disse: Mi tenete d'occhio il vassoio?, poi si alz e attravers la sala fino al tavolo occupato dai novellini della cerchia di New York. Torn praticamente a mani vuote: nemmeno quel gruppo, per quanto numeroso, aveva ancora sentito la notizia. I ragazzi di Bangkok non facevano alcuno sforzo per diffonderla, e Sudarat era letteralmente l'unica matricola del luogo a essere sopravvissuta fino all'Iniziazione. Tutti i suoi coetanei erano affondati insieme alla nave. Il che spaventava ancor di pi quelli delle altre cerchie. Se anche capita che le cerchie vengano danneggiate in modo cos grave da mandarle a rotoli, di solito c' un preavviso sufficiente perch i civili abbiano il tempo di fuggire.
Prima che finisse la cena, comunque, divenne evidente che nessuno sapeva cosa fosse successo. D'altro canto, qui dentro sappiamo sempre pochissimo di quanto accade all'esterno, visto che tutte le informazioni sul mondo reale ci arrivano una volta l'anno per mezzo di quattordicenni terrorizzati. Ma il crollo di una cerchia  una notizia grossa, eppure neanche i ragazzi di Shanghai conoscevano i particolari. Shanghai aveva contribuito ad avviare Bangkok: il sostegno da loro offerto alle nuove cerchie asiatiche negli ultimi trent'anni non era casuale e si accompagnava alle crescenti lamentele riguardo al numero sproporzionato di posti della Scholomance che venivano attribuiti a Stati Uniti ed Europa. Se l'eliminazione di Bangkok era stata la prima fase di un attacco a Shanghai, le matricole di Shanghai sarebbero arrivate qui con chiare istruzioni di fare quadrato intorno ai ragazzi di Bangkok.
Viceversa, se Bangkok si era incautamente fatta a pezzi da sola, cosa che accade quando una cerchia diventa un po' troppo impaziente di sviluppare nuove armi magiche senza dirlo a nessuno, i ragazzi di Shanghai avrebbero ricevuto istruzioni di scaricare del tutto quelli di Bangkok. Invece avevano assunto soltanto un atteggiamento... prudente. E questo significava che anche i loro genitori non ne sapevano pi di noi, e se non lo sapevano loro, non lo sapeva nessuno.
Be', a parte chi lo aveva fatto, naturalmente. E qui la faccenda si complicava ulteriormente, perch il miglior candidato al ruolo di chi avrebbe potuto orchestrare un attacco indiretto a Shanghai era New York. Difficile immaginare che una qualunque altra cerchia lo facesse senza avere almeno il tacito appoggio dei newyorchesi. Ma se fossero stati loro a pianificare segretamente una cosa tremenda come l'eliminazione di un'intera cerchia, di sicuro non ne avrebbero fatto parola con i figli sul punto di entrare nella Scholomance, e questo voleva dire che nemmeno i ragazzi di New York sapevano se la loro cerchia era coinvolta o meno, ma sapevano - come i ragazzi di Shanghai - che se davvero si era trattato di qualcosa di diverso da un incidente, molto probabilmente i loro genitori erano in guerra l fuori proprio in questo momento. E non avremmo avuto assolutamente modo di sapere se le cose stessero in un modo o nell'altro ancora per un anno.
Non era una situazione che potrebbe definirsi incoraggiante per il cameratismo tra membri di cerchie diverse. Personalmente, non mi importava di non sapere. Io non sarei entrata in una cerchia. Avevo preso quella decisione l'anno prima - con un certo risentimento - e non avevo intenzione di farmi coinvolgere, se effettivamente c'era una guerra. Se anche ci fosse stato soltanto un abominevole stregone oscuro che se ne andava in giro a distruggere cerchie, la cosa non significava niente per me, salvo forse che avrei avuto un concorrente, a detta della spiacevole profezia che mi avrebbe reso la vita decisamente pi facile se solo si fosse sbrigata ad avverarsi.
A importarmi davvero era il fatto che Sudarat non avrebbe potuto darmi una mano con quello che evidentemente era sul punto di trasformarsi nel mio quinto seminario, vale a dire il salvataggio delle matricole. La riserva di mana della cerchia di Bangkok, relativamente nuova e ridotta sin dall'inizio, era finita sotto il pieno controllo degli studenti anziani, che la sfruttavano con altri appartenenti alle cerchie nel disperato tentativo di procurarsi alleanze per il diploma. Non condividevano il mana nemmeno con i compagni del secondo e del terzo anno. Erano diventati degli sfigati qualsiasi, come noi, alla frenetica ricerca di alleati, risorse e sopravvivenza. La merce di scambio pi importante che avevano per formare alleanze era stata la possibilit di offrire un posto nella loro cerchia in forte crescita, ma quella cerchia non esisteva pi, e per giunta si ritrovavano ad agire in un'atmosfera di dubbio strisciante perch nessuno sapeva cosa fosse successo. Le altre matricole non avevano evitato Sudarat perch non sapevano che venisse da Bangkok; l'avevano evitata proprio perch lo sapevano. Non aveva ricevuto neppure una parte della roba lasciata dagli anziani dell'anno scorso. La borsa che si era portata era l'unica risorsa che aveva.
Immagino che avrei dovuto essere dispiaciuta per lei, ma preferivo esserlo per chi non ha mai avuto un briciolo di fortuna piuttosto che per soggetti la cui fortuna estrema si  esaurita all'improvviso. La mamma avrebbe detto che potevo dispiacermi per entrambi, e la mia replica sarebbe stata che lei poteva farlo, ma io avevo una riserva pi limitata di compassione e dovevo razionarla. In ogni caso, a dispetto della mia mancanza di empatia, la seconda settimana di lezioni non era ancora finita e io avevo salvato la vita di Sudarat gi due volte, perci la ragazza non aveva alcun diritto di lamentarsi.
E nemmeno io, dato che a quanto pareva ero decisa a continuare cos.
Aadhya, Liu e io avevamo programmato di andare a farci la doccia insieme, quella sera. Mentre scendevamo al piano di sotto, in tono amaro chiesi a Liu: Hai un po' di tempo, dopo? Devo mandare gi qualche frase elementare in cinese. Ci si potrebbe aspettare che con questo mi riferisca a cose tipo dov' il bagno e buongiorno, ma qui dentro le prime cose che impari in qualunque lingua sono a terra, dietro di te e scappa. Era di frasi del genere che avrei avuto bisogno per impedire alle matricole di starmi tra i piedi mentre le salvavo. E tutto a mie spese.
Liu chin la testa e disse sottovoce: Volevo giusto chiederti di aiutare me. Infil la mano nella borsa a tracolla e ne estrasse l'astuccio di plastica trasparente per mostrarmi le forbici che conteneva: erano per mancini, con chiazze irregolari di vinile verde ancora appiccicate intorno ai buchi per le dita, una lama dentellata e l'altra un po' rugginosa. Segnali incoraggianti: erano cos malridotte che quasi certamente non erano stregate o animate. Nelle ultime due settimane, Liu aveva chiesto in giro se qualcuno ne avesse un paio da prestarle.
I capelli le scendevano fin sotto la vita, lucidi e nerissimi tranne che alle radici, dove esibivano un colore che chiunque avrebbe definito nero se non fosse stato per il contrasto con la tonalit pi scura e un tantino inquietante della lunga chioma. Aveva trascorso anni a farseli crescere in quel modo, e tre di quegli anni li aveva passati qui dentro, a negoziare termini e condizioni per ogni doccia che facevamo. Ma non le chiesi se era sicura. Sapevo che lo era, anche se solo da un punto di vista pratico. Aadhya avrebbe usato i suoi capelli per incordare il liuto di ragnosirena che stava preparando per la nostra corsa del diploma, e comunque Liu aveva potuto farseli crescere cos tanto solo perch usava la stregoneria.
In seguito, per, aveva attraversato un'inaspettata e completa catarsi spirituale che l'aveva portata alla decisione di non seguire pi la strada di mattoni neri. Ora, quindi, doveva ripagare tutti in una volta tre anni di capelli magnifici fino all'eccesso. Fino a quel momento, io e Aadhya avevamo fatto a turno tutte le sere per aiutarla a districare gli orrendi grovigli che si sviluppavano ogni giorno, indipendentemente dalla cura con cui intrecciava la sua capigliatura.
Dopo aver finito con le docce, tornammo tutte e tre nella camera di Aadhya, che affil le forbici con i suoi attrezzi e prese la scatola destinata ai capelli. Cominciai a tagliare con prudenza, rimuovendo appena un centimetro da una ciocca sottilissima tenuta il pi lontano possibile dalla testa di Liu: cerchi sempre di iniziare per gradi quando devi usare un paio di forbici che non conosci. Non accadde niente di terribile, perci tagliai pian piano met della ciocca, quindi inspirai a fondo e cominciai a tagliare velocemente all'altezza della linea di demarcazione visibile tra i capelli vecchi e quelli nuovi, infine passai l'unico, lungo ciuffo a Aadhya.
Stai bene? chiesi a Liu. Mi accertavo che le forbici fossero a posto, ma volevo anche darle una scusa per prendersi un momento: in effetti mi aspettavo che per lei fosse uno strazio, anche se non aveva cominciato a piagnucolare o altro.
S, sto bene rispose, ma batteva le palpebre, e quando ebbi rimosso met della sua capigliatura, stava piagnucolando, sia pure in modo molto sommesso, le lacrime che scivolavano gi e una pi grossa delle altre che le rotol dalla guancia cadde sul suo ginocchio.
Aadhya mi lanci uno sguardo preoccupato, poi disse: Io posso tranquillamente cavarmela con questi, nel caso volessi fermarti. Liu non avrebbe avuto neanche un brutto aspetto: i suoi capelli erano cos folti che avevo dovuto comunque tagliarli a strati, con quello schifo di forbici, perci avevo iniziato da sotto. Non sai mai quando un paio di forbici pu diventare di colpo inservibile, e se lei fosse andata in giro con la cima della testa praticamente rasata e una strana, lunga criniera tipo mullet dietro, chiunque avesse interpellato cercando un paio di forbici le avrebbe chiesto uno sproposito in cambio.
No ribatt Liu, la voce tremula ma pi che risoluta. In genere lei era quella tranquilla di noi tre... Aad poteva scaldarsi parecchio quando era incavolata, e se mai ci saranno le Olimpiadi della rabbia, io sar la pi probabile vincitrice dell'oro. Al contrario di noi, Liu era sempre calmissima, pacata e gentile, perci fu una sorpresa sentirla anche solo vicina a scattare.
Come lo fu per lei; si interruppe e deglut, ma qualunque cosa provasse, stavolta non sarebbe passata sotto silenzio. Li voglio via da me disse, una sfumatura di asprezza nella voce.
D'accordo replicai, e ripresi il mio lavoro con maggiore velocit, tagliando ogni ciuffo il pi vicino possibile alla sua testa. Le ciocche lucide cercavano di aggrovigliarsi intorno alle mie dita anche mentre le tagliavo via e le consegnavo a Aadhya.
Poi tutto fin, e Liu sollev le mani un po' tremanti per toccarsi la testa. Non era rimasto quasi niente, solo una lanugine irregolare. Lei chiuse gli occhi e vi pass le mani sopra, avanti e indietro, quasi volesse accertarsi che fosse tutto sparito. Fece alcuni respiri profondi, ancora umidi di lacrime, e poi disse: Non mi taglio i capelli da quando sono arrivata. Mia madre mi aveva detto di non farlo.
Perch? chiese Aadhya.
Erano... Liu si sforz di parlare, nonostante il nodo alla gola. Secondo lei avrebbero detto alla gente qui dentro che ero una cui fare attenzione. E aveva funzionato, perch non ti puoi permettere di avere i capelli lunghi se non sei davvero ricco e per di pi lo spensierato membro di una cerchia... o se non scegli la strada della stregoneria.
Senza far rumore, Aadhya and a riesumare la met rimasta di una barretta ai cereali, custodita in segreto dentro una scatolina ben protetta sulla scrivania. Liu tent di rifiutarla, ma Aad disse: Oh, insomma, mangiati la cavolo di barretta ai cereali, e a quel punto Liu fece una smorfia e si alz, le braccia allargate verso di noi. Impiegai qualche istante in pi di Aadhya - tre anni di ostracismo sociale pressoch totale ti lasciano impreparata per cose del genere - ma entrambe conservarono uno spazio libero fino a quando non mi lanciai in avanti per unirmi all'abbraccio che ci strinse l'una all'altra, e il miracolo si ripet, il miracolo nel quale non riuscivo ancora a credere: non ero pi sola. Loro stavano salvando me, e io avrei salvato loro. Mi sembrava pi magico della magia. Come se potesse sistemare ogni cosa. Quasi che il mondo fosse diventato un posto diverso.
Ma non era cos. Mi trovavo sempre alla Scholomance, e qui dentro tutti i miracoli hanno un prezzo.
Avevo accettato il mio orrendo piano di studi solo per avere l'opportunit di accumulare mana in quegli splendidi mercoled pomeriggio liberi. E dato che mi ero sbagliata riguardo alla bellezza delle mie sessioni di studio del mercoled, potreste pensare che mi ero sbagliata anche riguardo alla mostruosit dei miei quattro seminari. E in questo caso sareste voi a sbagliarvi.
Non c'era un solo seminario, tra quello su Merlino, quello sul protoindoeuropeo e quello sull'Algebra, che contasse pi di cinque studenti. Tutti si svolgevano nel dedalo di aule dedicate che chiamiamo il labirinto perch  difficile da attraversare quasi quanto la sua versione classica. Ai corridoi piace contorcersi e allungarsi un po', di tanto in tanto. Ma persino quei tre seminari impallidivano al terribile confronto con Letture Avanzate in sanscrito, che si rivel un'attivit di ricerca indipendente.
Mi avrebbe fatto davvero comodo un'ora al giorno di tranquillit per lavorare sul sanscrito. Il libro di incantesimi su cui ero riuscita a mettere le mani era una preziosissima copia dei sutra della Pietra Dorata, perduti da tempo; la biblioteca ci aveva avvicinati nel tentativo di impedirmi di eliminare un fauciomaco. Dormivo ancora con il libro sotto il cuscino. Nel frattempo ero riuscita a decifrare faticosamente solo dodici pagine, fino alla prima delle evocazioni principali, ed era gi il libro di incantesimi pi utile che avessi mai anche solo intravisto in vita mia.
Ci che ottenni, invece, fu un'ora al giorno di esercitazioni specifiche, da sola in un'aula minuscola, piazzata sul perimetro esterno del primo piano e schiacciata intorno allo spigolo del grande laboratorio tecnico. Solo per arrivarci dovevo spingermi pi lontano che mai all'interno del labirinto, aprire un'anonima porta priva di finestrelle, quindi percorrere un angusto corridoio completamente buio la cui lunghezza poteva essere compresa tra uno e dodici metri, a seconda dell'umore che aveva quel giorno.
Dentro l'aula, l'unica, grossa bocchetta dell'aria nella parte superiore della parete condivideva un condotto di ventilazione con la fornace del laboratorio tecnico. Dal condotto uscivano alternate raffiche violente di aria esausta surriscaldata e un flusso continuo e sibilante di aria di raffreddamento ghiacciata. L'unico banco presente era un'altra di quelle vecchissime combinazioni sedia-piano di lavoro, un aggeggio di ferro imbullonato al pavimento, il cui retro era rivolto verso la grata. Mi sarei seduta sul pavimento, ma c'erano due larghi canali di scolo che attraversavano l'intera aula, andando dal laboratorio tecnico a un grande abbeveratoio che occupava tutta la lunghezza della parete di fondo, e le macchie sinistre che avevano intorno suggerivano che traboccassero regolarmente. C'era anche una fila di rubinetti piantati nel muro che sovrastavano l'abbeveratoio. Gocciolavano di continuo, producendo imperterriti una specie di lontano concertino tintinnante, a prescindere da quanto cercassi di stringerli. Di tanto in tanto dalle tubature venivano orrendi gorgoglii, e suoni stridenti uscivano da sotto il pavimento. La porta dell'aula non si chiudeva a chiave, per si apriva e si chiudeva scivolando sui cardini nei momenti pi inattesi e con un botto fortissimo.
Se questo vi sembra uno scenario decisamente splendido per un agguato, be', sappiate che lo pensava anche un buon numero di nefasti. Che infatti mi aggredirono due volte solo nella prima settimana di lezioni.
Alla fine della terza settimana, di fatto fui costretta ad attingere - anzich aggiungere - alla mia scorta di mana. Quella sera mi sedetti sul letto fissando il baule con i cristalli che la mamma aveva spedito qui insieme a me. Aadhya aveva organizzato un'altra asta, e ora disponevo di un totale complessivo di diciassette cristalli scintillanti e pieni di energia. Tutti gli altri, invece, erano vuoti, e quelli che avevo svuotato per far fuori il fauciomaco stavano cominciando a scurire. Se non li avessi rivitalizzati in tempi brevi, sarebbero diventati contenitori inservibili come quelli che si comprano all'ingrosso sul web. Ma non riuscivo a trovare il tempo. Accumulavo mana mettendoci tutto l'impegno possibile e prendendo ogni scorciatoia possibile rispetto ai compiti che avrei dovuto fare, ma ero ancora bloccata sullo stesso, identico cristallo che cercavo di ri-riempire dall'anno prima. Quella mattina ero stata attaccata di nuovo durante il seminario e avevo dovuto vuotarlo completamente.
Avevo ricominciato a fare addominali prima di quanto qualsiasi medico mi avrebbe consigliato di fare, solo perch lo sforzo che mi richiedevano, con lo stomaco ancora dolorante, rendeva effettivamente pi facile accumulare energia. Ma ormai ero praticamente guarita, e non potevo nemmeno pi contare sull'uncinetto per una vera raccolta di mana. Semplicemente non lo detestavo cos tanto quando lo facevo la sera, in compagnia di Aadhya e Liu. Le mie amiche, le mie alleate. Che si fidavano di me e del mio aiuto per uscire da quelle porte.
Chiusi la scatola e la misi via, poi uscii. Mancava ancora un'ora al coprifuoco, ma tutto era gi immerso nel silenzio: nessuno gironzola per i corridoi, l'ultimo anno. Gli altri potevano essere su, nei posti di prima scelta della biblioteca, o aver colto l'occasione di andare a letto presto in quest'ultima settimana, prima che i nefasti si ripresentassero al gran completo come ci si aspettava. Arrivai alla camera di Aadhya e bussai alla porta; quando lei apr, dissi: Ciao, andiamo da Liu?.
Certo rispose, scrutandomi ma senza sollecitare dettagli: Aadhya non  una che perde tempo. Radun la sua roba da bagno, cos avremmo potuto andare a lavarci i denti subito dopo, quindi ci dirigemmo verso la camera di Liu. Era al nostro livello, adesso.
Qui dentro ognuno dispone di una stanza singola. Per stipare le matricole recapitate ogni anno, quindi, le stanze sono sistemate tipo blocco di celle, impilate l'una sopra l'altra con una stretta passerella di ferro fuori da quelle pi alte. Alla fine dell'anno, per, quando i dormitori ruotano per scendere al loro nuovo piano, le stanze vuote scompaiono e lo spazio disponibile viene suddiviso tra i sopravvissuti. Spesso in modo poco vantaggioso. Io ho una camera deliziosamente inquietante e inutilmente a doppia altezza dall'inizio del secondo anno. Quella di Liu si era ampliata verso il basso, a quest'ultimo giro, perci non dovevamo pi salire una cigolante scala a chiocciola per farle visita.
Ci fece entrare e diede a entrambe un famiglio-in-addestramento da tenere mentre ci sedevamo sul letto. Accarezzai il pelo bianco della topolina, e lei si sedette sul palmo della mia mano, sbocconcellando qualche leccornia e guardandosi intorno con gli occhietti luminosi e sempre pi verdi. Mi stavo ancora sforzando di chiamarla Chandra, ma il giorno in cui avevo pensato ai possibili nomi da darle, Aadhya aveva detto: Dovresti chiamarla Tesorina, dopodich si era messa a ridere a crepapelle mentre io la picchiavo con un cuscino, e purtroppo Tesorina era rimasto. A dire la verit, la mamma non  mai venuta a scusarsi per avermi affibbiato il nome Galadriel, ma sono abbastanza sicura che sappia che dovrebbe vergognarsi di se stessa. In ogni caso, Aadhya e Liu continuavano a dimenticare Chandra e a chiamare il topo Tesorina - d'accordo, a voler essere precisi, io stessa continuavo a dimenticare Chandra -, e molto presto avrei dovuto arrendermi e accettare Tesorina.
Sempre che fossi io ad averla. Fissai la piccola creatura nella mia mano perch era meglio che guardare in faccia le mie amiche, e annunciai: Sto rimanendo molto indietro con il mana.
Dovevo dirglielo. Contavano su di me, sul fatto che fossi in grado di fare la mia parte al momento del diploma. Se non ne fossi stata capace, avevano il diritto di tirarsi indietro. Loro non dovevano niente a una banda di matricole che non conoscevano nemmeno. Liu avrebbe potuto pensare di dovere qualcosa a me per via di Zheng, ma il salvataggio del solo Zheng non mi sarebbe costato l'equivalente di una settimana di energia - in realt mai risparmiata - mentre lei si spaccava la schiena ad accumulare mana per la nostra squadra.
Di questo passo, sarei stata fortunata se avessi avuto energia sufficiente per tre incantesimi di media potenza, e di buoni incantesimi di media potenza non ne avevo neanche. L'unico incantesimo davvero utile che ho  quello di controllo degli stati di aggregazione che ho preso dal libro di Purochana, e non  una gran soluzione nelle situazioni critiche, visto che mi servono cinque minuti buoni per prepararmi a lanciarlo. Certo, l'avevo usato in situazioni critiche, ma solo dopo aver fatto in modo che Orion distraesse ben bene la causa sottostante per quei cinque minuti, e quando arriveremo al diploma, lui sar un tantino impegnato a uccidere mostri per tutti.
Zheng mi ha raccontato dei mercoled disse Liu sottovoce, e io alzai lo sguardo. Non sembrava sorpresa; preoccupata, piuttosto.
Parla della tua riunione in biblioteca con gli sciroccati? Cosa succede? chiese Aadhya, e Liu rispose: Succede che lei e otto matricole continuano a essere attaccati da nefasti maggiori.
In biblioteca? si stup Aadhya, e poi disse: Aspetta un attimo, questa cosa ti capita oltre a quell'orribile ricerca indipendente e agli altri tre seminari? Ti risulta che la scuola ce l'abbia con te o roba del genere?.
Scese il silenzio. Una volta formulata, la domanda si rispondeva da sola, in effetti. Sentii un nodo che mi stringeva la gola proprio intorno alle tonsille, un nodo spaventoso, soffocante. Non avevo mai nemmeno pensato alla faccenda in questi termini, ma era ovvio che fosse cos. Ed era peggio, molto peggio, che essere semplicemente sfortunata.
La Scholomance anela al potere quasi quanto me. Far funzionare questo posto non  economico.  facile dimenticarsene dal nostro punto di vista, considerato che soffriamo a causa di questo posto e veniamo regolarmente colpiti dai nefasti, ma quelli - e molti altri - attaccherebbero fino all'ultimo di noi a getto continuo se non fosse per tutte le protezioni incredibilmente potenti applicate a ogni bocchetta di aerazione e tubo idraulico, e per tutti gli artifici altamente improbabili che fin dall'inizio garantiscono la quasi totale assenza di aperture come quelle. Ciononostante, tutti noi respiriamo, beviamo, ci laviamo e mangiamo, e tutto questo costa mana e ancora mana.
Certo, leggenda vuole che le cerchie vi mettano una parte di energia, che i nostri genitori vi mettano una parte di energia se possono permetterselo, e che noi stessi vi mettiamo energia con il nostro lavoro, ma sappiamo tutti che  una favola. Per la scuola, la sola e pi importante fonte di mana siamo noi. Noi che tentiamo di risparmiarne il pi possibile per il diploma, che ci lavoriamo su costantemente. Il mana che usiamo a malincuore per i compiti e i turni di manutenzione e difesa  niente rispetto alle quantit che accantoniamo in previsione della pi magra delle vacche magre. E nel momento in cui i nefasti ci fanno a pezzi,  naturale che tendiamo la mano verso il bel potere succoso che abbiamo risparmiato in questi anni con la forza della disperazione, e loro ce lo succhiano via proprio quando  alimentato ulteriormente dal nostro terrore, dall'agonia finale e dagli sforzi che facciamo per sopravvivere. La Scholomance si prende il potere in eccesso, e poi, grazie alle molteplici protezioni, stermina anche un gran bel numero di nefasti, e tutto il mana finisce nelle riserve della scuola... dove andr a tenere in vita i pi fortunati tra noi.
Di conseguenza, quando arriva un eroe entusiasta - leggasi Orion - che si mette a salvare vite, tanto che i nefasti cominciano a soffrire la fame, anche la scuola comincia a soffrire la fame. E al tempo stesso si ritrova con pi studenti vivi che respirano, bevono e via dicendo.  uno schema piramidale, e se alla base non c' un numero sufficiente di noi che viene mangiato, non ci sar cibo abbastanza per chi sta in cima.
 questo il motivo per cui siamo dovuti scendere nel salone dei diplomi a riparare il sistema di disinfestazione: per via della massa di nefasti affamati che erano in attesa laggi, nell'unico posto da cui Orion era assente, e si preparavano a fare a pezzi tutti i diplomandi perch non avevano avuto nutrimento a sufficienza negli ultimi tre anni. Si trovavano a un passo dall'irrompere nella scuola intera perch erano talmente disperati da aver cominciato a battere tutti insieme sulle protezioni ai piedi delle scale.
E Orion... be', Orion fa parte della cerchia di New York, ha uno spartisci-potere al polso, e comunque la sua inclinazione per gli scontri gli permette in qualche modo di estrarre potere dai nefasti che uccide. Non gli danno nemmeno la caccia, visto che dispone di una scorta senza fondo di mana e di una quasi altrettanto infinita scorta di fantastici incantesimi di combattimento.
Io no, invece. Io sono la ragazza destinata a compensare la sua esistenza, ma anche la cocciuta che ha continuato a rifiutarsi di diventare una strega oscura e cominciare a uccidere studenti a palate, e ormai ho preso la strada diametralmente opposta. Ho fermato un fauciomaco diretto al dormitorio delle matricole. Ho aiutato Orion quando ha impedito ai nefasti di irrompere nella scuola. Ero gi nel salone dei diplomi con lui e ho contribuito a reggere uno scudo di protezione in modo che gli artefici anziani potessero riparare l'impianto di disinfestazione. E adesso sto persino imitando la sua stupida abitudine da eroe virtuoso un giorno alla settimana.
Naturale che la scuola mi desse la caccia.
E se i nefasti del mercoled non avessero funzionato... avrebbe provato qualcos'altro. E poi qualcos'altro ancora. La Scholomance non  propriamente una cosa viva, ma non  neanche non viva. Non si pu immettere tanto mana e tanta volont in un luogo senza che quello cominci a sviluppare una mente tutta sua. E in teoria la scuola  stata costruita per proteggerci, quindi non si metter a sgranocchiare ragazzi per conto suo - per non parlare del fatto che il numero di iscrizioni crollerebbe drasticamente se questo iniziasse a verificarsi - per ha comunque bisogno di una quantit di mana sufficiente per andare avanti;  pensata per andare avanti. E io mi sono messa in mezzo, perci la scuola mi sta dando la caccia, e questo significa che chiunque mi stia intorno finir nei guai.
I ragazzini devono cominciare a produrre mana per te disse Aadhya.
Sono solo matricole replicai, abbacchiata. Tutti e otto insieme producono meno energia in un'ora di quanta possa accumularne io in dieci minuti.
Per potrebbero ripristinare i tuoi cristalli scarichi osserv Liu. Hai detto che non serve molto mana per riattivarli, solo un flusso costante. Ogni studente potrebbe portarne uno con s.
Non aveva torto, ma di fatto questo non avrebbe risolto il vero problema. I cristalli scarichi non mi serviranno. Se continua cos, non avr abbastanza mana per riempire quelli vuoti.
Allora possiamo usarli per fare scambi intervenne Aadhya. Sono molto meglio della maggior parte dei contenitori. Oppure potrei provare a usarli io e a includerli nel liuto...
Volete uscirne? la interruppi in tono aspro. Non ce la facevo proprio a starmene seduta l ad ascoltarle mentre passavano in rassegna tutte le alternative tra cui io stessa avevo rovistato nelle ultime tre settimane, nel tentativo di trovare una via d'uscita finch non mi ero resa conto che per me non c'era. C'era solo per loro.
Aadhya tacque. Ma Liu non si indugi nemmeno un istante, e disse solo: No.
Deglutii a fatica. Non credo tu abbia pensato...
No ripet Liu con una strana violenza e, dopo un attimo di esitazione, prosegu con pi calma. Quando Zheng e Min erano piccoli, mi piaceva portarli in giro tutto il giorno con le dande. A scuola, se un altro bambino faceva del male a una rana, per esempio, o a un gattino randagio, loro lo fermavano e portavano l'animale a me, nonostante li prendessero in giro per questo, dicendo che erano femminucce. Abbass lo sguardo su Xiao Xing, la topolina che teneva tra le mani, passandole il pollice sulla testa. No ripet piano. Io non voglio uscirne.
Guardai Aadhya, le emozioni strette in un garbuglio di nodi: non sapevo bene cosa avrei voluto che dicesse. Lei era la mia amica pragmatica, quella con una madre che le aveva detto che era saggio essere cortesi con gli emarginati, e quindi era stata cortese con me, per tutti gli anni in cui chiunque altro mi aveva trattato come un pezzo di carta da cucina usato che nessuno aveva voglia di raccogliere neanche il tempo necessario a buttarlo nella spazzatura. Mi era riuscita simpatica proprio perch era concreta, e tosta: era sempre stata una negoziatrice abile e corretta, del tipo di cui ci si pu fidare, non mi aveva mai imbrogliata, anche se nella maggior parte dei casi era stata l'unica disposta a fare affari con me. Non aveva alcun motivo per interessarsi alle matricole della biblioteca, e poteva scegliere: era una degli artefici pi esperti del nostro anno, con un liuto magico alle ultime fasi di lavorazione che avrebbe avuto un notevole valore all'esterno, non solo tra gli studenti. Qualsiasi appartenente a una cerchia sarebbe stato ben felice di accaparrarsela come alleata per il diploma. Era questa la cosa pi intelligente, pi pratica da fare, e quasi quasi avrei desiderato che la facesse. Aveva gi puntato pi volte su di me, con quelle che chiunque altro avrebbe definito pessime scommesse. Non volevo che mi scaricasse, ma... non potevo essere io a causare il suo insuccesso al diploma.
Lei, invece, disse solo: No, cavolo, in maniera quasi sprezzante. Io non mollo nessuno. Dobbiamo solo trovare un modo per procurarti pi mana. O meglio ancora, per toglierti la scuola di dosso. Non capisco come mai la Scholomance stia mettendo in piedi tutta questa sceneggiata contro di te. Non fai parte di una cerchia, non avresti avuto montagne di mana in ogni caso, quindi perch si sbatte tanto per farti esaurire il poco che hai?
A meno che esord Liu, interrompendosi subito dopo. Ci voltammo a guardarla; aveva le labbra strette e si fissava le mani abbandonate sulle ginocchia, sconcertata. A meno che non sia per... farti pressione. Alla scuola...
Piacciono gli stregoni oscuri concluse Aadhya al posto suo.
Liu annu appena, senza alzare gli occhi. Aveva assolutamente ragione. Doveva per forza essere quella la ragione per cui la Scholomance mi aveva omaggiato della sessione di studio del mercoled. Stava tentando di... facilitarmi la scelta. La scuola voleva che facessi una prima scelta egoistica, risparmiare il mana che avevo, invece di salvare un novellino a caso di cui non mi fregava niente. Perch a quel punto per me sarebbe stato pi semplice fare la seconda scelta egoistica, e poi quella successiva.
S concord Aadhya. La scuola vuole che tu diventi una strega oscura. Cosa saresti in grado di fare se decidessi di cominciare a usare la stregoneria?
Se mi aveste fatto buttare gi una lista delle prime dieci domande che evitavo in ogni modo di pormi, quella l avrebbe coperto ampiamente i punti da uno a nove, e l'unico motivo per cui non comprendeva anche il punto dieci era che il quesito Allora, cosa provi davvero per Orion Lake si era silenziosamente insinuato in fondo alla classifica. Pur restando molto lontano dal resto. Non ti conviene saperlo risposi, con il che intendevo: A me non conviene saperlo.
Aadhya non rallent minimamente. Be', prima dovresti acquisirla in qualche modo ragion a voce alta.
Non sarebbe un problema dissi a denti stretti. Non aveva torto a sollevare la questione, dato che quello  l'ostacolo principale che si para davanti a quasi tutti gli aspiranti stregoni oscuri, e in genere il rimedio prevede di passare un sacco di tempo in incontri ravvicinati con viscere e urla. La maggiore preoccupazione che ho io, invece,  come evitare di estrarre senza volerlo la forza vitale da chiunque mi stia intorno se mai venissi colta di sorpresa e dovessi lasciar partire d'istinto qualcosa di veramente gigantesco. Per esempio, ho questo fantastico incantesimo per radere al suolo un'intera citt che di sicuro mi torner utile se diventer una di quelle persone che scrivono lettere inviperite al direttore sull'architettura di Cardiff, e che presumo andrebbe bene anche per spazzare via i nefasti del mio piano. Insieme a tutti gli altri esseri umani del mio piano, ma probabilmente loro sarebbero gi morti per allora, visto che avrei prosciugato il loro mana per lanciare l'incantesimo.
Questo ferm Aadhya, alla fine; lei e Liu mi guardarono con espressione un po' dubbiosa. Be', non  stato affatto inquietante comment Aadhya un momento dopo. Va bene, io voto contro la tua trasformazione in strega oscura.
Liu alz la mano con decisione per concordare. Mi lasciai sfuggire lo sbuffo strozzato di una risata e alzai la mano. Voto contro anch'io!
E io mi sbilancio fino a dire che quasi tutti gli studenti di questa scuola saranno d'accordo con noi rincar Aadhya. Potremmo chiedere loro di partecipare a una colletta per te.
La fissai. Ehi, gente,  saltato fuori che El  una specie di vampiro succhia-mana, quindi  il caso che tutti quanti gliene diamo un po' cos non ci prosciuga fino all'ultima goccia.
Aadhya fece una smorfia. Mmh.
Non c' bisogno che lo chiediamo a tutti disse lentamente Liu. Potremmo chiederlo soltanto a una persona... se  Chloe.
Mi ingobbii senza commentare. Non era una cattiva idea. Poteva persino funzionare. Ecco perch non mi piaceva. Era passato quasi un mese da quando eravamo scesi nel salone dei diplomi, e io ricordavo ancora com'era stato avere al polso uno spartisci-potere di New York, avere tutto quel mana davanti a me, quasi potessi immergere la testa in un pozzo senza fondo e bere acqua fresca a grandi sorsate incuranti. Mi faceva paura quanto mi era piaciuto. Quanto era stato facile abituarmici.
Credi che dir di no? chiese Liu, e io sollevai lo sguardo: mi stava studiando.
Non  questo... La voce mi si affievol e sospirai. Mi ha offerto un posto.
In un'alleanza? domand Aadhya.
A New York risposi, il che qui dentro significa una cosa soltanto: un posto in una cerchia, un posto garantito in una cerchia. Per i pi, essere cos fortunato da farsi scegliere dal membro di una cerchia per entrare nella sua alleanza significa che la sua cerchia lo guarder, magari gli offrir un lavoro. Di solito si diplomano quattrocento studenti ogni anno. Ci sono pi o meno quaranta posti disponibili tra le cerchie di tutto il mondo, e pi della met andr ai migliori maghi adulti, che si sono guadagnati il privilegio con decenni di lavoro. Avere la garanzia di uno di quei posti appena usciti da scuola  un premio anche se non si tratta della cerchia pi potente del mondo. Aadhya e Liu mi stavano guardando a bocca aperta. Avevano sclerato per Orion.
Dopo solo due mesi che vi frequentate? si sorprese Liu.
Noi non ci frequentiamo!
Aadhya fece un'esibizione teatrale di occhi al cielo. Dopo che fate qualunque cosa facciate che non  frequentarvi ma che per chiunque altro gli somiglia tanto, da soli due mesi.
Grazie tante replicai ironicamente. Da quel che ho capito, sono turbati dal fatto che parli a un altro essere umano, proprio.
A dire la verit, sei l'unica persona di mia conoscenza cui sia venuto in mente di mostrarsi tremendamente scortese e ostile con il tipo che ti ha salvato la vita venti volte osserv Aadhya.
La fulminai con lo sguardo. Erano tredici! E io l'ho salvato almeno due volte.
Allora rimettiti in pari, ragazza disse, incorreggibile.
Non avrei preferito che Aadhya e Liu mi lasciassero ad affrontare sola e disperata il resto della mia carriera scolastica invece di chiedere aiuto a Chloe Rasmussen, no, ma di sicuro ero riuscita a considerare il fatto di chiederglielo una scelta impraticabile. In definitiva, avevo rifiutato la sua offerta di un posto garantito a New York. Ero ancora depressa per averlo dovuto fare. Avevo trascorso la parte migliore della mia vita organizzando sin nei dettagli il piano di battaglia che avrei messo in campo per ottenere un posto in qualche cerchia. Era un piano davvero incoraggiante, che nella mia fantasia si concludeva con la conquista di una bella vita lunga e felice in una cerchia sicura e lussuosa. E con la possibilit di avere una montagna di mana a disposizione come gli altri ragazzi delle cerchie, e facendo in modo che le operazioni previste dal mio piano di battaglia fossero lunghe, complicate e mai condotte fino in fondo con successo, avevo abilmente evitato di pensare che in realt non volevo affatto entrare in una cerchia.
Chloe... be',  una tipa a posto, e molto di pi, volendo essere giusta. Quando l'anno scorso i ragazzi delle cerchie cominciarono a corteggiarmi - per via di Orion - si comportarono tutti come se mi stessero facendo chiss quale favore anche solo rivolgendomi la parola. In cambio ottennero solo la mia violenta e poco strategica maleducazione, ragion per cui smisero di parlarmi del tutto. Chloe tenne duro, invece. Quest'anno ci ha gi chiesto di sedersi con noi una decina di volte, e non si  portata seguaci. Non so se avrei chinato la testa come ha fatto lei, scusandosi con me e addirittura chiedendomi di essere amiche dopo che le avevo mangiato la faccia. Non mi dispiace di averlo fatto, avevo ragioni pi che sufficienti, ma non so se avrei avuto la sua eleganza.
Ma a chi voglio mentire? La mia scorta di eleganza non riempirebbe neanche il cappuccio di una ghianda.
Chloe appartiene comunque a una cerchia. In modo diverso da Orion. Tutti i newyorchesi hanno al polso uno spartisci-potere che permette loro di scambiarsi mana e di attingere alla riserva condivisa. Quello di Orion, invece,  a senso unico: il potere entra ma non esce. Perch altrimenti lui estrarrebbe tutto il mana che gli serve per uccidere il nefasto pi vicino e salvare altri ragazzi. Il suo  un istinto, cos forte che non riesce a fermarsi. Quindi il figlio della futura Domina di New York non ha accesso al serbatoio comune di mana, nonostante vi contribuisca ampiamente e arrivi di corsa se uno dei suoi sodali si trova in pericolo.
Chloe fa parte di coloro che traggono beneficio da tutto il potere che Orion aggiunge. Lei non deve accantonarlo per i suoi incantesimi. Innalza uno scudo ogni volta che  nervosa. Se un nefasto la aggredisce, magari deve mantenersi calma e capire quale incantesimo usare, ma di certo non deve aver paura di non potersi permettere di lanciarlo. Quando  entrata qui come matricola, oltre a essersi portata una valigia degli oggetti stregati pi utili che la magia possa concepire, ha ereditato un imponente baule pieno zeppo di roba che, nell'arco di un secolo e oltre,  appartenuta ad altri ragazzi di New York, ognuno dei quali ha introdotto una nuova serie di manufatti utili e ne ha fabbricati altri qui dentro, accumulando alla fine un patrimonio di cose che i diplomandi possono permettersi di abbandonare perch, se escono, fanno ritorno a una delle cerchie pi ricche del mondo. Ed escono, perch nel momento in cui veniamo scaricati nel salone dei diplomi, i newyorchesi sono i bersagli peggiori, vista la presenza di tantissimi sfigati appetitosi, utilizzabili come carne da cannone.
Non riesco a dimenticarmene quando sono insieme a Chloe. O pi onestamente, dopo un po' me ne dimentico eccome, e non mi va di farlo. Vorrei che avesse continuato a essere orribile, cos continuerei a essere orribile a mia volta. Non mi sembra giusto che possa avere dei veri amici, il genere di amici cui non interessa quanto sei ricca e di quanto mana disponi, e che abbia anche il mana, il denaro e, per giunta, un nugolo di leccapiedi entusiasti. Ma non appena entro in quella modalit meschina, ostile e paranoica, ho la sensazione che la mamma mi stia guardando - tutta amore ed empatia - e mi sento un verme. Socializzare con Chloe, quindi,  un continuo su e gi da prudente a disinvolta, da astiosa a verme, e viceversa.
E adesso devo chiederle di dare a me la possibilit di accedere al serbatoio di mana, perch se non lo facessi, lascerei a piedi Aadhya, Liu e le matricole della biblioteca, e magari ogni altro studente nel caso una bella mattina mi capiti di mandare davvero tutto a puttane quando un risolite cercher di dissolvere le mie ossa o una limaccia magmatica risalir contorcendosi dal condotto di ventilazione della fornace e mi si scaglier addosso. Avrei ancora meno scuse di quelle che ho gi per provare rancore verso di lei. Quasi quasi avrei desiderato che dicesse di no.
Aspetta... vuoi dire che accetti il posto? chiese invece Chloe in tono speranzoso, come se dovessi ritenerla un'offerta permanente e potessi reclamare una posizione nella cerchia di New York quando volevo.
No risposi cautamente. Ero andata in camera sua - non volevo ficcanaso per questa conversazione - e l'intero ambiente mi dava un certo nervosismo. Aveva una delle stanze sopra i bagni, dove l'apertura verso il vuoto  in alto invece che a parete. Il lato positivo era che non dovevi mai preoccuparti di cadere all'esterno. Quello negativo era che avevi uno spazio infinito sopra la testa. Chloe aveva ovviato al problema innalzando una specie di baldacchino di tela opaca con un solo punto aperto, sovrastante la scrivania. Al di sopra o tra le pieghe di quell'affare avrebbe potuto nascondersi qualsiasi cosa.
Aveva anche tenuto la mobilia di legno standard che io avevo quasi subito sostituito con sottili mensole a muro per evitare troppi angoli bui. C'erano persino due librerie mezzo vuote. Nell'ultima riorganizzazione degli spazi, la stanza era raddoppiata in larghezza, lo capivo dall'allegro affresco dipinto sulla parete a fianco del letto, al quale Chloe lavorava ancora, facendolo proseguire nel nuovo spazio. Non era nemmeno un dipinto comune; lo sentivo sprigionare mana. Doveva aver impregnato la vernice di incantesimi nel laboratorio di Alchimia. Ciononostante, mantenni le spalle rivolte verso la porta e non mi addentrai nella stanza. Lei leggeva qualcosa, acciambellata su una delle tre morbide e lussuose poltrone a sacco in mezzo a un mucchio di altri cuscini, tutte cose di cui non mi fidavo neanche un po'. Mi prudevano le mani dalla voglia di tirarla su e sradicarla da l prima che quella pila di oggetti imbottiti decidesse d'un tratto di ingoiarsela in un solo boccone o roba del genere. Chiedo solo in prestito del mana. Il mio lo sto finendo.
Sul serio? domand con aria dubbiosa, come se fosse una cosa decisamente incredibile. Ma stai bene?
Non soffro di perdite di potere n di infestazioni da succhiavene replicai in tono brusco. Uso il mio mana. Ho tre seminari, una doppia ricerca indipendente, e una volta alla settimana sono bloccata in un'aula con otto ragazzini del primo anno e creature di ogni tipo che cercano di mangiarseli.
Gli occhi di Chloe quasi uscirono dalle orbite prima ancora che finissi. Santo cielo, ma sei pazza? Una doppia ricerca indipendente? Vuoi candidarti in extremis per il discorso di commiato? Perch mai dovresti farti del male in quel modo?
 la scuola che me lo sta facendo! esclamai, ma lei non lo credeva possibile, cos trascorsi i dieci minuti successivi l in piedi, con il metaforico cappello in mano, mentre lei tutta seria mi informava che lo scopo primario della Scholomance era offrire accoglienza e protezione ai figli di maghi, e che la scuola non poteva contravvenire a quello scopo (come se non desse regolarmente met di noi in pasto ai lupi), per poi concludere l'esposizione con un trionfante: E perch diamine dovrebbe avere nel mirino proprio te?.
Non avevo nessuna voglia di rispondere a quella domanda ed ero gi stufa di sentirla mentre ripeteva la linea di partito della sua cerchia. Dimentica che te l'ho chiesto tagliai corto, dopodich mi voltai per andarmene; mi avrebbe detto di no in ogni caso.
Cosa? No, El, aspetta, non ... balbett lei, addirittura alzandosi di scatto dal mucchio di cuscini per seguirmi. Sul serio, aspetta, non ti sto dicendo di no! Sono solo... Strinsi i denti e mi girai per farle presente che se non mi stava dicendo di no, allora poteva dirmi di s oppure smetterla di sprecare il mio tempo, solo che invece la afferrai per un braccio e la tirai di lato sul letto con me mentre i cuscini tentavano davvero di ingoiarsela in un solo boccone, con l'aggiunta della sottoscritta. La poltrona a sacco si squarci lungo una cucitura, facendo uscire una enorme lingua viscida e grigiastra che strisci sul pavimento verso di noi. Si spostava a una velocit spaventosa, come una pallottola verso il bersaglio e, una volta fuori dai piedi noi, prosegu la sua corsa e pass su tutta la porta, lucidando e coprendo ogni centimetro di metallo con una specie di bava gelatinosa che ero certa nessuna delle due avesse voglia di toccare.
Tengo sempre con me il mio unico coltello decente; lo avevo gi tirato fuori e mi ero messa a tagliare tutti i cordoni che fissavano il baldacchino lungo la parete sopra il letto, in modo da poter strappare la tela per avvilupparvi la lingua-pallottola. La manovra ci fece guadagnare tempo, ma non molto, perch il tessuto cominci quasi subito a sibilare e a mandare fumo: s, la bava non era una bella cosa. Non riconobbi quella particolare specie di nefasto, ma era il tipo abbastanza furbo da tirarla per le lunghe, aspettando di poter catturare la sua vittima senza far nascere sospetti. Il tipo pericoloso. Tra mille contorcimenti, una punta scintillante stava gi uscendo dal primo buco dissolto nella tela, ma Chloe aveva superato la fase dello strillo istintivo e, dopo aver afferrato un barattolo di vernice dal ripiano ai piedi del letto, ne scagli il contenuto sulla lingua mostruosa. Da sotto la tela che si andava disintegrando venne un rabbioso gorgoglio di protesta, che aument di tono quando Chloe lanci un altro barattolo: il giallo e il rosso colarono insieme sul tessuto morbido, macchiandone la superficie, scorrendovi sopra a rivoli, ricoprendo la lingua che si dibatteva.
Il nefasto ritir la lingua dal buco e la nascose sotto la tela tra sgradevoli rumori mollicci e gorgoglianti che purtroppo somigliavano pi a un lieve attacco di indigestione che agli ultimi spasmi della morte. Andiamo, svelta disse Chloe, prendendo un altro barattolo di vernice e indicando la porta con un brusco movimento della testa. A met strada, per, esaurimmo il tempo a nostra disposizione; si ud un grosso gulp, come di qualcosa che venga ingurgitato rumorosamente, e l'intero baldacchino, completo di vernice eccetera, fu risucchiato nello squarcio della poltrona a sacco con uno schiocco di lingua, quindi tutto l'ammasso di poltrone e cuscini si sollev e ci corse incontro come una sola creatura bitorzoluta.
Era impossibile che Chloe fosse stata cos stupida da ereditare quella roba e non avesse spostato i cuscini nemmeno una volta nell'arco degli ultimi tre anni, perci doveva essere il genere di nefasto in grado di dare vita a oggetti di propriet dei maghi, nonch il genere di nefasto dotato di un corpo materiale capace di assimilare carne... peculiarit che costituiscono - ciascuna - una ramificazione significativa nel cladogramma di Scienza dei Nefasti tanto amato da noi studenti, e nel caso specifico indicano che in realt si trattava di due nefasti distinti che avevano sviluppato una sorta di fantastica relazione simbiotica. Provare a far fuori due nefasti allo stesso tempo quando non sai esattamente cosa siano non  proprio facilissimo. L'unico modo per farlo, e in velocit, era imbastire qualcosa di grandioso... il tipo di cosa che si sarebbe mangiata un sacco del poco mana che mi era rimasto, e se l'avessi sperperato tutto per Chloe e lei non mi avesse ripagato, avrei salvato lei, preferito lei a ogni altro studente che aveva bisogno di me.
Oppure avrei potuto semplicemente... aspettare. Chloe aveva gettato la vernice sopra la bava per neutralizzarla e stava gi aprendo la porta. Il mostro-cuscino, rappreso in un unico grumo, puntava dritto alla sua schiena: l'avrebbe presa non appena fosse uscita sulla passerella. Se avessi rallentato fino a quel momento, sarei riuscita a fuggire nella direzione opposta e a mettermi al sicuro. Chloe non aveva neanche controllato che fossi dietro di lei. Non aveva guardato indietro nemmeno quando eravamo lungo la scala a combattere insieme nel tentativo di impedire allo stegodattilo di introdursi nella scuola. Era scappata per salvarsi la pelle. Aadhya e Liu erano rimaste con me; lei, invece, ci aveva abbandonato. E aveva appena passato dieci minuti a spiegarmi nel dettaglio che stavo inventando giustificazioni per il mio bisogno di mana, ossia giustificazioni per il suo non sentirsi in colpa nel dirmi di no.
Togliti di mezzo! ringhiai, indicando la belva imbottita. Chloe lanci uno sguardo alle sue spalle e sgran gli occhi quando vide la creatura che veniva verso di lei per aggredirla. Diede prima uno strattone fortissimo poi uno spintone alla porta e, ancor prima che questa si aprisse del tutto, si catapult in corridoio. L and a sbattere di peso contro Orion, che era gi sbilanciato perch stringeva la maniglia sull'altro lato della porta. Travolto da Chloe, il poveretto si schiant sul pavimento sotto di lei.
L'incantesimo che impiegai era una formidabile magia di livello superiore che avevo appena imparato al seminario su Merlino. Mi ci era voluta una settimana buona per spulciare l'antico manoscritto gallese, intervallo di tempo rallegrato dalle tante, sontuose illustrazioni del modo in cui un alchimista stregone oscuro dalla mente metodica aveva usato l'incantesimo per spellare le sue sventurate vittime, prosciugarne ordinatamente il sangue, infilarne gli organi in contenitori separati, e infine deporne la carne in un apposito cumulo, lasciandosi alle spalle solo le ossa ripulite.
Il sortilegio svolse un lavoro eccezionale nel far sparire lo strato esterno dei copricuscini e il rivestimento delle poltrone a sacco, spedendoli a comporre una pila piegata in modo tanto perfetto che avrebbe potuto venire dritta da una lavanderia. Quello stadio dell'incantesimo rivel brevemente un luccicante sacco traslucido in cui si ammassavano lingua, baldacchino non digerito e gli orribili resti di una persona digerita solo in parte. Per fortuna il volto era gi irriconoscibile, ancor prima che il sacco venisse tagliuzzato in una serie di strisce larghe due centimetri di un materiale tipo cartapecora, e si svuotasse dell'intera lingua, che cadde di peso sul pavimento. Questa si arrotol sino a trasformarsi in un sottile tappetino spugnoso, spremendosi e formando una enorme pozza di fluido vischioso, che dopo un attimo preoccupante di incertezza e lotta con se stesso, alla fine si divise in tre liquidi diversi, uno ectoplasmatico, uno limpido e uno all'incirca color rosa-gelatina, che si tuffarono con la grazia di tre zampilli nei barattoli di vernice vuoti sul pavimento. I fluidi in eccesso, pi o meno riluttanti, finirono gi per lo scarico posto al centro della stanza.
Orion stava tentando di rimettersi faticosamente in piedi, intralciato da Chloe, che si era immobilizzata senza nemmeno liberarlo dal suo peso mentre fissava a bocca aperta il meticoloso smembramento. Per correttezza verso di lei, era pi spettacolare di quanto io non lasci intendere. Quando lancio incantesimi, di solito ci sono numerose manifestazioni collaterali, per lo pi concepite per trasmettere a chiunque stia assistendo l'impressione che forse dovrebbe fuggire in preda al terrore oppure, in alternativa, lasciarsi cadere in ginocchio e rendere omaggio. L'intero smembramento si svolse grossomodo nel giro di mezzo minuto, e comport parecchi contorcimenti inutili ma violenti, oltre a lunghe urla disincarnate e improvvise fiammate fosforescenti a mano a mano che il poco rimasto dell'apparizione svaniva. Alla fine di tutto, ogni parte della creatura risult perfettamente allineata, proprio come nel negozio in cui un alchimista stregone oscuro sogna di rifornirsi. I resti dell'ultima vittima si erano separati in modo altrettanto ordinato, suddividendosi in ossa ripulite, carne e ritagli di pelle conformemente ai pezzi di nefasto. Il cranio si trovava in cima alla pila di ossa, e sottili scie di fumo gli uscivano dalle orbite. Tocco finale: il rotolo spugnoso che era stato la lingua si avvolse in un quadrato di stoffa del baldacchino caduto, poi un'altra striscia di tela si strapp e lo leg con un piccolo fiocco prima che anche lui andasse a raggiungere la fila rotolando.
Ero saltata su una sedia per mettermi al sicuro dai vari fluidi zampillanti, e le ultime nuvole di fumo fosforescente ancora nell'aria mi giravano intorno. Il mio cristallo di mana brillava per il potere che avevo dovuto estrarre, ma il mio corpo non proiettava ombra, quindi forse brillavo anch'io. Santo cielo? disse Chloe con un filo di fiato, quasi fosse una sorta di domanda. Era rimasta impietrita dove si trovava.
Ehi, ti dispiacerebbe scendere? le chiese Orion, la voce un po' soffocata di chi  schiacciato a terra.
...
.
...
3. LESKIT.
...
.
...
Solo perch tu lo sappia: avrei detto di s comunque dichiar Chloe con aria infelice, quasi pensasse che non le avrei mai creduto, mentre mi porgeva lo spartisci-potere. Sul serio, El.
Lo so replicai torva, prendendolo, ma la sua espressione non cambi; il mio tono non doveva esserle parso molto confortante. Cos aggiunsi: Se avessi avuto intenzione di dire di no, la creatura non ci avrebbe aggredite. Il commento era un po' tagliente, perch a quel punto avrebbe dovuto capirlo. Un nefasto cos astuto da essere rimasto silenziosamente in agguato nei suoi cuscini da pavimento - cuscini che forse aveva ereditato da un ex studente di New York - per anni e anni, conservando la sua energia e pappandosi chiunque all'infuori di lei fosse tanto sfortunato da restare solo nella stanza -  il genere di cosa che fanno quelli delle cerchie, invitare gli amici a un gruppo di studio dopo cena con l'accordo che sar uno di loro ad arrivare per primo e ad accertarsi che la stanza sia a posto -, non ci era saltato addosso semplicemente perch d'un tratto aveva perso tutto il suo autocontrollo. Lo aveva fatto perch Chloe era sul punto di collaborare con me, vale a dire che la squisitissima me era sul punto di diventare un bersaglio molto pi difficile.
Chloe si accigli, ma non  una stupida, e ci aveva appena sbattuto il naso con forza, ragion per cui, una volta superato l'ostacolo della sua programmazione di base, analizz le implicazioni di quanto era accaduto a velocit sufficiente perch le relative emozioni si avvicendassero sul suo viso in rapida successione. Significava che non mi ero inventata ogni cosa. Che la scuola mi aveva davvero nel mirino, cos come i nefasti. Che ero davvero potente quanto questo sottintendeva - i suoi occhi si spostarono sull'ordinato assortimento di elementi grotteschi mentre cominciava a capire - e che quasi certamente nessuna delle persone che mi erano vicine avrebbe mai chiesto di trovarsi sulla linea di tiro.
Quando ci arriv, dissi: Ho un sacco di cristalli che immagazzinano energia. Li riempir e ti restituir questo.
Per un attimo non disse niente; stava ancora guardando le parti della creatura rimaste sul pavimento. Poi comment lentamente: Tu sei interamente mana.  per questo.... Non prosegu, ma per quello non ne aveva bisogno. Come dicevo, non  una stupida. Tienilo. Potrebbe servirti ancora. Stavo gi reprimendo il fortissimo impulso di guardarla storto come un mostro di ingratitudine quando lei aggiunse in tono esitante: Volete... servono anche a Aadhya e Liu?.
Il che rese le sue parole una richiesta di unirsi alla nostra alleanza.
Non potevo sparare soltanto un secco, irriflessivo no, perch non potevo rispondere a quella domanda senza prima parlare con Aadhya e Liu. Ci significava che avrei avuto molto tempo per ammettere che la risposta pi ovvia, sensata e persino giusta era s.
Non mi andava di allearmi con Chloe Rasmussen. Non volevo essere una dei fortunati la cui alleanza viene accolta con enorme degnazione dal componente di una cerchia che dispone di mana, di amici e di un baule pieno di oggetti utili da offrire, la qual cosa naturalmente  l'obiettivo cui puntano in molti quando mettono insieme una squadra che non comprende gi un appartenente a qualche cerchia. Anche se non era ci che aveva in mente Chloe o che avevamo in mente noi, era quello che avrebbero pensato tutti. E alla fin fine avrebbero avuto ragione; noi avremmo fatto uscire Chloe, il mana di Chloe avrebbe fatto uscire noi, e tutte e quattro ci saremmo lasciate alle spalle chi non aveva possibilit.
Ma lei aveva il diritto di chiedere, visto che all'inizio ero io a chiedere il suo aiuto, e aveva avuto le palle per chiedere, quando invece avrebbe potuto andarsene dopo essersi sdebitata con me per averla salvata da un attacco che - per inciso - aveva avuto luogo solo perch si era mostrata disposta ad aiutarmi senza volere niente in cambio. La sua offerta era molto pi che equa, per quanto non fosse equo che avesse la possibilit di farla, e se volevo ancora dirle di no malgrado tutto questo, Aadhya e Liu avevano il diritto di dirmi che ero un'idiota colossale.
Parler con loro borbottai sgarbatamente e, come c'era da aspettarsi, il risultato finale fu che tre giorni dopo mi tocc aggiungere il nome di Chloe sulla parete vicino al bagno delle ragazze, dove avevamo scritto le nostre alleanze. Liu, al mio fianco, mise anche la traduzione cinese del suo nome, lo spartisci-potere lucido e scintillante al polso, poi andammo a fare colazione insieme e io dovetti ascoltare almeno millemila persone che si congratulavano con noi, dove per noi intendo me, Aadhya e Liu, per esserci aggiudicate Chloe. Non avevamo ricevuto tutti quei complimenti quando avevamo annotato i nostri nomi, verso la fine dell'anno prima, anche se eravamo state una delle prime alleanze messe sulla parete.
A coronare il tutto, Orion non si congratul con me, non esattamente, ma disse: Sono contento che tu e Chloe siate diventate amiche, in un modo che risultava sinistro tanto era speranzoso, chiaramente a un solo, malaugurato compito di Letteratura di distanza dal vieni a vivere con me e sii il mio amore, quest'ultimo facoltativamente inciso sul metallo con contorno di cuoricini.
Devo andare a lezione dissi, e fuggii verso la relativa sicurezza della mia ricerca indipendente, gi nelle viscere della scuola, dove la cosa peggiore che mi sarebbe saltata addosso con premura divorante era un mostro mangia-carne.
Finora, in un mese di scuola, avevo tradotto un totale di quattro pagine in pi dei sutra della Pietra Dorata. Contenevano un singolo incantesimo di tre righe in sanscrito vedico, il cui scopo all'inizio non riuscivo nemmeno a immaginare. Era composto, tra l'altro, da sette parole che non avevo mai visto e per le quali c'erano svariate opzioni di traduzione. Il resto delle quattro pagine era un commento in arabo medievale che spiegava nel dettaglio perch era bellissimo usare l'incantesimo in sanscrito anche se poteva sembrare haram per via del vino impiegato mentre lo si lanciava. Il commento, per, evitava quasi del tutto di chiarire particolari utili tipo cosa faceva l'incantesimo di tanto fantastico e come doveva essere utilizzato l'alcol. Solo che non evitava del tutto di precisare particolari utili, perci dovevo gettare all'aria l'intero pagliaio per trovare l'ago.
Quella mattina capii finalmente quali dei novantasette possibili significati andavano insieme e arrivai alla conclusione che l'incantesimo servisse per attingere acqua da una sorgente lontana e depurarla: cosa di straordinario interesse per gente che vive in un deserto, molto meno per una che vive in una scuola incantata, fornita di un impianto idraulico funzionante per quanto antiquato. Stavo giusto fissando con astio la mia traduzione di tre righe, finita e inutile, quando dal condotto di ventilazione della fornace alle mie spalle venne uno sferragliare e una massa turbinante di pelo, artigli e denti balz fuori e su di me, proprio come previsto.
Subito la creatura rimbalz sullo scudo di protezione che non dovetti nemmeno lanciare, perch il porta-scudo di Aadhya che mi pendeva sul petto aveva automaticamente estratto mana dallo spartisci-potere per impedire il contatto fisico. Nello stesso momento in cui mi girai di scatto, il leskit scivol sul pavimento, fin in un angolo e, con una contorsione, si alz sulle dodici zampe. Era abbastanza certo chi di noi due fosse pi sorpreso, ma il nefasto si riprese pi in fretta; torn ad attaccarmi e si ferm di botto per vibrare un fendente di prova allo scudo, facendone sprizzare una nuvola di scintille di un brillante simil-arancione.
La mia tattica consueta in situazioni come questa sarebbe stata distrarre il nefasto e fuggire. Ma ormai sentivo urla e altri sibili provenire dal condotto: c'era un branco di leskit nel laboratorio tecnico. Questi nefasti di solito non cacciano singolarmente. Il mio spalanc le fauci piene di denti ed emise un forte krrk krrk krrk, tipo struzzo imbestialito... non ho mai sentito il verso di uno struzzo imbestialito ma  cos che me lo immagino. Si ud tutto un raspare dentro il condotto, ed ecco sbucare la testa di un'altra creatura. Il leskit si lasci cadere di sotto e per un attimo intavol una discussione a base di skrrks con il suo compagno, quindi i due mi attaccarono insieme, artigliando e incidendo solchi ardenti pi profondi nello scudo.
Li fissai da dietro la mia protezione, poi dissi lentamente: Exstirpem has pestes ex oculis, ex auribus, e facie mea funditus, ossia la piccola variante di un incantesimo della Roma imperiale pensato per eliminare una vasta gamma di scocciature che cercano di arrivare a te ma vengono momentaneamente ostacolate, come per esempio un'orda di gente del posto inferocita che assedia la torre maledetta in cui pratichi stregoneria e tortura. Agitai il braccio in aria con un ampio gesto della serie si-spazzino-via-i-parassiti in direzione dei leskit, che si disintegrarono prontamente, insieme ai loro amichetti dentro il laboratorio tecnico, suppongo, considerato che le urla che sentivo passare dal condotto si spensero a poco a poco in un silenzio vagamente perplesso.
Continuai ancora un po' a fissare quelli che ormai erano due mucchietti di cenere sul pavimento, quindi, in mancanza di qualcos'altro da fare, tornai pian piano a sedermi al mio banco e ripresi il lavoro. Non avevo alcun motivo per uscire di corsa in corridoio e mancavano ancora venti minuti alla campana. Qualche momento dopo, la porta - che aveva mantenuto l'abitudine di sbattere fino a pochi istanti prima che i leskit facessero la loro comparsa - si riapr in un modo che sospettavo fosse di delusione. Non sbatt nemmeno cos forte.
Passai il resto dell'ora a fare una copia pulita dell'incantesimo originale in sanscrito, alla quale allegai un mio commento formale, comprendente traduzioni parola per parola in sanscrito moderno e in inglese per aiutare a trasmettere il significato, diverse possibili variazioni di accezione, un'analisi del commento in arabo e note che chiarivano l'uso potenziale dell'incantesimo. Era il genere di lavoro stupidamente esibizionistico che si fa solo se si prova davvero ad accaparrarsi il discorso di commiato o anche una pubblicazione accademica, strategia combattuta con meno violenza per ottenere l'interesse post-diploma di una cerchia.
A me non serviva niente di tutto ci. Non avevo un elaborato da consegnare, e di sicuro non mi serviva un lavoro scolastico per lanciare l'incantesimo. Al contrario, avrei potuto farlo subito dopo aver scoperto come si pronunciavano le parole. Solo che, naturalmente, se mai avessi accettato il rischio di lanciare un incantesimo senza sapere per certo qual'era il suo scopo, sarebbe senz'altro andata a finire che il suo scopo era compiere una quantit di massacri.
Avevo fatto tutto quel lavoro stupido e inutile perch non avevo voglia di attaccare un'altra sezione. Pi precisamente, non avevo voglia di avere il tempo di attaccare un'altra sezione.  chiaro che non rimpiangevo affatto di aver speso il mana di New York per eliminare un branco di leskit e salvarmi la pelle nel farlo, ma non avrei permesso a me stessa di sentirmi felice per questo. Non sarei stata riconoscente, e senza dubbio non ci avrei fatto l'abitudine. Peccato che quella fosse una gran cavolata: ci stavo gi facendo l'abitudine. Le mie spalle non volevano saperne di restare in tensione, e io continuavo a dimenticarmi di controllare la bocchetta di ventilazione dietro di me, come se non fosse la cosa pi importante dell'aula.
Al suono della campana, uscii in corridoio e la folla di artefici del secondo anno si rivers fuori dal laboratorio tecnico, parlando in toni entusiasti di quello che era successo ai leskit. Sentii di sfuggita uno di loro che diceva, stringendosi nelle spalle: Comment il les a eus comme a? J'en ai aucune ide. Putain, j'tais sr qu'il allait crever, cos andai al mio seminario su Merlino avvolta in una nuvola di indignazione mentre mi rendevo conto che Orion era l dentro e che la mia prodezza nell'eliminare i leskit gli aveva in qualche modo salvato il collo, ragion per cui dovevo per forza essere felice di averlo fatto, e inoltre cosa ci faceva lui nel laboratorio tecnico con una banda di studenti al secondo anno?
Eri appostato fuori dalla mia aula o cosa? volli sapere a pranzo, mentre ci mettevamo in fila.
No! esclam lui, senza peraltro darmi una spiegazione minimamente convincente. Ho solo... ho avuto un presentimento fu tutto quello che mi propin, poi si gir dall'altra parte, un po' curvo, con un'espressione cos cupa e imbronciata che mi venne quasi voglia di fargliela passare liscia, se non fosse che la mia voglia era talmente sbagliata che non me lo permisi.
Un presentimento tipo che avevi bisogno di farti salvare il culo da un branco di leskit? dissi invece con tutta la mia dolcezza. Ormai sono arrivata a quattro, giusto?
Non avevo bisogno di essere salvato! Erano solo otto, potevo farli fuori io si incazz, ed ebbe persino il coraggio di sembrare scocciato, il che scocci me.
Non  quello che ho saputo io dissi, e il fatto che non ti piaccia essere salvato a tua volta, non  un argomento valido, ti pare?
Presi il mio vassoio e attraversai a grandi passi la mensa fino al tavolo che ci stava tenendo Liu. Orion strisci dietro di me e si sedette al mio fianco. Tutti e due eravamo ancora in collera - qui dentro non si manda in pezzi un tavolo per una cosa cos insignificante come un litigio furioso - e tutti e due continuammo a fumare di rabbia in silenzio per l'intero pasto. Togliemmo i nostri vassoi e uscimmo dalla mensa in quelli che secondo me dovevano essere momenti volutamente diversi, visto che lui sembrava aver una tale fretta di uscire per primo che rallentai. Una volta fuori, vidi che parlava con Magnus appena oltre la porta, e un attimo dopo Magnus tese la mano e capii che Orion gli stava chiedendo del mana.
Pezzo di stordito, avresti potuto dirmelo che eri a corto lo apostrofai, dopo avergli rifilato una manata sulla nuca quando lo raggiunsi lungo il corridoio, proprio davanti alla scala. E poi, dare la caccia ai nefasti quando hai poco mana per cercare di recuperarlo  ancora pi stupido della tua linea di condotta abituale, il che  tutto dire.
Cosa? No! Io non... protest Orion, poi si volt, colse la mia occhiataccia e si interruppe, quindi prese un'aria imbarazzata e disse Ah come se si fosse appena reso conto che era esattamente quello che stava facendo.
S, ah ripetei. Tu hai diritto a una congrua fetta del mana di New York! Solo in quest'ultima settimana devi averne aggiunto molto pi di quanto spetti a te.
No, non l'ho fatto ribatt seccamente Orion. Non ho aggiunto un bel niente.
Come? Lo fissai.
 tutto il mese che non ammazzo nefasti rincar. Anzi, gli unici che ho visto sono quelli che stavi ammazzando tu.
Che ci crediate o no, aveva persino un tono leggermente accusatorio, ma feci finta di niente, preferendo guardarlo a bocca aperta. Mi stai forse dicendo che non hai salvato nessuno per l'intero trimestre? Allora com' che non ho sentito grida di agonia e sconforto ovunque?
Perch di nefasti non ce n' neanche uno! esclam. Si nascondono. Credo che ne abbiamo eliminati troppi nel salone dei diplomi come se la parola troppi avesse il diritto di occupare spazio in quella frase, e quasi tutti quelli rimasti sono ancora imboscati.
Non riesco davvero a descrivere in modo coerente fino a che punto mi sentii indignata. Un conto era che la Scholomance ce l'avesse con me, cosa che secondo me tutti noi pensiamo appena messo piede qui dentro, e un altro era che la scuola ce l'avesse solo con me, escludendo letteralmente chiunque altro, compreso persino Orion, che pure era colpevole fin dall'inizio della fame della scuola. Cos'hai il mercoled, dopo l'ora di studio? chiesi quando riuscii a superare la mia rabbia illogica e a farmi uscire di nuovo la voce.
Il seminario avanzato di Alchimia rispose. Quattro piani sotto la biblioteca: non avrebbe potuto salire a darmi una mano nemmeno se avesse voluto, cosa che a quanto pareva lo allettava parecchio.
Cos'hai alla prima ora?
Cinese e matematica. Lontano dal piano del laboratorio tecnico quanto poteva essere un corso dell'ultimo anno.
Odio tutto dissi con trasporto.
Gli altri newyorchesi avranno qualcosa da dire se continua cos disse con aria infelice Chloe, seduta a gambe incrociate sul letto di Liu con il suo topolino tra le mani a coppa. Lo aveva chiamato Mister Mistoffelees perch aveva una sola macchia nera sulla gola che somigliava a una cravatta a farfalla e che aveva cominciato a somigliare molto di pi a una cravatta a farfalla proprio durante la settimana in cui lo aveva avuto. Mistoffelees stava gi facendo alcune cose per lei: solo il giorno prima era saltato dalle sue mani per infilarsi in uno scarico, quindi era tornato dopo qualche minuto e le aveva offerto un pezzetto appena rosicchiato di ambra grigia trovato l sotto.
La faccenda mi indispettiva: ormai era un mese e mezzo che lavoravo su Tesorina, dandole bocconcini di mana e cercando di impartirle istruzioni, e lei non faceva altro che accettare i bocconcini come se le fossero dovuti e starsene seduta sulla mia mano, permettendomi generosamente di accarezzarla. A quest'ora non dovresti almeno essere capace di diventare invisibile o roba del genere? le avevo chiesto borbottando sottovoce prima di rimetterla nella gabbia di Liu. Lei si era limitata a ignorarmi. Anche Aadhya aveva gi potuto portarsi in camera definitivamente Pinky, il suo topo; gli aveva costruito un enorme e complesso recinto pieno di ruote e gallerie che continuavano a estendersi lungo la parete. A volte ci vuole solo del tempo mi aveva detto Liu con molto tatto, ma con il passare delle settimane persino lei aveva assunto un'espressione vagamente dubbiosa.
Beninteso, non avrei rinunciato a un solo minuto di coccole a Tesorina neanche se mi fosse tornato indietro moltiplicato per cento sotto forma di tempo da dedicare allo studio. La mia topolina era cos viva e reale, con il suo pelo morbido, il piccolo torace che si alzava e abbassava, il battito quasi impercettibile del suo cuore; lei non apparteneva alla Scholomance. Faceva parte del mondo esterno, del mondo che a volte mi ritrovavo a pensare esistesse solo nei miei sogni. Eravamo nella Scholomance da tre anni, un mese, due settimane e cinque giorni.
E in quel mese, due settimane e cinque giorni, nessuno all'infuori di me o di chi mi era proprio accanto era stato attaccato da un solo nefasto, per quanto avevamo potuto verificare e riverificare senza insospettire gli altri. I quali non se ne erano resi conto solo perch alcuni attacchi si erano estesi al laboratorio tecnico, che era dalla parte opposta dell'aula in cui facevo la mia ricerca indipendente, e anche perch l'inizio dell'anno era cos recente che tutti - separatamente - pensavano soltanto di aver avuto fortuna.
Ma gli altri ragazzi di New York finiranno per accorgersi che la riserva di mana  in calo disse Chloe. Gi qualche giorno fa Magnus mi ha chiesto se stavo lavorando a qualcosa di grosso. Ho diritto a condividere il potere con i miei alleati, ma non a lasciare che se lo prendano tutto.
Ne stiamo gi restituendo il pi possibile replic Aadhya. E gli studenti anziani di New York sono sette. Dovete averne aggiunto un mucchio voi stessi. Quanto mai potr calare la vostra riserva?
Be', ecco disse Chloe, stranamente a disagio, lanciandomi un'occhiata e proseguendo esitante. In realt noi non... Cio...
Voi non lo accumulate affatto, il mana dissi seccamente io dall'angolo della stanza, dato che avevo capito all'istante quello che taceva. Nessuno di voi ha mai aggiunto mana alla riserva della cerchia, perch Orion ne aggiungeva abbastanza per tutti.
Chloe si morse un labbro ed evit i nostri sguardi; Aadhya e Liu la stavano fissando, sbalordite. Tutti devono accumulare mana, qui dentro. Anche gli studenti delle cerchie. Loro hanno il grosso vantaggio di avere pi tempo, condizioni migliori, compagni che gli guardano le spalle, gli fanno i compiti, gli regalano piccole quantit di mana o altre cose che noialtri otteniamo solo investendovi mana. Tutti loro dispongono di spartisci-potere e utili scorte di mana, ragion per cui, quando arrivano all'ultimo anno, sono molto pi avanti degli altri. Ma non dover mai accumulare mana... non dover mai fare esercizi per gli addominali n affannarsi su qualche orrendo centrino perch tanto c'era Orion a parargli il culo...
Orion, che era stato costretto a elemosinare mana da loro quando aveva cominciato a esaurirlo.
Chloe non sollev la testa, aveva le guance arrossate. Mistoffelees, nelle sue mani, mand una specie di pigolio preoccupato. Forse non pensava nemmeno alla questione da quando era una matricola. Come non ci pensavo gi pi io, ogni giorno. E avevo criticato Orion perch aveva bisogno di aiuto, dopo che avevo ucciso vari mostri con il mana che lui aveva accumulato nei tre anni in cui aveva rischiato la sua vita.
E allora? chiese Orion, e sembrava proprio che dicesse sul serio.
Non mi ero avvicinata alla sua stanza dalla fine dell'ultimo anno scolastico; in questi giorni facevo del mio meglio per evitare di rimanere da sola con lui. Ma avevo messo gi Tesorina, ero uscita dalla camera di Liu e avevo subito percorso il corridoio fino alla sua senza dire una parola in pi a Chloe. Orion era l, impegnato a non fare il compito di Alchimia, a giudicare dal bianco assoluto della scheda di esercizi che aveva sulla scrivania. Mi fece entrare, ed era cos nervoso che quasi smisi di essere arrabbiata abbastanza a lungo da riconsiderare la mia presenza l, ma nonostante lui e i suoi tentativi per lo pi inutili di mettere in ordine i cumuli di biancheria sporca e libri, la rabbia ebbe la meglio. Succede spesso. A me.
Tanto valeva che mi risparmiassi il disturbo, per quello che gli importava di quanto gli riferii. Lo fissai, e lui ricambi lo sguardo. Non era soltanto che fosse felice di aiutare quegli incapaci; sembrava proprio non capire perch mi fossi presa la briga di condividere con lui un'informazione strana e irrilevante come questa.
 il tuo mana spiegai a denti stretti.  tutto il tuo mana. Ci arrivi, Lake? Quella banda di parassiti  rimasta aggrappata alla tua schiena per tre anni e rotti, senza mai aggiungere neanche un minuto di impegno personale...
Non mi interessa! esclam lui. Ce n' altro. Ce n' sempre stato altro aggiunse, stavolta mosso da un'emozione che per era un piagnucolio bello e buono.
Scusa, ma ti annoi? gli sbraitai contro. Ti manca il sano divertimento di salvare la vita alla gente sei volte al giorno, ti manca la tua solita dose di adorazione?
Mi manca il mana! mi url.
E allora riprenditelo! esclamai, quindi mi strappai dal polso lo spartisci-potere e glielo cacciai sotto il naso. Riprenditelo tutto! Vuoi altro mana,  tuo,  tutto tuo, loro non hanno diritto di averne neanche una goccia.
Orion abbass lo sguardo sullo spartisci-potere, e sul suo viso guizz un'espressione quasi avida, poi, con un sobbalzo, scosse violentemente la testa. No! disse. Si mise le mani nei capelli, che peraltro non gli erano ancora cresciuti abbastanza per assecondare la drammaticit del gesto, e bofonchi, lamentoso: Non so cosa fare di me stesso.
Lo so io dissi, intendendo con questo fargli iniziare a calci la settimana seguente, quando forse si sarebbe lasciato tutto alle spalle, ma lui ebbe la faccia tosta di commentare: Ah s?, in un tono provocatorio, simil-carezzevole con una spolverata di doppio senso che ebbe fine nel momento stesso in cui lo sent uscire dalla sua bocca. Allora arross per l'imbarazzo e si guard intorno, anche se nella stanza c'eravamo solo noi, poi arross ancora di pi. Io uscii come un razzo e corsi dritta alla camera di Liu solo per sfuggire a quella situazione.
Erano tutte ancora l quando rientrai con lo spartisci-potere sempre in mano. Chloe alz la testa di scatto e mi guard ansiosamente. Ma per quanto mi riguardava, poteva benissimo discutere la faccenda con Orion se voleva sapere cosa ne pensava. E adesso? dissi, tendendole lo spartisci-potere. Vuoi chiamarti fuori?
No! esclam Chloe. Aadhya tir fuori dal suo zaino un librone di quelli che chiamiamo ammazza-larve e lo lanci di proposito contro di me, con una tale forza che dovetti fare un salto di lato o mi avrebbe colpita sul sedere.
Basta! disse. Credo sia tipo la terza volta che chiedi di essere scaricata. Sembri un pesce palla: nell'attimo stesso in cui qualcuno ti tocca nel modo sbagliato, tu... pfff, ti gonfi tutta mostr a gesti, per farlo andare via. Il giorno che vorremo scaricarti te lo faremo sapere, va bene?
Pi o meno imbronciata - siamo onesti, pi - misi di nuovo lo spartisci-potere e tornai a sedermi sul pavimento con le braccia intorno alle ginocchia. Un momento dopo Liu disse: Quindi il vero problema non  che tu stia usando il mana,  che Orion non ne stia aggiungendo.
S, l'unica cosa da fare  trovare un modo sicuro per attirare qualche nefasto fino a lui borbottai. Se solo avessimo un gruppetto di maghi adolescenti e saporiti tutti nello stesso posto. Ehi, aspetta.
Guarda che qui ho altri oggetti da lanciare mi ammon Aadhya, sventolando minacciosa un altro libro letale (che aveva anche delle macchie sospette sulla copertina).
Magari potremmo fabbricare una trappola, come fanno per i cantieri sugger Chloe.
Come fa chi per cosa? chiese Aadhya, e Chloe si guard intorno come se si aspettasse che io o Liu fossimo meno perplesse.
Una trappola? ripet, pi esitante. C' un'altra parola per descriverla? Sapete quando capita che alcuni maghi debbano realizzare un grande progetto su cui lavoreranno a lungo, per giorni, e nessuno vuole che qualche nefasto venga a prenderli? In quel caso bisogna stanare tutti i nefasti nelle vicinanze e fare pulizia, tipo la settimana prima. New York ne ha usata una quando c' stato l'ampliamento del Portale Tristatale, un paio d'anni fa.
Non c' dubbio che sembrasse un'idea fantastica, ma solo nel senso che era troppo bella per essere vera. Se potete attirarli dove volete, perch non lo fate sempre? chiesi. Vi basterebbe mettere una di quelle esche al centro di una trappola, e non avreste mai pi nefasti in giro.
Dovresti comunque farci qualcosa! rispose Chloe. Che genere di trappola pu contenere cento nefasti giganteschi? Ci toccava assumere una squadra di trecento guardie solo per una settimana. La faccenda cominciava a suonare un tantino pi plausibile e degna di considerazione, ma poi aggiunse: In ogni caso, non puoi mantenere operativa una trappola in continuazione, farla funzionare  troppo dispendioso.
La fissammo tutte e tre. Lei ricambi il nostro sguardo.  troppo dispendioso ripetei, calcando sulle parole. Per New York. Avevo visto Orion gettare manciate di polvere di diamante pervasa di mana nelle pozioni che aveva come compiti neanche fosse farina. E dopo non si prendeva nemmeno il disturbo di raccogliere i rimasugli dal banco del laboratorio.
Chloe si morse il labbro, ma Liu osserv: Non pu essere cos difficile attirare i nefasti. Loro vogliono venire a cercarci comunque, quindi si rinforza soltanto un desiderio preesistente.
Ah, ehi disse all'improvviso Aadhya. Fino a che distanza attiravate i nefasti?
Coprivamo tutto Gramercy Park e un isolato oltre in tutte le direzioni rispose Chloe. Per me non significava niente, ma Aadhya annu.
S, capisco comment. Qualunque artificio ha un costo di funzionamento pazzesco se si tenta di estenderne l'effetto su sei isolati. Ma noi non vogliamo attirare tutti i nefasti della scuola. Non lo volevamo affatto; anzi, facemmo tutte una smorfia istintiva solo perch l'aveva detto a voce alta. Vogliamo semplicemente attirarne qualcuno per Orion. Rovist nello zaino e pesc una copia delle planimetrie che doveva aver fatto a un certo punto della sua carriera scolastica: agli artefici vengono spesso assegnati studi dettagliati della scuola, perch questo ne rinforza il funzionamento. Ecco. Indic un punto al primo piano. Qui c' un raccordo importante delle tubature che attraversa il muro del laboratorio tecnico. Se fabbrichiamo un'esca, la mettiamo accanto allo scarico pi vicino e la azioniamo da l, scommetto che prenderemo nefasti in abbondanza pur coprendo un raggio di soli sessanta centimetri.
Geniale dissi. Quindi come funzionano quelle trappole?
Guardammo tutte Chloe. Ehm, c' un contenitore... bisogna metterci dentro qualcosa di allettante, poi l'artificio diffonde il profumo... Si interruppe, stringendosi nelle spalle. Mi spiace, ma quel poco che so lo so soltanto perch mia madre ha dovuto fare la presentazione per la procedura di richiesta.
La procedura di richiesta ripetei, calcando ancor di pi sulle parole, perch qualunque cosa per la quale New York si scomodava a farti fare richiesta doveva essere dannatamente complessa oltre che dispendiosa.
Ma Aadhya liquid il problema con un gesto della mano.  sufficiente per procedere. Liu ha ragione: non pu essere cos difficile. Tu prepara un'esca che emani un odore di mago adolescente, e io vedr di farmi venire in mente qualcosa per spargerlo.
Chloe annu. In quanto tempo pensi di farcela?
Non ne ho idea rispose Aadhya, stringendosi nelle spalle.
Nel frattempo tutti gli studenti di New York devono cominciare ad accumulare mana disse Liu. Se Orion non pu pi aggiungerne e nessuno di voi lo fa, prima o poi finirete per restare a secco comunque. Non vorrete certo scoprire che la trappola non funziona fra tre mesi, proprio quando viene il momento di iniziare le corse a ostacoli.
Per se dico a tutti che dobbiamo cominciare ad aggiungere mana perch Orion non pu pi farlo, la prima cosa che vorr fare Magnus sar verificare i nostri spartisci-potere per capire quanto ne stia usando ciascuno di noi obiett Chloe. E a quel punto sapranno perch sar prima.
Non penso che Magnus insister per fare un controllo disse Liu, lanciandomi un'occhiata. Non se si dicono le cose nel modo giusto.
E quale sarebbe il modo giusto? chiesi io con prudenza.
Il modo giusto era che Chloe andasse in giro a riferire a tutti quelli di New York che la ragazza di Orion, ossia io, lo stavo tenendo lontano dalla caccia ai nefasti perch non volevo che si facesse del male e ora cominciavo a insospettirmi e a chiedermi la causa dell'improvvisa scarsit di mana.
I newyorchesi si dimostrarono impazienti che scoprissi la verit sull'origine del loro mana quanto lo era stata Chloe, tanto che alla fine cominciarono pian piano a contribuire... e si scopr che potevano farlo abbondantemente senza nemmeno avvicinarsi al limite della loro capacit di accumulare mana. Certo, questo non gli imped di mettere il muso per lo sforzo che stavano facendo, per ammetto che mi divert intravedere Magnus che entrava tutto impettito nei bagni alla testa del suo seguito, tutti fradici di sudore e rossi in faccia dopo quella che doveva essere stata un'intensa sessione per accumulare mana a base di fastidioso esercizio fisico.
Ma dopo un mese di quella che immagino ritenessero una sofferenza insopportabile, tutti cominciarono a farsi il terzo grado l'un l'altro sull'uso del mana, e nel frattempo il progetto-trappola incapp in una seria difficolt. Aadhya aveva messo insieme uno speciale bruciatore di incenso, una serie di cilindri inseriti l'uno dentro l'altro, fatti di metalli diversi e dotati ciascuno di fori disposti con cura in modo da controllare il percorso del fumo che li avrebbe attraversati. Chloe aveva mescolato piccole quantit di incenso impregnato di mana, una decina in tutto, e le aveva disposte intorno allo scarico di uno dei laboratori di Alchimia mentre eravamo a cena. Finito di mangiare, scendemmo - con cautela - e prendemmo quella che mostrava pi segni di aver subto colpetti e punzecchiate da svariate appendici, compreso il muso di un annusone, che aveva lasciato un'inquietante impronta vagamente simile a un baccello di loto.
Perfetto, andiamo disse subito Orion; fosse stato per lui, avrebbe arraffato il cilindro dal tavolo e sarebbe andato dritto alla porta, ma Aadhya lo ferm, posandogli una mano sul petto.
Cosa ne dite se non lo proviamo per la prima volta vicino a un grosso raccordo delle tubature che comunica direttamente con il salone dei diplomi? disse. Noialtre concordammo in pieno con lei. Il diametro delle tubature della scuola risponde a interpretazioni precise, ragion per cui, se intendevamo attirare i nefasti di proposito, in realt il nostro scopo doveva essere fare in modo che riuscissero a infilarsi l dentro.
Orion, visibilmente impaziente, sedette su uno sgabello, passandosi il bruciatore da una mano all'altra, mentre noi discutevamo di quale fosse il posto migliore per un primo collaudo. Alla fine decidemmo per il laboratorio stesso, sulla base del fatto che l'incenso era gi l da un po' e non volevamo portarlo altrove facendogli attraversare i corridoi, dove magari ci saremmo ritrovati con un'orda di nefasti al seguito.
Aadhya mise l'incenso nel bruciatore, giocherell un po' pi a lungo con i cilindri per posizionarli nel modo giusto, e alla fine disse: Bene, facciamo un tentativo, e tese l'artificio a Orion.
Indietreggiammo tutte verso la porta mentre lui faceva gli onori di casa. Accese il piccolo grumo di incenso - Ahi disse, bruciandosi le dita con il fiammifero, cosa che lo preoccupava pi del possibile arrivo imminente dei nefasti - e lo fece cadere al centro dei cilindri. Poi mise il bruciatore sullo sgabello del laboratorio e lo sistem vicino allo scarico.
Vedemmo spuntare i primi fili di fumo, che si diffusero sullo scarico prima di disperdersi. Orion si mise proprio sopra l'apertura, irrequieto, ma non ne usc nulla. Aspettammo ancora qualche minuto. Il fumo cominci a addensarsi in un flusso sottile che ruotava intorno allo scarico e poi vi penetrava. Ancora niente.
Nel laboratorio c'erano stati due cong che rubavano gli scarti rimasti sul pavimento, ma li avevamo ignorati, visto che sono molto utili da adulti e del tutto innocui altrimenti. Le due creature avevano cominciato ad arrancare pian piano verso lo scarico per scappare quando eravamo entrati. Mentre stavamo ancora aspettando, raggiunsero la loro meta e proseguirono direttamente, in mezzo al fumo pi denso, senza mostrare il minimo interesse.
Orion si volt a guardarci. Non dovrebbe funzionare su di loro? Sono pur sempre dei nefasti.
S, immagino disse Chloe con voce un po' nasale. Il bruciatore stava di sicuro avendo qualche effetto; anche cos indietro, davanti alla porta, sentivamo che l'aria cominciava ad avere lo stesso aroma caratteristico che si spandeva costantemente dal gabinetto dei maschi.
Aadhya si accigli e mosse alcuni passi prudenti verso il bruciatore. Forse dovremmo... inizi a dire, e fu allora che Pinky sporse la testa dalla sua tazzina da passeggio e mand uno squittio forte ed elettrizzato. Aadhya aveva fatto per ognuna di noi una cinghia stile bandoliera con una specie di tazzina attaccata che durante il giorno ci avrebbe permesso di portare in giro i topolini: Liu voleva che li tenessimo con noi pi spesso. Prima che riuscisse a fermarlo, Pinky balz fuori dalla tazzina che Aadhya aveva sul petto, atterr direttamente sul pavimento, corse velocissimo fino allo sgabello, si arrampic su per una gamba come un minuscolo fulmine bianco e si tuff in volo verso il cilindro, buttandolo a terra. Mentre noi stavamo ancora strillando, Mistoffelees e Xiao Xing sbucarono dalle rispettive tazzine e si lanciarono in una folle corsa per unirsi a lui.
Di sicuro loro erano interessati all'incenso. Insieme, i tre topolini trascorsero la mezz'ora successiva nella gioia pi completa, facendo rotolare il cilindro per tutto il laboratorio, mandandolo sotto armadi e tavoli, divincolandosi dalle nostre mani ogni volta che tentavamo di afferrare loro o l'artificio di Aadhya. A quanto pare, i topi magici strafatti di incenso sono bravissimi a non farsi prendere. Tra imprecazioni, strilli, gomiti sbattuti e stinchi scorticati in quantit, alla fine riuscimmo a togliere loro il cilindro e a soffocare il fumo, cosa che li fece crollare esausti, raggomitolati in piccole palle pelose, con le zampe ripiegate e uno sguardo perso che in qualche modo dava ai loro musi un'espressione sognante e soddisfatta.
Chloe depenn a righe spesse la ricetta dell'incenso annotata sul suo quaderno, e Aadhya gett la serie di cilindri nel bidone degli scarti con aria disgustata. Quando un primo esperimento va cos tanto storto rispetto alle tue previsioni, di solito non vale la pena di proseguire su quella strada rischiosa, perch vuol dire che non hai capito qualcosa di molto importante, e in questo caso non avevamo la pi pallida idea di cosa fosse. Perci, se avessimo riprovato facendo soltanto qualche aggiustamento secondario, ci saremmo aspettati che l'esperimento andasse male, e a quel punto non solo sarebbe andato male, ma quasi avrebbe avuto conseguenze molto pi drammatiche e forse anche dolorose.
L'unico risultato positivo dell'intera faccenda fu che colsi il primo segnale del fatto che Tesorina stava davvero diventando un famiglio. Non si era unita all'attacco di follia degli altri tre; anzi, quando Pinky si era lanciato sul bruciatore, lei aveva risalito di corsa la mia spalla ed era balzata su uno scaffale alto del laboratorio, dove si era rovesciata addosso un grosso bicchiere graduato ed era rimasta seduta l a guardare con aria di disapprovazione gli altri topi che si divertivano, tappandosi il naso con le minuscole zampe anteriori. Quando l'incenso venne spento, torn a scendere nella mia tazzina a bandoliera e si chiuse con decisione il coperchio sulla testa, mettendo in chiaro che sarebbe tornata con me invece di rientrare nella gabbia comune in camera di Liu con gli altri topi istupiditi.
Ottima cosa, ma il progetto-trappola era di nuovo al punto di partenza.
Nel frattempo, i ragazzi di New York erano diventati solo una parte dei miei problemi. Tutti gli altri stavano cominciando a indagare sullo schema delle aggressioni compiute dai nefasti, o meglio sulla loro assenza. Noi studenti passiamo un sacco di tempo a pensare ai nefasti e a ci che faranno. Quasi la met dei corsi del primo e del secondo anno sono dedicati allo studio dei nefasti, della loro classificazione, del loro comportamento e, pi importante, della maniera di ucciderli. Quando i nefasti iniziano a comportarsi in modo inatteso,  un brutto segno. Anche se il comportamento inatteso implica che non saltino pi fuori per ucciderti. In genere questo significa semplicemente che stanno aspettando di saltare fuori per ucciderti in un'occasione pi propizia.
Il mercoled seguente, al termine del nostro allegro e letale seminario in biblioteca, Sudarat attese che il tipo dall'altra parte si alzasse e, mentre raccoglievamo la nostra roba, mi disse sottovoce: Una ragazza di Shanghai mi ha chiesto se la nostra classe  stata ancora attaccata.
Ormai ci stavamo avvicinando al periodo che prevedeva una serie impressionante di esami di met trimestre, e fino a quel momento erano state uccise ventitr persone in tutto. Pi della met erano state matricole che si erano fatte saltare in aria nel laboratorio tecnico o si erano avvelenate nel laboratorio di Alchimia, il che era come non morire affatto secondo i nostri normali standard. Gli altri - tranne uno - erano rimasti vittime di errori in mensa. Anche in questo caso, eravamo ampiamente al di sotto del tasso di mortalit consueto, dal momento che quasi tutti potevano permettersi di lanciare incantesimi da fiuto e preparare antidoti, visto che non erano aggrediti da nessun nefasto.
Il morto numero ventitr fu l'unico studente del terzo anno, un incantatore di nome Prasong, ex appartenente alla cerchia di Bangkok. Non era stato per niente felice di scoprire che non era pi membro di una cerchia, e negli anni precedenti in cui lo era stato si era reso cos odioso da non meritarsi molto affetto n molti amici. Non vedendo altro modo per continuare a vivere con lo stile al quale si era abituato - o per continuare a vivere tout court - aveva deciso di diventare uno stregone oscuro. E naturalmente la forma migliore e pi sicura per servirsi copiosamente di mana accumulato in quantit sufficienti a fargli passare il diploma, era estrarlo da un gruppo di ignare e ingenue matricole.
Se ci vi sembra tanto malvagio da essere inconcepibile,  il caso di dirvi che per noi non lo era affatto. Quasi tutti gli anni ci sono tra i quattro e gli otto ragazzi che scelgono la strada della stregoneria, e dal momento che molti di loro non lo hanno pianificato con cura e in anticipo portandosi qui una scorta di piccoli mammiferi, puntare a studenti pi giovani  il loro normale ordine del giorno. Il manuale della matricola ci mette abbastanza prosaicamente in guardia sull'argomento e ci consiglia di diffidare dei compagni pi grandi o di maggior successo che mostrano troppo interesse per le nostre attivit. Dovevo a uno di loro la mia affascinante cicatrice allo stomaco, e precisamente al defunto e non rimpianto Jack Westing, che al secondo anno aveva anche fatto fuori la vicina di stanza di Orion, Luisa.
Sudarat era l'unica matricola con cui Prasong poteva parlare senza suscitare sospetti. Non doveva nemmeno sforzarsi troppo: era lei che si stava forzando il pi possibile per mantenere i contatti con gli studenti dell'ultimo anno che avevano fatto parte della vecchia cerchia di Bangkok.
Anche se questo le valeva solo l'opportunit di sedersi con loro in mensa ogni tanto o gli ultimi indumenti di seconda mano che non erano riusciti a vendere, era sempre meglio di niente. Quindi Prasong doveva solo accettare che Sudarat occupasse un posto vuoto al suo tavolo per la durata di un pasto. Doveva avergli raccontato abbastanza del suo strano seminario in biblioteca da convincerlo che era il banchetto ideale: otto novellini in un'aula isolata senza testimoni intorno. Immagino che Sudarat non avesse accennato a me.
Qualche giorno dopo, Prasong si intrufol nella nostra aula appena prima che terminasse la pausa pranzo e tracci un cerchio con la maledizione di scuoiamento sul pavimento, sotto i banchi.
Non era granch. Non  che si possano proprio cercare maledizioni succhia-malia in biblioteca; ufficialmente la scuola non ospita testi nocivi. Il che  un'assurdit: io mi sar imbattuta in un centinaio di quei testi. Ma  probabile che chiunque vada a cercarli abbia meno fortuna. In ogni caso, Prasong non era ambizioso quanto il caro Jack. La sua maledizione bastava per strappare alle vittime una superficie notevole di pelle e cos aprirle quel tanto da permettergli di estrarre un bel po' di mana per effetto del dolore e della paura che provavano, e immagino che quello fosse tutto ci che desiderava. In realt, uccidere otto maghi, per quanto inesperti, allo stesso tempo non  uno scherzo per uno stregone oscuro in erba; il danno psicologico lo avrebbe visibilmente segnato nel genere di modi sinistri che inducono i tuoi compagni di studio - in particolare i vicini pi prossimi - a radunare un certo numero di persone per farti fuori prima che ti vengano altre brillanti idee che potrebbero consistere nell'estrazione di mana da loro.
Purtroppo per lui, mi accorsi della maledizione ancor prima di varcare la soglia dell'aula. Diedi per scontato che l'avesse disegnata un nefasto robotico; alcuni modelli pi avanzati sono in grado di tracciare iscrizioni di incantesimi, anche se di solito non lo fanno molto bene. Il che non escludeva il campione presente. Avrei saputo farlo meglio senza grandi sforzi, ed  esattamente ci che feci: afferrai un gessetto dalla lavagna pi vicina, riscrissi met dei sigilli perch l'incantesimo si rivoltasse contro il suo autore - correggendo i vari errori e aggiungendo qualche miglioramento, gi che c'ero - e invocai la maledizione con sprezzante facilit e giusto un pizzico di mana. Ero persino un po' compiaciuta che il primo attacco del pomeriggio fosse stato cos semplice da fronteggiare.
Scoprii chi aveva lanciato la maledizione solo all'ora di cena, quando gli altri studenti commentarono con impeto il modo in cui la pelle di Prasong si era completamente staccata nel bel mezzo della lezione di lingue e lui si era messo a correre in tondo urlando all'impazzata fino a che non era morto per lo shock e la grave emorragia.
Non dir che mi dispiace. No. Dopo cena vomitai, ma forse era per qualcosa che avevo mangiato. A sua volta, Sudarat lasci la mensa abbastanza pallida in viso. Lei e tutti i ragazzi della biblioteca avevano capito al volo cos'era successo: mi ero sforzata - arrogante, arrogante, arrogante - di mostrare loro il cerchio della maledizione, spiegarne gli effetti potenziali e sottolineare l'ingegnosit con cui lo avrei rispedito al suo creatore. Nelle due settimane seguenti, Sudarat era stata estremamente silenziosa, il che la diceva lunga. Questa era la prima volta che mi rivolgeva la parola da allora.
Una ragazza di Shanghai? ripetei lentamente.
Sudarat annu con un piccolo cenno nervoso della testa. Certi studenti di Bangkok disse hanno sentito parlare degli attacchi che abbiamo subto. Altri studenti. Quando ho raccontato... Si interruppe, ma il quadro mi era gi chiaro. Quando aveva raccontato a Prasong degli attacchi in biblioteca, anche altri anziani di Bangkok si trovavano allo stesso tavolo. E ora i suoi ex compagni di cerchia la usavano come utile fonte di pettegolezzi da spargere in giro, solo per segnare qualche punto. Proprio come facciamo tutti noi emarginati, perch non si pu mai sapere quale di quei punti ti permetter di attraversare le porte del salone dei diplomi.
A loro cosa hai detto? chiesi.
Teneva la testa china verso il banco, la corta frangia arrotondata che le nascondeva gli occhi, per vedevo lo sforzo delle sue labbra e della sua gola quando deglutiva. Ho detto che non me lo ricordavo. Poi ho detto di no.
Stava imparando nel modo in cui impara ogni studente emarginato del primo anno. Aveva capito che non glielo chiedevano per riguardo a lei: erano a caccia di informazioni che per loro erano preziose. Aveva capito che indagavano su di me. Ma non aveva ancora imparato tutta la lezione, perch aveva fatto la cosa sbagliata. Quello che avrebbe dovuto fare, ovviamente, era scoprire quanto valessero quelle informazioni e vendergliele. Invece aveva mentito per proteggere me, aveva mentito a chi poteva offrirle speranza: speranza di aiuto, speranza di una nuova casa.
Premuroso da parte sua, anche se sarei stata pi felice che nessuno studente di Shanghai fosse cos sospettoso da farle delle domande, tanto per cominciare. Era un brutto segno. Da una parte, gli anziani della cerchia di Shanghai stavano alacremente tentando di capire cosa succedeva con i nefasti... e avevano nove studenti solo nel nostro corso, per non parlare di tutti i loro alleati. Dall'altra, sapevano gi che la nostra sessione di studio in biblioteca era stata attaccata da un nefasto almeno una volta, il che quest'anno ci rendeva diversi dagli altri. Di sicuro stavano cercando di collegare quell'informazione ad altri attacchi noti dei nefasti, vale a dire quei pochi che, dall'aula del mio seminario, si erano estesi al laboratorio tecnico. Non appena qualcuno avesse scoperto che c'era un seminario di lingue per una singola persona proprio accanto al laboratorio tecnico sottoposto a diverse aggressioni, e che - guarda caso - la singola persona in questione era anche l'unico studente anziano presente nell'aula della biblioteca sottoposta a diverse aggressioni, riempire gli spazi vuoti non sarebbe stato molto difficile.
Non avevo idea di cosa sarebbe successo una volta che tutte le informazioni fossero trapelate. Quelli di New York potevano decidere di chiudere i rubinetti del mana per Chloe e per noi. Se Orion non li riforniva comunque di nuovo mana, avevano ben poco da perdere scaricandosi della sua ragazza. E questo era il meno. Se gli altri studenti avessero capito che la scuola dava la caccia a me in particolare, avrebbero voluto sapere perch, e se non fossero riusciti a trovare un motivo, era probabile che qualcuno di loro avrebbe deciso di infilzarmi con un bastone appuntito per scoprirlo. Se non avessero semplicemente deciso che era meglio dare alla scuola ci che voleva.
Di conseguenza le mie sessioni di studio per gli esami di met trimestre erano straordinariamente allegre.
Ed erano proprio cos, in effetti. La bellezza dello studiare insieme ad altri per me non era ancora sfiorita. Avevamo ripulito la stanza a doppia larghezza di Chloe e reperito nuovo materiale per imbottire i cuscini - se pensate che avremmo storto il naso al pensiero di riutilizzare dei cuscini ancora ottimi e comodi solo perch in precedenza avevano ospitato un paio di mostri e uno studente semidigerito, allora non siete stati attenti - e ci radunavamo l quasi ogni sera, con un cestino al centro, dove i nostri topolini potevano dormicchiare tra una coccola e un bocconcino offerto da chiunque avessimo invitato.
Non capitava quasi mai che fossimo solo noi quattro. Qualunque materia volessimo trattare, riuscivamo sempre a coinvolgere altre persone. Avevo un sacco di suggeritori per l'arabo: Ibrahim e due suoi amici erano felici di passare ad aiutarmi perch questo gli permetteva di venire da noi. Anche Nkoyo veniva quasi ogni sera, e lei stava seguendo il seminario generico di sanscrito che mi aspettavo di avere io. Grazie al loro aiuto, stavo facendo progressi concreti sui sutra della Pietra Dorata: proprio quella settimana ero arrivata al primo degli incantesimi pi importanti.
Solo che non era vero, accidenti! Non era per il loro aiuto, non proprio. Era per il tempo che avevo perch non ero pi costretta a guardarmi alle spalle ogni minuto della giornata. Era per l'energia che avevo perch non ero pi costretta a sudare per accumulare mana. Ed era anche per il loro aiuto, solo che l'aiuto e il tempo e l'energia venivano tutti dalla stessa cosa, e cio dall'aiuto di Chloe, dalla sua enorme generosit, e questo non mi piaceva. Salvo che in realt mi piaceva un sacco, ma nello stesso tempo mi rendeva risentita e scontrosa.
Ma non sarei certo riuscita a essere risentita e scontrosa il giorno in cui, voltando una pagina, mi ritrovai a guardare la stupenda grafia di un titolo che non aveva bisogno di essere tradotto in La Prima Pietra sulla Strada Dorata perch se ne comprendesse il significato, vale a dire: Questo  davvero speciale, con l'incantesimo in sanscrito inserito in una elegante cornice che orlava la pagina, ogni carattere esaltato da svolazzi di foglie e vernice dorati. Persino a una prima occhiata riuscivo a cogliere frammenti di tutti gli altri incantesimi che avevo passato in rassegna: quello per il controllo degli stati di aggregazione, quello di evocazione d'acqua, un altro che avevo appena finito di esaminare e che serviva a separare la terra dalla pietra. Erano intrecciati l'uno all'altro e invocati come parte di un unico incantesimo.
Non smisi solo di essere imbronciata. Smisi di preoccuparmi per il mana, per ci che sarebbe successo se e quando fosse saltata la mia copertura; smisi di lavorare sui compiti per gli esami di met trimestre e ignorai completamente i miei corsi. Per tutta la settimana, in ogni minuto di veglia che non mi vedeva concentrata in una sessione di studio o nell'uccidere nefasti, lavoravo al sutra. Avevo la testa nel dizionario anche durante i pasti.
Sapevo che era stupido. Il compito di met trimestre per il seminario su Merlino era un lungo e complicato poema in francese antico che di sicuro conteneva almeno tre o quattro utili incantesimi di combattimento che forse avrei potuto usare il giorno del diploma. Invece il grande incantesimo di Purochana si collocava sulla scala dell'architettura magica e, in ogni caso, per lanciarlo probabilmente ci voleva un intero circolo di maghi. I sutra della Pietra Dorata erano concepiti per costruire cerchie, non per uccidere nefasti: mi sarebbero serviti se solo fossi vissuta abbastanza per uscire di qui.
Ma se ci fossi riuscita... avrei potuto offrirli a gruppi come la famiglia di Liu, come il kibbutz da cui veniva Yaakov, l'amico di Ibrahim: comunit consolidate di maghi che desideravano creare un loro luogo sicuro e protetto. Magari i sutra della Pietra Dorata non erano pi il modo migliore di costruire cerchie oppure altri incantesimi sarebbero sopravvissuti fino a oggi, come aveva fatto quello di controllo delle fasi di aggregazione, ma usarli sarebbe stato molto meglio che dare in ipoteca tutta la famiglia a un'altra cerchia per tre generazioni solo per avere accesso agli incantesimi, tenuto conto soprattutto delle risorse necessarie. Inoltre era probabile che gli incantesimi per le cerchie di Purochana sarebbero stati meno dispendiosi di quelli moderni. Nell'India antica nessuno costruiva cerchie irte di grattacieli: se anche ne aveste ideato uno, non avreste certo potuto chiamare i costruttori locali per ordinare cemento e travi d'acciaio.
Perci le mie cerchie dorate non sarebbero state imponenti come una cerchia moderna, ma a chi importava? Avrebbero comunque impedito ai nefasti di arrivare ai vostri figli, e se avevate questo, se avevate un posto sicuro, almeno avreste avuto la possibilit di scegliere. Di scegliere senza necessariamente essere mia madre. Non sareste stati costretti a leccare i piedi dei ragazzi delle cerchie o a comprarli. Loro avrebbero avuto comunque dei vantaggi, avrebbero avuto comunque pi vestiti vecchi e pi mana, certi studenti li avrebbero comunque corteggiati, ma non tutti quelli che cercavano disperatamente di sopravvivere. Non avrebbero ottenuto montagne di aiuti solo facendo balenare la debole speranza di entrare nelle loro alleanze e l'ancor pi debole speranza di entrare nelle loro cerchie.
L'idea mi piaceva. Anzi no, la adoravo. Se era questo il modo in cui avrei portato distruzione alle cerchie, ero d'accordissimo con la profezia della mia bisnonna. Avrei preso gli incantesimi di Purochana e li avrei divulgati in tutto il mondo, avrei insegnato alle persone come lanciarli, e allora forse non gli sarei piaciuta, ma avrebbero ascoltato comunque, per questo. Mi avrebbero permesso di restare nelle cerchie che li aiutavo a costruire, e come parte del prezzo avrei preteso che aiutassero anche altri a costruirle. Che donassero risorse o che facessero copie degli incantesimi oppure che formassero insegnanti...
Mentre nel tempo libero mi dedicavo a mettere ordine nel mondo, tutti i miei lavori scolastici erano passati in cavalleria. Dimenticai completamente il compito di met trimestre che dovevo fare per il mio seminario di protoindoeuropeo, e sarei stata bocciata su due piedi se non fosse stato per Ibrahim; quando mi ricordai del compito, la sera precedente la data di consegna, meno di un'ora prima del coprifuoco, lui mi fece da intermediario per uno scambio di emergenza con un tizio della cerchia di Dubai che era diventato suo amico. Lo scorso anno scolastico, una sera io e Ibrahim ci eravamo seduti vicino ai ragazzi di Dubai in biblioteca. A me rivolgevano ancora occhiatacce mentre passavamo per i corridoi, lui si era fatto un buon amico e quattro conoscenti. La storia della mia vita. Adesso, per, avevo modo di concludere un accordo, perch quando mandai un roco grido di allarme, quella sera nella stanza di Chloe, Ibrahim disse: Ehi, forse Jamal ha un elaborato su questo tema. Risult poi che Jamal era il pi giovane di cinque fratelli e che aveva ereditato una inestimabile collezione di elaborati e compiti di seconda mano praticamente per ogni corso che avrebbe potuto seguire, e molto altro ancora. Gli cedetti una copia della tesina che avevo scritto sull'incantesimo di evocazione d'acqua e in cambio ottenni un saggio bello consistente, consegnato per il seminario di protoindoeuropeo dieci anni prima.
Dovetti comunque riscrivere il tutto con la mia grafia, e mentre lo facevo, mi infastidirono alcune sciocchezze che diceva, perci finii per cambiarne quasi met, restando alzata fino a tardi. Mi addormentai alla scrivania e fui costretta a lavorarci anche il giorno dopo, durante l'ora della mia ricerca indipendente. Alla fine, colma di un risentimento non giustificabile, entrai strascicando i piedi nell'aula del seminario, e mentre ficcavo il compito nella fessura di presentazione ancora sbadigliando, un filo di vapore spettrale che ne usciva mi entr dritto in bocca.
Dimenticate tutti i preconcetti che potreste avere nei confronti delle gigantesche mostruosit di Cthulhu. In realt, i nefasti di categoria spettrale sono relativamente fragili. Cacciano facendo impazzire le persone con gas incantati che impregnano i sensi di orrori inenarrabili e, mentre la vittima grida, si agita e implora che tutto finisca, il nefasto striscia fuori dal suo nascondiglio e cerca di estrarle il cervello attraverso il naso con i suoi arti parzialmente incarnati.
Tuttavia, applicare questa tattica ingegnosa alla sottoscritta solleva un problema, vale a dire che il cervello umano non  in grado di sperimentare orrore inenarrabile peggiore del ritrovarsi all'interno di un fauciomaco. Il vapore mi fece dunque ripensare improvvisamente a quella particolare esperienza, e la mia reazione fu la stessa di allora, sintetizzabile nell'urlo: Adesso muori, mostro abominevole, che lanciai con estrema, intensa convinzione. Solo che questo non era un fauciomaco, era solo una nuvola ectoplasmatica gocciolante, che schiacciai con tutta la forza di un incantesimo omicida degli arcani maggiori come chi tenta di accendere un fiammifero con un lanciafiamme.
Il mio incantesimo mortale pi maneggevole non uccide distruggendo i corpi, pone direttamente fine alla vita a livello metafisico, ed  quello che accadde. Pi o meno, chiarii all'orrore spettrale che non aveva diritto di esistere, e lo feci con tanta violenza da ricacciarlo del tutto fuori dalla realt. Dopodich mi fissai sul fatto che anche molte delle cose che lo circondavano dovevano smetterla con quell'assurda pretesa di continuare a esistere.
Questo fu particolarmente imbarazzante perch buona parte della Scholomance non  che esista davvero. La struttura  fatta di materiali reali, ma nel vuoto le leggi della fisica diventano piuttosto flessibili, tanto che quasi tutti quei materiali sono stati assottigliati pi di quanto dovrebbero, l'ingegneria non risponde alle regole, e la cosa pi importante che tiene su la baracca  che noi crediamo nella sua esistenza con tutte le nostre forze. E questo fu proprio l'elemento che eliminai dall'equazione: in un solo, orribile istante, resi gli altri quattro studenti del mio seminario estremamente consapevoli del fatto che a dividerli dal nulla infinito c'era solo una scatola di latta tenuta insieme da pensieri felici e polvere di fata. Gridarono e cercarono di mettersi in salvo, ma non potevano, perch portavano con s la mancanza di fede, quindi l'aula del seminario e poi l'intero corridoio cominciarono a disgregarsi intorno a loro.
L'unica cosa che ci imped di distruggere una fetta enorme della scuola fu che io non avevo smesso di credere. Ancora mezza intontita dalla visione spettrale, li seguii inciampando fuori dall'aula e in un corridoio che cominciava a piegarsi e deformarsi come carta stagnola sotto il peso della scuola gigantesca, e nella mia confusione pensai che fosse solo perch ero stata drogata, perci chiusi gli occhi e mi dissi con decisione che no, il corridoio non stava ondeggiando, quindi allungai la mano verso la parete, confidando che sarebbe stata l, bella compatta, e fu di nuovo cos. Strillai agli altri:  tutto a posto!  solo gas spettrale! Smettete di correre!, e quando loro si voltarono a guardare e videro che il corridoio intorno a me era intatto, riuscirono a convincersi che avevo ragione e ricominciarono a credere nella scuola.
Un attimo dopo, capii che in realt mi ero sbagliata, perch non appena il corridoio si stabilizz, la Scholomance chiuse di colpo la porta dell'aula e la sigill dietro un muro che segnalava un pericolo permanente, pratica di norma riservata alle aule dei laboratori al secondo piano nelle quali si  verificato un incidente alchemico cos spaventoso da produrre effetti letali che non si risolveranno per un decennio o pi. Quando il muro di protezione cal vicino a me dal soffitto, quasi staccandomi il pollice, sussultai e diedi una rapida occhiata all'eccessivamente reale parete dell'aula del seminario che c'era dietro e che croll su se stessa come una fisarmonica.
Non conoscevo bene gli altri ragazzi del seminario. Erano tutti studenti anziani di indirizzo linguistico come me, naturalmente, e uno, Ravi, faceva parte della cerchia di Jaipur, perci gli altri tre gli sedevano intorno per essere pi efficienti nell'offrirgli aiuto per compiti ed esami. Nessuno di loro mi aveva mai rivolto la parola. Conoscevo il nome di Ravi solo perch una degli altri era una tedesca bionda di nome Liesel che aveva la fastidiosissima abitudine di tubare: Ravi, questo  davvero eccellente, ogni volta che lui le faceva correggere i suoi saggi. Mi veniva voglia di scagliare un dizionario sulla testa di tutti e due, tanto pi che una volta avevo visto lei presentare un elaborato -  cos che l'avevo scoperto, il suo nome - e quell'unica sbirciata mi era bastata per capire che forse mirava al discorso di commiato e che era almeno dieci volte pi intelligente di lui, visto che lui non era nemmeno abbastanza intelligente da aver capito che Liesel era la migliore del corso; di solito dava i suoi compiti a uno degli altri ragazzi e perdeva le ore di lezione a flirtare con lei e a fissarle le tette.
Certo, il cervello non  tutto in qualunque circostanza. Ravi riusc a convincersi che era tutto a posto molto pi in fretta degli altri; quando mi avvicinai a loro, si era ripreso e diceva con tranquilla sicurezza: Andremo in biblioteca. Non ci possono dare un brutto voto se l'aula  stata chiusa. Poi, in un tono di generosit signorile, aggiunse un: Tu puoi venire, se vuoi, rivolto a me, ed ebbe la faccia tosta di fare un gesto verso il corridoio, a suggerirmi di andare per prima in cambio di tanta degnazione. Quello che peggiorava ulteriormente la situazione era che solo qualche settimana prima, senza lo spartisci-potere di Chloe al polso, avrei dovuto farlo ed essere anche riconoscente per la fortunata combinazione che mi permetteva di avere compagnia.
Se devo andare a farmi una passeggiata a met lezione, ci vado da sola dissi in tono scortese. Soprattutto perch nessuno di voi ha pensato di parlarmi del bagliore spettrale. Erano arrivati in classe prima di me. Dal momento che nessuno di loro era stato attaccato mentre consegnava il suo compito, era evidente che avevano notato i segni - l'aria vicino a un orrore spettrale manda una specie di tenue luccichio iridescente che in condizioni normali non mi sarebbe sfuggito - e che avevano spinto dentro i loro lavori tenendosi a una certa distanza. Nessuno di loro aveva detto una parola quando mi ero fatta avanti fino alla fessura.
Devi farteli da sola, i tuoi controlli mi disse uno dei ragazzi con una leggera aria di sfida.
Giusto replicai. E adesso voi potete fare i vostri.
Cos' stato? chiese Liesel all'improvviso. Aveva guardato le pareti stabilizzate e la porta di protezione con molta pi diffidenza degli altri, una diffidenza che ora si traduceva nel suo sguardo fisso su di me. Quell'incantesimo che hai usato, era... La Main de la Mort?
Era quello che avevo usato, in effetti. Ovviamente in qualche momento doveva aver fatto francese, sempre che non fosse cresciuta bilingue, e non era un incantesimo difficile da riconoscere; non ce ne sono poi tanti, fatti solo di tre parole. La complicazione nel lanciarlo non  imparare le parole, ma l'esagerata quantit di quel je ne sais quoi che hanno moltissimi incantesimi francesi: devi essere in grado di recitarli con allegria, senza sforzo. Posto che La Main de la Mort uccide te invece del tuo obiettivo se commetti anche il minimo errore, pochissime persone si sentono allegre nel fare una prova, a meno che per esempio non si trovino dentro un fauciomaco dove la morte sarebbe un risultato ragionevolmente positivo. Inoltre devi essere in grado di incanalare una quantit davvero scandalosa di mana senza mostrare la minima fatica, il che  difficoltoso per gran parte delle persone, che non sono progettate per essere regine oscure della stregoneria eccetera.
Controlla di persona, se vuoi saperlo dissi, rifugiandomi in altra scortesia, e mi allontanai da loro pi in fretta che potevo, in direzione delle scale, ma persino Ravi mi guardava a bocca aperta.
A quel punto non serviva esattamente la trasmutazione della materia per capire che avevo qualcosa di significativo e inquietante sotto il cappuccio. Quando entrai in mensa all'ora di pranzo, vidi Liesel fermarsi al tavolo di New York per parlare con Magnus, e Magnus fare segno di spostarsi a un paio dei suoi scagnozzi per liberare posto, in modo che si sedesse accanto a lui. Bene, sono fottuta dissi lapidaria a Aadhya e Liu non appena arrivai al nostro tavolo e mi sedetti con loro. E avevo ragione eccome.
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4. ESAMI DI MET TRIMESTRE.
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Durante gli anni della mia formazione, la mamma ha passato un sacco di tempo a ricordarmi con dolcezza che le persone non pensano a noi quanto noi crediamo che facciano, perch sono impegnate a preoccuparsi di quello che gli altri pensano di loro. Credevo di averle dato retta, ma venne fuori che non era cos. Dentro di me, a un livello profondo, ero infatti convinta che tutti pensassero a me, mi valutassero eccetera, quando in realt non mi prestavano grande attenzione. Ebbi il piacere di scoprire questa emozionante verit su me stessa perch, di colpo, un numero considerevole di persone cominci davvero a pensare moltissimo a me, ed era difficile non notare il contrasto.
A posteriori, tutti avevano fatto in fretta a liquidare la stranezza di Orion Lake che si era innamorato della sfigata del corso. Lui era gi strano secondo i nostri soliti standard. Era stato lo stesso anche per Magnus e per gli altri newyorchesi che mi avevano offerto un posto garantito: non pensavano veramente che io fossi fuori dal comune, pensavano che Orion avesse scelto di fare l'eccentrico in un altro modo ancora. Quanto poi al fatto che ero sopravvissuta all'avventura del salone dei diplomi, tutti avevano dato per scontato che fosse stato Orion a salvarmi. Ma la notizia che Liesel andava spargendo in giro, e cio che ero in grado di lanciare La Main de la Mort anche mentre ero strafatta di vapori spettrali, fu la goccia di troppo che fece traboccare il vaso collettivo. E non appena gli altri studenti di New York si fossero fermati un momento a riflettere sulla sottoscritta, ci avrebbero messo meno di un giorno per capire dove andava a finire tutto il loro mana.
Quella sera, quando uscii dalla biblioteca per scendere in camera mia a dormire, sbirciai alle mie spalle e vidi Magnus e altri tre amici che intrappolavano Chloe su un divano della sala di lettura, lo sgomento sul suo viso perfettamente leggibile persino tra le loro schiene. Pensai di tornare indietro, ma a che pro? Volevo forse chiedere a lei di mentire ai suoi amici di cerchia, le persone con cui avrebbe passato il resto della vita, solo per poter continuare a ingozzarmi di mana newyorchese? Implorare loro perch mi permettessero di restargli ancora aggrappata? Certo che no. Volevo minacciarli? Allettante, ma no. Non c'era pi niente da dire o da fare. Cos mi limitai a voltare le spalle e scesi, certa oltre ogni ragionevole dubbio che avrebbero imposto a Chloe di tagliarmi fuori la mattina seguente come prima cosa. A dire la verit, quello era il mio scenario pi roseo. In realt mi aspettavo che Magnus comparisse alla mia porta al comando di un'orda raccolta in tutta la scuola e munita di non-necessariamente-metaforici forconi.
Il fatto  che non sono propriamente unica nella storia della societ magica; nemmeno Orion lo , in realt. Siamo tutti e due talenti che si manifestano una volta ogni generazione, solo che quelli - come avrete intuito - si presentano una volta ogni generazione.  una bella coincidenza che ci troviamo a scuola nello stesso momento, e che entrambi siamo casi decisamente estremi. Ma sono abbastanza sicura che sia perch abbiamo un qualche disturbo dell'equilibrio cosmico da eliminare. Pap entra nobilmente in un fauciomaco, condannandosi a un'eternit di dolore, per salvare me e la mamma; lei distribuisce troppe cure gratuite; io mi ritrovo con un'inclinazione per la violenza e la distruzione di massa. L'anno prima, dodici stregoni oscuri assassinarono tutti i diplomandi perch venisse concepito un eroe che avrebbe salvato centinaia di studenti. La fisica morale del principio di equilibrio: reazioni uguali e contrarie si sommano da entrambe le parti.
Il punto  che ogni tanto capitano maghi come noi: singoli individui tanto potenti da alterare l'equilibrio di potere tra le cerchie a seconda di dove finiscono. All'incirca cinquant'anni fa, dalla scuola pass un artefice dotato di un potere straordinario e di un'inclinazione per le costruzioni su larga scala. Ogni cerchia importante gli fece un'offerta. Lui le rifiut tutte e torn a casa, a Shanghai, dove l'antica cerchia della sua famiglia era stata occupata da un fauciomaco. Una volta l, organizz un circolo di maghi indipendenti per aiutarlo, guid personalmente l'operazione che elimin il fauciomaco e, come potete immaginare, venne eletto Dominus a furor di popolo, neanche tre anni dopo il diploma. Sembrava comunque che avesse fatto un cattivo affare: la cerchia che aveva soccorso era antica e aveva assorbito magia per secoli, per era piccola e inefficiente secondo gli standard moderni, e all'epoca quasi tutti i maghi cinesi davvero dotati andavano dritti nelle cerchie di New York, di Londra, e della California. Persino Guangzhou e Pechino dovevano assumere giocatori di riserva.
Be', dopo quattro decenni sotto il governo di Li Shan Feng, Shanghai dispone di sei torri e una ferrovia monorotaia all'interno della cerchia, ha appena aperto il suo settimo portale, e di recente ha dato segno di pensare a una possibile scissione dalle cerchie asiatiche e alla costruzione di una nuova scuola. E questo  parte di ci che rende Orion cos importante, tanto importante che la cerchia di New York era disposta a cedere un preziosissimo posto garantito a una sfigata, soltanto perch lei piaceva a Orion. Tutti sanno che c' una lotta di potere in arrivo, e Orion non  solo uno dei migliori studenti dentro la Scholomance,  uno che pu cambiare le carte in tavola all'esterno. Nessuno muover guerra aperta a una cerchia che ha un combattente invincibile, e questo senza nemmeno parlare di quale enorme risorsa rappresenti se pu convertire i nefasti in mana. E non c' dubbio che sia legato a filo doppio a New York:  figlio della molto probabile futura Domina, nientemeno, e sono sicura che sia almeno in parte responsabile della posizione della madre. Tutti i ragazzi di Shanghai che sono qui dentro devono essere arrivati con l'indicazione di tenerlo sotto stretto controllo e raccogliere quante pi informazioni possibile. Il loro nervosismo nei suoi confronti non si  ridotto minimamente negli ultimi tre anni, mentre lui era impegnato a costruirsi un consistente fan club composto da tutti i ragazzi che ha salvato.
Quello che non avevo capito, mentre scendevo nella mia camera, era che mi trovavo sul punto di essere promossa allo status di spariglia-carte insieme a lui.
Chloe non tent di mentire a Magnus (in ogni caso  una bugiarda terribile). Ricorse invece a una discussione accorata nella quale sostenne che la cerchia di New York doveva continuare a darmi mana o altro, e si profuse in una serie infinita di dettagli su questo potenziale e disgustoso altro, condendo il tutto con la vivida descrizione dello smembramento dei nefasti che abitavano nei suoi cuscini. Una persona normale sarebbe stata atterrita nello scoprire che ero una bomba nucleare in attesa di esplodere. Magnus decise che gli sarebbe piaciuto moltissimo portare a casa una bella bomba nucleare per i suoi genitori.
La mattina seguente, a colazione, avrei affrontato volentieri una marea di forconi piuttosto che dover vedere quell'immondezzaio della sua faccia tronfia che rivolgeva sorrisetti compiaciuti ai ragazzi di Shanghai, dall'altra parte della mensa, come se avesse fatto qualcosa di furbo o mi avesse reclutato con le sue mani, invece di aver fatto del suo meglio per uccidermi solo lo scorso trimestre. Gli studenti di Shanghai, peraltro, ricambiavano con sguardi cupi e preoccupati. Nel pomeriggio, venni a sapere per certo che offrivano roba un po' a tutti in cambio di particolari su di me, e infatti avevano provato ancora a fare domande a Sudarat: uno di loro le aveva persino offerto uno spartisci-potere per il resto dell'anno, cosa che le avrebbe quasi garantito di sopravvivere cos a lungo. Prendilo le dissi in tono aspro. Che qualcuno tragga profitto da questa storia, almeno.
Non avevo il diritto di lamentarmi, immagino: alla fine New York non mi avrebbe tagliato i rifornimenti, quindi potevo ancora attingere a torrenti su torrenti di mana. Se non altro gli altri newyorchesi erano pi contenti di accumulare mana, ora che sapevano dove andava a finire. Perch naturalmente si aspettavano di ricevere un bel ritorno sull'investimento, che ero io, un'arma eccezionale ben nascosta nella tasca posteriore della loro cerchia, pronta all'uso in caso di emergenza. Erano elettrizzati perch contavano di offrirmi esattamente la vita post-Scholomance che desideravo da anni. Stronzi.
Due giorni dopo, Orion mi disse, tra tutte le cose che poteva dirmi: Ehi, cosa ne pensi di fare un viaggetto, dopo il diploma?.
Lo fissai. Cosa?
I ragazzi parlavano di fare un giro di gruppo in macchina rispose lui, con entusiasmo. La cerchia possiede questo fantastico camper personalizzato che ci lascerebbe usare, cos pensavamo... Si interruppe, forse avvertito dalla mia espressione di totale incredulit che la conversazione aveva qualcosa di strano. Non era soltanto che avesse davvero cercato, e a voce alta, di fare progetti concreti per il futuro, progetti che richiedevano di presupporre che saremmo sopravvissuti tutti per parteciparvi - tema orribilmente tab per ognuno di noi tranne che per gli appartenenti alle cerchie pi ricche, che peraltro hanno la delicatezza di evitare l'argomento quando si trovano in compagnie miste - ma che stesse tentando di consigliarmi di passare volontariamente del tempo con gli altri di New York.
Sapevo che non era un'idea sua. Una volta Chloe mi aveva detto che l'unico desiderio di Orion era uccidere nefasti: era una solenne cazzata, ma il genere di solenne cazzata che chiunque gli sia stato intorno nella vita deve aver assecondato con tanta forza da piantargliela in testa. In pi, lo spartisci-potere di Orion funzionava in una sola direzione, perci lui era costretto ad andare in giro a uccidere nefasti se voleva del mana, che  quello che vogliamo tutti. Lo avevano programmato da cima a fondo perch trascorresse il suo tempo a pensare alla caccia. L'unica altra cosa per la quale l'avessi mai sentito esprimere desiderio ero io, che avevo scelto di credere si riferisse a chiunque lo avesse trattato come una persona e non come un automa ammazza-nefasti.
Era quella la gamma di cose per le quali poteva esprimere desiderio: amicizia, amore, umanit. Non gli interessava dove si sedeva in mensa, che camicia indossava, quali corsi frequentava o quali libri leggeva. Faceva il suo lavoro pi o meno diligentemente, era educato, preferiva evitare i suoi adoratori pur sentendosi in colpa per questo, e se dicevo: Andiamo a fare la verticale sulle scale del soppalco della mensa, era probabile che alzasse le spalle e dicesse: Se vuoi. Di sicuro non se ne era uscito con l'improvviso desiderio di farsi un viaggio in macchina lontano dalla sua cerchia. Gli avevano messo in testa quell'idea, il cui evidentissimo scopo era far entrare me nel gruppo di New York.
Lake esordii in tono pacato, perch non dici a Magnus che in realt ti piacerebbe esplorare l'Europa zaino in spalla insieme a me, invece. Vedi un po' cosa ne pensa. Potremmo fare il Grand Tour! Partire da Edimburgo, visitare Manchester e Londra, proseguire per Parigi, Lisbona, Barcellona, Pisa... Snocciolai i nomi di tutte le citt con una cerchia che mi vennero in mente. Orion afferr il concetto, mi guard con aria di rimprovero e se la fil.
Dopo mi sentii molto fiera di me stessa, almeno finch la sera non feci una corsa allo snack bar con Aadhya; Scott e Jermaine, entrambi di New York, ci sorpassarono lungo le scale e tutti allegri ci dissero: Ehil, El, come va? Ehi, Aad, salutandoci amichevolmente con la mano.
Lei li salut con la mano a sua volta e disse: Ehi, ragazzi, come un qualunque essere umano civile, mentre io pronunciavo il Ciao pi gelido possibile. Non appena furono fuori vista, mi guard e chiese: Cosa c' adesso?.
Non mi ero messa a inveire contro l'affascinante strategia del viaggetto davanti a lei perch avrei infranto io stessa l'orribile tab, per di pi mancando di delicatezza. La famiglia di Aadhya viveva nel New Jersey, e anche se lei non lo aveva mai detto in maniera esplicita, praticamente ogni mago nel raggio di cinquecento chilometri da New York aspirava a un posto in quella cerchia, visto che tutti o quasi gi lavoravano per la citt. Vorrebbero progettare il mio futuro dissi, concisa.
Aadhya sospir, ma quando tornammo nella sua stanza a mangiare i nostri semifreddi improvvisati - yogurt alla fragola un po' stagionato in vasetto, ricoperto da un mix di frutta e noci, pi una nuvola di panna montata della bomboletta; avevamo scartato a malincuore il barattolo di wrstel perch non solo era ammaccato ma aveva anche un buco dai cui bordi colava una specie di fanghiglia verdastra - disse: El, non sono cos male.
Sapevo che non parlava dei semifreddi, che erano decisamente divini per i nostri standard. S, invece replicai, disgustata.
Non dico che siano fulgidi esempi di eleganza e nobilt insist Aadhya. Sono tutti un po' cazzoni, ma come lo  chiunque quando lo inserisci in una cerchia. Su Magnus sono d'accordo, quello ha la fissa di essere l'idolo della scuola. Per Jermaine  un tipo carino! Scott  un tipo carino! Chloe  fin troppo carina. E a te piace davvero Orion, che  un tantino inquietante...
Non lo !
Ti scuso, ma lo  eccome mi contraddisse Aadhya. La met delle volte non mi riconosce, se non sono con te. Finge di farlo quando lo saluto nel laboratorio tecnico, per mi accorgo che il suo cervello entra in questo loop terrorizzato della serie: Questa chi  oh no dovrei conoscerla oh no sono un disastro come persona. E non gli succede solo con me, gli succede con tutti. Probabilmente sa elencarti ogni singolo nefasto che ha ucciso da quando  a scuola, ma noi esseri umani siamo catalogati sotto la generica voce di potenziali salvataggi futuri. Non so come mai riesca a vedere te, penso sia perch tu sei una stravagante super-strega-oscura in potenza. Inquietante.
La fulminai con lo sguardo, indignatissima, ma lei si limit a sbuffare e aggiunse: Quanto a te, fai fatica ad accettare che tutti hanno diritto di esistere anche se non saltano tre tavoli di laboratorio in una volta per salvare la vita di un perfetto estraneo, quindi voi due siete proprio fatti l'uno per l'altra. Per, e scusa se te lo dico, avete comunque bisogno di mangiare e dormire da qualche parte e, peggio ancora, di interagire con altre persone, qualche volta. Perch incendi ogni ponte disponibile?.
Deposi il mio bicchiere di yogurt, tirai su le ginocchia e le strinsi tra le braccia. Sto cominciando a pensare che sia stato Magnus a influenzarti.
Lei alz gli occhi al cielo. Ah, ci ha provato. Gli ho detto che io non ero pazza e che avrei accettato un posto a New York in un batter d'occhio se l'avesse offerto a me, per lui non sarebbe riuscito ad accaparrarsi te. Il punto ... senti, El, cosa diamine hai intenzione di fare?
Aadhya non mi stava chiedendo di fare progetti; voleva semplicemente sapere cosa avevo intenzione di fare della mia vita. Attese che le dessi qualcosa e, davanti al mio silenzio, tanto per cacciarmi bene in testa il concetto, disse: Io so cosa far. Non ho un cavolo di bisogno che Magnus mi faccia delle offerte. Ho venduto diciassette gioielli incantati, fatti con i pezzetti rimasti dello scheletro di ragnosirena e del dente di stegosauro che mi hai dato. Non sono la robaccia senza valore che spacciano gli studenti anziani, sono pezzi veramente buoni e la gente li conserver. Me li procuro da sola, i miei inviti. So anche cosa far Liu. Si occuper di traduzioni o allever famigli, e nel giro di vent'anni i suoi avranno la loro cerchia. Chloe ha intenzione di continuare a coltivare la sua vena Da Vinci realizzando affreschi in tutta New York, e lei non ne ha nemmeno bisogno. Poi so che tu non entrerai in nessuna cerchia. Questo  quanto. Ma la vita fuori dalle cerchie non  vita.
Aveva ragione, per non riuscivo a dire niente. Il bellissimo, luminoso sogno di una vita da costruttrice itinerante di cerchie dorate mi appass sulle labbra prima che lei mi elencasse tutte quelle idee eccellenti e assennate e praticabilissime. Non avevo il coraggio di descriverlo a Aadhya: vedevo gi la sua espressione passare dal dubbio all'incredulit alla preoccupazione inorridita, come quando ascolti un amico che ti racconta entusiasta il suo progetto di scalare una montagna altissima senza la minima preparazione, e prosegue descrivendo come, una volta in cima, si lancer di sotto, gli spunteranno le ali e lui voler via, a vivere tra le nuvole.
Aadhya sospir di fronte al protrarsi del mio silenzio. Capisco che non ti piace raccontare di tua madre, ma io ho sentito parlare di lei e vivo in un altro continente. Sembra una santa, da come si esprime la gente. Ma nel caso ci sia bisogno di dirlo, tu non devi essere tua madre per essere una brava persona. Non sei costretta a vivere in una comune e a fare l'eremita.
Non potrei comunque, non mi vogliono ribattei, la voce un po' sorda.
Sulla base di quello che hai raccontato del posto, mi sbilancio a dire che hanno legittimamente paura che tu gli dia fuoco.  giusto che tu vada a vivere a New York con quello sciroccato del tuo ragazzo se lo vuoi fare.
Non  giusto dissi. Aad, non lo , perch... loro non vogliono me. Vogliono qualcuno che lanci incantesimi di morte istantanea sui loro nemici. E se lo accettassi, non sarei pi io, quindi tanto vale che non vada a vivere in mezzo a un branco di stronzi.  quello che pensi anche tu aggiunsi in tono tagliente, altrimenti avresti detto a Magnus che avresti provato a convincermi se ti avesse fatto entrare nella cerchia.
S, perch avrebbe funzionato, come no!
Poteva funzionare per fare entrare te nella cerchia replicai. Di sicuro ti avrebbe promesso un colloquio.
Lei sbuff. In effetti non  un'idea cos stupida. Se non fosse che non voglio convincerti a entrare nella cerchia di New York,  solo che... Si interruppe. El, non  solo Magnus disse senza tanti giri di parole. Me lo ha chiesto un sacco di gente. Ormai tutti sanno di te. E se non ti unisci a una cerchia qualunque... si chiederanno cosa tu abbia in mente di fare.
E non avevo nemmeno bisogno di esporre il mio progetto davanti a lei per sapere senza ombra di dubbio che gli altri ci avrebbero creduto ancora meno.
Tanto per rallegrare ulteriormente il mio cuore, i nostri voti di met trimestre sarebbero arrivati quella settimana. Per quanto uno si sia impegnato, c' sempre qualcosa di cui preoccuparsi. Se punti al discorso di commiato, voti meno che perfetti sono una condanna alla rovina imperitura, e se ottieni voti perfetti, allora devi preoccuparti che il tuo carico di lavoro sia abbastanza gravoso da permettere ai tuoi voti perfetti di posizionarsi a poco a poco in maniera ottimale rispetto ai voti perfetti degli altri studenti che puntano al discorso di commiato. Se invece non punti al discorso di commiato, allora devi passare giusto il tempo indispensabile sul tuo programma effettivo per migliorare il pi possibile quello su cui stai effettivamente lavorando per uscire vivo dal diploma, che sia ampliare la tua collezione di incantesimi, creare attrezzi o preparare pozioni, oltre che accumulare mana, naturalmente. Se ricevi buoni voti, hai sprecato tempo prezioso che avresti dovuto passare su altre cose. Ma se i tuoi voti sono troppo brutti, ti becchi un corso di recupero o peggio.
Se vi state chiedendo come vengano attribuiti i voti se non ci sono insegnanti per valutare niente, sappiate che ho sentito un milione di spiegazioni. Tantissime persone, per lo pi appartenenti a una cerchia, affermano con grande sicurezza che i compiti siano smistati fuori dalla Scholomance e inviati a maghi indipendenti assunti per dare i voti. Io non ci credo neanche un po': sarebbe costoso, e poi non ho mai incontrato nessuno che conoscesse uno di questi maghi. Altri sostengono che i compiti vengano valutati per mezzo di una qualche intricata equazione basata quasi interamente sulla quantit di tempo che gli studenti vi passano sopra e sui loro voti precedenti. Se volete far incazzare davvero un candidato al discorso di commiato, provate a dirgli che il processo di valutazione  parzialmente casuale.
Personalmente sono incline a pensare che siamo noi stessi ad attribuire i voti, e questo solo perch il sistema  molto efficiente. In fin dei conti, quasi tutti sappiamo che voti meritiamo, e di sicuro sappiamo i voti che vogliamo ottenere e quali temiamo di ottenere, e ogni volta che vediamo pezzi del lavoro di qualcun altro, ci facciamo un'idea del voto che lui dovrebbe ricevere. Scommetterei che la scuola funziona per somma delle parti, a seconda di quanta volont e quanto mana ha messo ciascuno al di l delle valutazioni. Il che spiega comodamente anche la massa di studenti delle cerchie pieni di s che ogni anno occupano le graduatorie solo un po' pi in basso rispetto agli effettivi candidati al discorso di commiato, nonostante non abbiano studiato neanche lontanamente quanto loro e non siano neanche lontanamente svegli quanto pensano di essere.
Nessuna di queste possibilit mi aiutava a prevedere i voti che avrei avuto, perch quest'anno ero completamente sola nell'unico seminario al quale dedicavo enormi quantit di tempo, energia, passione e mana e, a parte quello, frequentavo altri tre seminari in piccoli gruppi, seminari che avevo decisamente trascurato.
Potreste pensare che in quarta i voti non abbiano una grande importanza se non si mira al discorso di commiato, dal momento che nella seconda met dell'anno non abbiamo nessunissima lezione. Dopo l'annuncio delle graduatorie, alla fine del primo semestre, agli studenti anziani viene concesso il resto dell'anno libero per prepararsi al diploma.
Ma questo deriva da una sorta di resa forzata. Il diploma non era concepito per essere uno scannatoio di nefasti. La routine di disinfestazione che abbiamo ripristinato lo scorso trimestre aveva lo scopo di ridurli a un livello ragionevole ogni anno, prima che gli studenti anziani fossero catapultati nel salone dei diplomi per tentare la fuga che li avrebbe riportati nel mondo reale. Il macchinario si guast quattro volte nel primo decennio e le cerchie rinunciarono a ripararlo, di conseguenza la maggior parte dei diplomandi smise di frequentare le lezioni, perch viene un momento in cui allenarti e fare pratica con gli incantesimi e l'attrezzatura che hai diventa pi importante che procurartene di nuovi. Quando hai mille nefasti ululanti per la fame che ti arrivano addosso da ogni parte, vuoi che le tue reazioni siano impresse a fondo nella tua memoria muscolare.
E cos i poteri che allora dirigevano la scuola - Londra era ormai subentrata a Manchester, con il significativo sostegno di Edimburgo, Parigi e Monaco di Baviera; i pareri di San Pietroburgo, Vienna e Lisbona erano stati presi in opportuna considerazione; si erano ascoltate, di tanto in tanto e con condiscendenza, New York e Kyoto - decisero di accettare la realt e trasformarla in un termine ultimo. Entro quell'arco di tempo, la scuola fa del suo meglio perch i voti contino. Le penalizzazioni diventano particolarmente crudeli nei nostri ultimi sei mesi. Gli esami finali sono la parte peggiore, ma in genere anche quelli di met trimestre sono perfetti per far fuori almeno una decina di diplomandi.
Ero relativamente fuori pericolo riguardo al seminario di protoindoeuropeo, perch avevo imbrogliato solo per quel saggio, che ti porta sempre ottimi voti. La scuola  dispostissima a permetterti di lasciare pericolose lacune nella tua istruzione. L'unico rischio in questo caso consisteva nel fatto che non mi ero limitata a copiare il testo, ma vi avevo lavorato su; per una cosa del genere mi avrebbero abbassato il voto, anche se non a livello di bocciatura, forse.
La traduzione del poema che avevo consegnato come ultimo compito per il seminario su Merlino era un lavoro schifoso e raffazzonato che avevo scritto in due ore, tirando molto a indovinare il significato delle tante parole che non conoscevo. Non ne avevo ricavato incantesimi che riuscissi a pronunciare, sempre che non volessi correre il rischio di farmi esplodere il cocuzzolo. In compenso, avevo ricevuto ottimi voti per il delizioso incantesimo di smantellamento che avevo usato sul cuscino-mostro di Chloe, cosa che forse avrebbe trainato entro i livelli di sicurezza il mio voto nella materia.
Aadhya mi aveva aiutato con la matematica del mio corso di algebra, e io avevo fatto parecchie traduzioni per lei. Gli artefici non seguono lezioni di lingue, all'ultimo anno; gli viene semplicemente assegnata una progettazione da svolgere in una delle loro altre lingue. Le progettazioni sono una cosa che diverte tantissimo gli artefici. Ti viene data una serie di requisiti che un certo oggetto deve soddisfare, tu metti per iscritto le diverse fasi della sua costruzione, e alla fine la Scholomance lo costruisce apposta per te. Seguendo alla lettera le tue istruzioni. A quel punto devi provare l'oggetto derivato dal tuo progetto e capire cosa fa. Hai tre possibilit per indovinare quello che succede se le tue istruzioni risultano sbagliate o non adeguatamente dettagliate.
Dover fare la progettazione in una lingua straniera rende il tutto ancor pi emozionante. In questo caso, le lingue di Aadhya sono il bengalese e l'hindi, che lei sa alla perfezione, solo che la scuola ha cambiato idea e le ha assegnato le progettazioni in urdu: a volte capita, quando  in vena di cattiverie. Aadhya non  molto ferrata nello scritto, e comunque anche differenze impercettibili di significato hanno grande importanza in questo contesto. Per esempio, ti piacerebbe tanto avere la certezza che non stai costruendo un cannone esplosivo alla rovescia.
E ti piacerebbe altrettanto costruire qualcosa che possa esserti d'aiuto in occasione del diploma, ma le opzioni di Aadhya erano un sifone per mana, un perfora-corazze e una fioriera da giardino. Un sifone per mana, detto senza mezzi termini,  uno strumento da stregone oscuro e, in ogni caso, l'ultima cosa di cui avrebbe mai bisogno chiunque sia mio alleato. Un perfora-corazze sarebbe stato un'arma formidabile contro i nefasti robotici, peccato che nell'ultimissima riga delle specifiche tecniche fosse scritto che lo scopo di questo artificio in particolare era ottenere carapaci utilizzabili di wespecelle, nefasti robotici che si autoriproducono e che somigliano vagamente a vespe grandi come il mio pollice. I loro carapaci sono fatti di metallo impregnato di mana e sono molto utili, ma un perfora-corazze di dimensioni adeguate al combattimento li ridurrebbe in minutissimi pezzi.
Forse potresti vendere il secondo a qualcuno delle cerchie dissi.
No, finch non siamo fuori replic Aadhya, facendo la smorfia che meritava quell'oggetto: aveva ragione, nessuno all'interno della scuola avrebbe comprato un arnese da artificiere di qualit appena passabile. Non era come l'incantesimo di controllo delle fasi di aggregazione che veniva dai miei sutra, cos utile e costoso all'esterno da meritare che qualcuno approfittasse di un sostanziale vantaggio gi qui dentro e acquistasse l'incantesimo per gli usi futuri della sua famiglia. Quanto a Aadhya, poi, c'era il problema di come la Scholomance le avrebbe fatto testare l'artificio. Sono sicura che sarebbe stata tanto generosa da fornirle un intero nido di wespecelle vive su cui fare pratica.
L'ultima opzione era una combinazione di lampada solare e fioriera ad autoirrigazione impilabili per creare un giardino verticale usando pochissimo mana, e allestire cos una serra anche in uno spazio minuscolo e privo di luce naturale. Sarebbe stato carino averla in una stanza della Scholomance, ma naturalmente le specifiche tecniche precisavano che la fioriera doveva essere lunga quattro metri e mezzo, vale a dire che non sarebbe entrata nemmeno in una stanza a doppia larghezza. Dopo aver finito di tradurre quel pezzo, mi accorsi con rammarico che l'unico posto in cui quelle fioriere sarebbero state perfette era nelle piccole cerchie della Pietra Dorata che con tanta intensit avevo sognato di costruire. Forse era colpa mia se a Aadhya avevano appioppato quel progetto: se passi molto tempo con i tuoi alleati, a volte  possibile che le loro intenzioni comincino a influire sul tuo lavoro.
Mi dispiace dissi in tono triste quando le passai la traduzione del progetto da guardare.
Accidenti, ci vorr un'eternit per mescolare questi strati di calcedonio con la sabbia disse, costernata. E non ho ancora finito il liuto.
Dallo scorso trimestre lavorava al liuto ogni momento che aveva libero, ma aveva un bisogno disperato di pi tempo. Aadhya ha un'inclinazione per i materiali esotici, specie quelli sottratti ai nefasti. Possiedono tantissimo potere, come potete immaginare, ma la maggior parte degli artefici non sa trattarli; o si limitano a non funzionare o, pi facilmente, l'artificio si guasta in modo dannoso e strabiliante. Aadhya riesce quasi sempre a far funzionare i materiali dei suoi progetti, ma il liuto era dieci volte pi difficile di qualunque altra cosa avesse mai costruito. La zampa di ragnosirena che le avevo dato era servita per fabbricare la cassa dello strumento, il dente di stegosauro era diventato ponticelli e piroli, e per le corde aveva usato i capelli che Liu aveva tagliato all'inizio dell'anno scolastico. Quindi aveva intagliato sigilli di potere sull'intero strumento e li aveva contornati con la lamina d'oro incantato che la sua famiglia le aveva mandato il giorno dell'Iniziazione. Mettere insieme il tutto sarebbe stato difficile anche per un artefice professionista con un piano di lavoro carico dei suoi attrezzi preferiti, e noi avevamo riposto in quello strumento moltissime delle nostre speranze per il diploma.
L'ultimo anno passi met del tuo tempo a restare vivo, met a frequentare le lezioni e met a elaborare una strategia per il diploma che ti permetta di superare il salone. Se non riesci a fare in modo che l'equazione quadri a dovere, muori. Quasi tutte le alleanze dedicano un sacco di tempo a individuare la tattica migliore: confidare nella velocit e nell'elusione, facendosi strada in mezzo all'orda tra una schivata e l'altra; costruire un enorme scudo frontale e filare dritti alle porte; farsi grandi come moscerini e provare a saltare da una squadra all'altra lasciandosi portare dagli altri; e via di questo passo.
La nostra alleanza aveva una strategia di base molto scontata: le mie compagne avrebbero impedito ai nefasti di interrompermi mentre lanciavo i miei incantesimi, e io avrei sterminato ogni cosa si presentasse su un percorso preordinato che conduceva dritto alle porte. Semplicissimo. Solo che non lo era affatto, perch la maggior parte degli incantesimi non  in grado di sterminare proprio tutto. Persino La Main de la Mort non funziona su tutto; tanto per cominciare,  inutile sull'intera categoria dei nefasti psichici, dal momento che tecnicamente non esistono. Sta di fatto che quelle creature possono ucciderti lo stesso.
Non sarebbe bastata nemmeno una quota della riserva di mana newyorchese per alimentare uno dei miei incantesimi maggiori. Nel salone dei diplomi ci sarebbero stati altri sei studenti di New York oltre a Chloe, e tutti avrebbero preteso notevoli quantit di mana per se stessi e le loro squadre: se anche non avessero avuto intenzione di chiudermi i rubinetti in anticipo, avrebbero senz'altro imposto un limite al mana che potevo ricevere durante l'evento clou.
Di conseguenza, tutta la nostra pianificazione si incentrava su un unico punto, e cio su come ottenere mana sufficiente a permettermi di continuare a sterminare nefasti per tutto il tragitto verso i cancelli. Gli strumenti chiave erano il liuto di ragnosirena di Aadhya e l'incantesimo della famiglia di Liu. Prima che lei iniziasse la scuola, sua nonna le aveva dato di nascosto un potentissimo incantesimo canoro per l'amplificazione del mana da portare qui. Liu non era in grado di lanciarlo da sola - la sua inclinazione era per gli animali - e comunque ci volevano due o tre dei maghi pi potenti della sua famiglia per farlo funzionare. Dopo una lunga e scrupolosa pratica di cinese, avevo finalmente imparato le parole dell'incantesimo. Il nostro piano era che, appena prima di salpare per il salone dei diplomi, Liu si mettesse a suonare la melodia sul liuto di ragnosirena mentre io cominciavo a cantare il testo, dopodich lei avrebbe continuato a suonare, senza smettere neanche dopo la fine dei miei massacri. Con uno strumento magico, l'effetto dell'incantesimo si sarebbe protratto, e tutta la nostra squadra avrebbe beneficiato del mana amplificato. Liu avrebbe quindi occupato il posto centrale della nostra formazione, alimentando l'incantesimo, Chloe e Aadhya si sarebbero messe ai lati, coprendo lei e me, e io mi sarei piazzata in testa al gruppo.
Quella era la teoria, almeno. Purtroppo per il liuto non stava funzionando esattamente secondo i piani. Lo avevamo testato qualche settimana prima, mentre ancora cercavamo con insistenza di fabbricare una trappola per Orion. Liu aveva scritto un incantesimo attira-nefasti con l'idea che una sera facessimo una piccola sfilata tipo Pifferaio Magico lungo qualche corridoio, con me a cantare, lei a suonare e Orion ad ammazzare l'uno dopo l'altro i nefasti che ci saltavano addosso.
Vi lascio immaginare quanto trovassi allettante la prospettiva di andarmene in giro strillando: Vieni, micio micio. Ho passato la vita cercando di non attirare i nefasti. Ma avevamo bisogno di provare il liuto, e Orion non ci implor esattamente di procurargli qualche nefasto da uccidere, ma era chiaro che avrebbe voluto implorarci eccetera, e cos, dopo che Aadhya ebbe finito l'ultima parte di intarsio, accettammo di fare un tentativo.
Ingurgitammo la cena e ci affrettammo a raggiungere un'aula per seminari libera, gi al piano del laboratorio tecnico, in modo che tutti gli altri fossero ancora di sopra e non potessero assistere all'incredibile idiozia che stavamo per fare. Orion ci ronzava intorno, speranzoso, e stavolta, a titolo precauzionale, chiudemmo con cura tutti i topolini nella loro tazzina a bandoliera. Ci sembr di aver avuto una buona idea, perch da l gli animaletti si scatenarono in una serie di squittii frenetici non appena Liu cominci ad accordare il liuto e io a canticchiare la melodia a bocca chiusa.
A posteriori, i topolini stavano solo cercando di avvertirci. Liu suon le prime note, io cantai tre parole, e i nefasti accorsero da ogni parte. I cuccioli di nefasti. Larve di cong uscirono dallo scarico, ali della notte, anche loro allo stadio larvale, cominciarono a cadere dal soffitto, brandelli sottili che somigliavano a fazzoletti spiegati e che forse sarebbero diventati smaltitori [si scrostarono dalle pareti, imitazioni grandi come il mignolo del piede e mille diverse creature mollicce e irriconoscibili presero a uscire da ogni possibile anfratto dell'intera aula e a convergere su di noi come un'orribile onda viscida e lenta che si ingrossava su ogni superficie.
Funziona! esclam Orion, entusiasta.
Noi, non essendo delle squilibrate totali, corremmo subito verso la porta, con i nefasti che scricchiolavano e facevano ciac ciac sotto i nostri piedi mentre altri di loro continuavano ad arrivare, strisciando fuori da minuscole fessure tra i pannelli di metallo, trasudando dagli angoli, cadendo dal soffitto, e riversandosi come un torrente dal condotto di aerazione e dallo scarico. Orion riusc a uscire per un soffio prima che chiudessimo la porta con un gran tonfo e la sbarrassimo febbrilmente contro la massa compatta di nefasti. Chloe si affrett a sigillarne i bordi con un'intera siringa di gel blocca-nefasti al mana mentre io e Liu annullavamo l'invocazione e Aadhya toglieva le corde al liuto. Ci barricammo l, fissando la porta, pronte a scappare, fino a che non fummo sicure che avesse smesso di fare bozzi, e a quel punto ci mettemmo tutte a saltare su e gi, a scuoterci all'impazzata, a battere i piedi e a colpirci a vicenda per toglierci le larve dai capelli, dai vestiti e dalla pelle, scaraventandole sul pavimento dove le calpestammo e le spiaccicammo in preda alla frenesia. Siamo abituati a scacciare larve di nefasti con un colpetto -  sempre appagante farle fuori cos piccole quando se ne ha l'occasione - ma c' una tremenda differenza tra un solo, minuscolo smaltitore che si sforza in ogni modo di mangiarti un millimetro quadrato di pelle e mille smaltitori disseminati su tutto il corpo, sui vestiti e sui capelli.
Nel frattempo Orion, nel corridoio dietro di noi, esclam in un tono a met tra l'esasperato e il lamentoso: Ma ci avete provato a malapena!, e prosegu con altre cazzate assurde fino a che non ci rivoltammo contro di lui per gridargli all'unisono di chiudere il becco per sempre e lui ebbe il coraggio di borbottare qualcosa - sottovoce, non aveva tendenze suicide - sulle ragazze e il loro comportamento.
Fui contenta che non dovessimo pi trovare un modo per rifornire Orion di nefasti, perch dopo quell'esperienza, nessuna di noi aveva voglia di riprovarci. Eccetto lui. Arriv persino a parlare con altri esseri umani nel tentativo di procurarsi informazioni ulteriori sulle trappole. Trascorse la pausa pranzo con cinque o sei ragazzi della cerchia di Seattle e la disperazione disegnata in viso, poi si present al nostro angolo di studio in biblioteca e disse in tono pressante: Ehi, ho scoperto come si fabbrica un'esca per la trappola. L'ingrediente principale  il sangue di mago. Basta organizzare una raccolta di sangue e tutti donano.... Gli manc la voce, immagino, quando sent le parole che gli uscivano dalla bocca e vide le nostre facce, dopodich smise del tutto di parlare e si sedette con espressione tetra. Fu allora che annullammo il progetto-trappola.
Tuttavia, avevamo ancora urgente necessit del liuto. E invece di metterci al lavoro su quello, o almeno su qualcos'altro di idoneo, Aadhya dovette progettare con estrema cura una fioriera da giardino, io dovetti riscrivere - con altrettanta cura - il progetto in urdu per lei, e quando la Scholomance le consegn il prodotto finito da testare, la cosa pi utile che riusc a fare fu piantarci qualche foglia di carota proveniente dalla mensa. Ne nacquero carote grandi all'incirca come il cappello a cilindro di uno gnomo e le usammo per nutrire i nostri topi. Tesorina mangi la sua con molta grazia: si mise seduta, la strinse tra le zampe anteriori e la sbocconcell fino alla fine prima di restituire delicatamente la cima con la foglia da piantare di nuovo.
Se non altro, Aadhya era abbastanza sicura che la fioriera le avrebbe garantito un voto decente. Io ero meno sicura di ottenere voti decenti in Evoluzione dell'algebra, visto che tutti i materiali da leggere erano nella versione originale, e precisamente in cinese e in arabo, le due lingue che avevo appena iniziato a studiare. Aadhya comprendeva in generale cos'erano le equazioni descritte nei testi, cos io potevo lavorare alle serie di problemi, ma starmene seduta a scrivere il saggio per l'esame di met trimestre - Confronta e mostra le differenze tra l'analisi della valutazione polinomiale di Sharaf al Tusi e quella di Qin Jiushao, con esempi d'uso - era stata un'esperienza da dimenticare il prima possibile. L'unica parte di quei materiali che avevo letto davvero erano i titoli, cosa che mi era bastata per cercare gli autori in biblioteca, scoprire che Horner aveva reinventato lo stesso metodo e studiarlo in inglese. E mi ero anche sentita astutissima.
Per tutta la settimana, quindi, andai a lezione trattenendo il fiato, visto che non sapevamo esattamente quando sarebbero usciti i voti. Secondo le previsioni, ricevetti il pi alto per primo: una B+ per il seminario di protoindoeuropeo. Ora le nostre lezioni si tenevano al secondo piano, ma in un'aula ancora pi piccola che aveva una parete in comune con il magazzino delle scorte di alchimia, per cui sentivamo la porta sbattere di continuo quando la gente entrava e usciva. Durante le lezioni, Liesel mi lanciava occhiatacce piene di gelido risentimento, e la mia presenza sull'altro lato della parete faceva s che i nefasti attaccassero spesso il magazzino delle scorte di alchimia, il che mi rese molto amata da tutti, chiaramente. In questo periodo dell'anno, il numero di nefasti che saltava fuori era tale da obbligarli a dare la caccia anche ad altri studenti oltre a me, almeno ogni tanto, ma io restavo il piatto pi richiesto del menu.
Altri voti arrivarono - pian piano e con riluttanza - nei due giorni seguenti: una B+ per il seminario su Merlino e una sufficienza nel compito di Tecnica, un pugnale sacrificale in ossidiana, senza dubbio concepito per scopi sgradevoli, che avevo scelto perch era l'opzione che potevo depennare pi rapidamente, in modo da usare il tempo libero per finire il bauletto speciale riservato ai miei sutra. Ottenni una sufficienza anche in Alchimia, per cui avevo dovuto preparare un barile di acido melmoso in grado di corrodere carne e ossa in tre secondi.
Il luned mattina seguente ebbi finalmente il risultato di Algebra, una D, dopodich mi asciugai metaforicamente la fronte, e mi preparai ad attendere l'ultimo voto, quello per la mia ricerca indipendente. Desideravo tanto che mi dessero la brutta notizia al pi presto, quindi passai l'intera settimana dopo gli esami di met trimestre a tentare di attirarne l'uscita: tenevo la testa bassa e mi concentravo sul mio banco per tutto il tempo, poi distoglievo lo sguardo per trenta secondi buoni proprio a met lezione, perch la scuola avesse solo quell'occasione per lasciar cadere l'informazione dall'alto. Comportarsi cos di solito fa apparire prima il voto, invece stavolta non arriv fino alla fine della settimana.
Solo che quel giorno stavo lavorando all'ultima parte del primo incantesimo maggiore dei sutra, e mi ci ero appassionata tanto che dimenticai di fermarmi a met lezione. Il mio banco imbullonato era una mostruosit di ferro battuto - mi ero sbucciata le ginocchia contro la parte inferiore almeno una settimana s e una no - e l'unico aspetto positivo che aveva era lo spazio per disporvi sopra le mie cose. Tenevo sempre i sutra davanti a me, avvolti in una specie di imbragatura di pelle che mi aveva fatto Aadhya: ricopriva le estremit della copertina, davanti e dietro, e aveva ampie strisce morbide che tenevo legate intorno a tutte le pagine a eccezione di quelle su cui stavo lavorando. Era dotata di una cinghia lunga una trentina di centimetri che potevo allacciare intorno al polso sinistro e che mi permetteva di balzare in piedi in qualsiasi momento e tenere il libro con me anche se dovevo usare entrambe le mani per lanciare incantesimi. Piazzavo i dizionari aperti sopra il libro, all'estremit, e per prendere appunti usavo un piccolo quaderno che tenevo tra le mani appoggiate al bordo del banco perch non toccasse le pagine dei sutra.
Non  che il libro fosse cos fragile; era fatto di una carta pesante davvero bella e non sembrava essere invecchiato pi di due mesi da quando l'ultimo pezzetto di doratura si era seccato. Ma questo si doveva chiaramente al fatto che il libro stesso si era allontanato di soppiatto dal proprietario originale circa due mesi dopo che l'ultimo pezzetto di doratura si era seccato, e io non volevo che succedesse anche a me, perci lo coccolavo il pi possibile. Valeva la pena di avere i polsi doloranti alla fine di ogni lezione. Ogni volta che esaurivo lo spazio sul mio quaderno minuscolo - cio spesso - strappavo il foglietto che avevo riempito e lo infilavo in una cartellina che tenevo da una parte, poi, ogni sera, ricopiavo gli appunti in un quaderno pi grande custodito in camera mia.
Quel giorno avevo riempito circa trenta di piccole pagine di appunti scritti fitti. La campana era sul punto di suonare e io stavo ancora lavorando quando la cartellina fece una specie di sobbalzo rabbioso e vol di lato gi dal banco, spargendo fogli ovunque; mandai un grido di protesta e tentai di afferrarla, ma era troppo tardi. Fui quindi costretta a impacchettare le mie cose in fretta, sicura che da un momento all'altro mi sarebbe saltato addosso qualcosa. Mi accorsi che tutto il casino era stato causato dalla consegna del mio voto solo quando ebbi finalmente raccolto tutti i miei appunti. Aprii la cartellina per rimetterli dentro e, infilata nella tasca, vidi la strisciolina verde con la scritta LETTURE AVANZ. IN SANS che spuntava dal bordo. La tirai fuori e fulminai con lo sguardo la A+ corredata di un asterisco che rimandava a una nota a pi di pagina: MENZIONE SPECIALE. Solo un'altra maniera per infierire, dicendomi: Guarda quanto tempo hai sprecato. Potevo quasi sentire la Scholomance che rideva di me dall'impianto di aerazione. Ma quella era un'inezia, e nel complesso tirai un sospiro di sollievo; avrebbe potuto essere molto, molto peggio.
E in effetti per altri lo fu. Quel giorno, a pranzo, Cora venne al nostro tavolo: aveva i lineamenti contratti per il dolore e un braccio avvolto nel bellissimo foulard giallo che usava come copricapo e che era ricamato con un incantesimo di protezione, il sangue che inzuppava il tessuto, allargandosi in macchie scure. Non ho passato Tecnica disse, la voce rotta. Con l'altro braccio teneva il vassoio appoggiato alla vita, e il contenuto era piuttosto scarso. Per non chiedeva aiuto. Probabilmente non poteva permetterselo. Non aveva ancora un'alleanza.
Lei, Nkoyo e Jowani erano amici, in quegli anni si erano sempre aiutati a vicenda per i tavoli della mensa e per andare a lezione, ma proprio per questo non rappresentavano un'alleanza fattibile: tutti e tre erano nel corso di Incanti e studiavano le stesse lingue. In pi, Nkoyo avrebbe ricevuto offerte di alleanza migliori del previsto. Anzi, magari ne aveva gi una, dato che quella mattina aveva saggiamente accennato al fatto che l'indomani forse si sarebbe seduta con qualcun altro a colazione. Molte alleanze si formavano dopo l'uscita dei voti di met trimestre. Ma Jowani e Cora sarebbero stati bloccati fin dopo la fine del semestre, quando gli studenti delle cerchie avevano gi le loro alleanze e quelli rimasti fuori si arrangiavano tra loro.
Non  nemmeno che fossero gli studenti peggiori. Per quanto ne sapevo io, scolasticamente parlando erano tutti e tre a met classifica, pi o meno. Ma Nkoyo era una star, gli altri due no. Era sempre stata lei quella che stringeva amicizie e trovava agganci, e quando pensavi a loro tre, pensavi sempre a lei per prima. Cora e Jowani avevano fatto affidamento sulle sue capacit relazionali fin dall'inizio, e per loro era stato un vantaggio... fino a ora, perch nella mente di tutti c'era Nkoyo, non loro.
Nella maggior parte degli anni, questo significava che le loro probabilit si attestavano intorno al dieci per cento. La regola vuole che a farcela sia il cinquanta per cento dei diplomandi, ma ci non significa che abbiano il cinquanta per cento delle possibilit. Gli alleati di studenti delle cerchie riescono a uscire quasi tutti. Ogni squadra perde forse uno o due componenti - che di rado appartengono alle cerchie - e questo rappresenta circa il quaranta per cento del corso. Di conseguenza, quelli che muoiono fanno quasi tutti parte del sessanta per cento che non ha dalla sua parte uno studente delle cerchie. Naturalmente anche questa percentuale ti offre probabilit maggiori di quelle che avresti all'esterno della Scholomance, il che spiega perch i ragazzi continuino ad arrivare.
Se l'impianto di disinfestazione gi nel salone dei diplomi fosse stato davvero riparato, se per quest'anno avesse retto, in fin dei conti forse ce l'avrebbero fatta. Ma le probabilit di Cora non sarebbero aumentate affatto se avesse iniziato la seconda met del semestre con un braccio che era rimasto ferito perch aveva combinato un casino e valutato male l'impegno da mettere nel compito di Tecnica. Nessuno studente di una cerchia che avesse dato un'occhiata a quel braccio le avrebbe chiesto di entrare nella sua squadra. Sedette con cautela, facendo del suo meglio per non urtare la ferita, ma una volta seduta dovette comunque chiudere gli occhi per qualche minuto e inspirare a fondo prima di tendere l'unica mano sana verso il suo latte, ancora tremante.
Nkoyo si allung in silenzio e apr la confezione. Cora la prese e bevve senza guardare l'amica. Nkoyo non era stata sleale. Aveva aiutato Cora e Jowani ad arrivare fin l; non era colpa sua se non poteva accompagnarli fino in fondo, se loro non erano abbastanza in gamba e lei aveva dovuto abbandonarli per potercela fare, come i propulsori ausiliari dei razzi che, una volta esaurito il combustibile, si staccano e precipitano mentre il modulo orbitale prosegue il suo volo oltre la gravit. Non c'era niente che potesse fare per salvarli, e loro avevano preso la loro decisione venendo qui. Cora, per, continuava a non guardarla in faccia, Nkoyo continuava a non dirle niente e tutti noi che eravamo al tavolo fingevamo di non guardare il braccio di Cora macchiato di sangue quando invece lo stavamo facendo, naturalmente.
Non sapevo che avrei detto qualcosa fino a che non aprii la bocca. Posso curarti il braccio se gli altri mi aiutano dissi, e tutti smisero di mangiare e mi fissarono, chi con la coda dell'occhio, chi a bocca aperta. Non ci avevo riflettuto, mi era uscito e basta, ma l'unica cosa da fare davanti a quegli sguardi era andare avanti.  un incantesimo da fare in cerchio. Non bisogna metterci del mana extra, funzioner se ci limitiamo a non spezzare il cerchio, ma devono farlo tutti quelli che sono gi qui.
In realt, questa  una semplificazione di come funziona l'incantesimo in questione. Il principio di fondo  che devi trovare un gruppo di persone disposte a mettere da parte il loro ego e a offrire il loro tempo e la loro energia per contribuire a un incantesimo che andr a vantaggio di qualcun altro e non aiuter direttamente nessuna di loro. Ma c' un problema: se dopo aver chiesto a un determinato gruppo, qualcuno si rifiuta o non ce la fa, l'incantesimo non riesce.  una delle formule di mia madre, se gi non l'avete capito.
Per un momento nessuno parl. E non  cos che funzionano le cose qui dentro, nemmeno lontanamente. Non si fa niente per nessuno senza averne un guadagno, e il guadagno deve essere sempre materiale, a meno che non sussista un legame pi significativo, un'alleanza, una frequentazione, roba cos. Ma  proprio questo il motivo per cui sapevo che l'incantesimo avrebbe funzionato, se avessero accettato tutti. Fare qualcosa senza ricavarne niente significa molto di pi qui dentro che all'esterno. Anche la stessa Cora mi stava fissando, perplessa. Non eravamo amiche; era disposta a sedersi al mio stesso tavolo adesso, adesso che Chloe Rasmussen di New York era mia alleata e che Orion Lake in persona si sarebbe unito a noi non appena fosse uscito dalla fila con il suo vassoio, ma in questi anni aveva tollerato a malapena la mia presenza nelle mattine in cui Nkoyo mi permetteva di seguirli mentre andavano al laboratorio di lingue. In genere era scostante, ed era sempre stata gelosa della compagnia di Nkoyo, per c'era pi di questo: lei era un drago in magia spirituale, la sua famiglia aveva una lunghissima tradizione in quel campo, ed era evidente che aveva pensato - e forse ancora pensava - che invece io avessi ereditato una specie di spiacevole bagaglio dalla mia.
Nkoyo non diceva nulla. Fissava il proprio vassoio senza alzare gli occhi, le labbra tra i denti e le mani strette a pugno, in attesa, in attesa che qualcun altro parlasse. Avrei tanto voluto che Orion fosse gi l, e a quel punto Chloe disse: D'accordo, tendendo la mano a Aadhya, seduta tra me e lei.
Aadhya rientrava decisamente nella categoria di quelli che guardavano con la coda dell'occhio, pi interessata a me che alla richiesta stessa. Riuscivo quasi a sentirla: Senti un po', El, stai cercando di sviluppare una vocazione al martirio o cosa?. Ma dopo una lunga occhiata critica, si limit a sospirare e disse: S, va bene, prendendo la mano di Chloe e tendendomi l'altra. Gliela strinsi, e mentre lo facevo sentii nascere il vincolo profondo del cerchio. Mi voltai e offrii l'altra mano a Nadia, un'amica di Ibrahim. Lei gli lanci un'occhiata, ma un attimo dopo prese la mia mano, e lui prese la sua, allungando l'altra a Yaakov, dall'altra parte del tavolo.
Avevo formato dei cerchi con la mamma, qualche volta. Non me lo aveva chiesto molto spesso, e quasi sempre era accaduto quando c'era in ballo una lesione magica; di solito si trattava di persone che soffrivano per il sortilegio di un mago oscuro, per la complicazione di un incantesimo lanciato da loro stesse o per l'attacco di qualche nefasto. Guarire una cosa simile  molto pi facile se ti aiuta un altro mago, anche bambino, piuttosto che essere soltanto tu e una banda di profani entusiasti che per non possiedono mana. Ma se la mamma non me lo aveva chiesto spesso era perch la maggior parte dei maghi che arrivavano da lei in cerca di aiuto non riuscivano a evitare di sentirsi a disagio vicino a me. Erano gi vulnerabili, e quando mi guardavano, lo facevano come conigli che guardano un lupo... un lupo mezzo morto di fame che a volte tentava di mordere anche la mano che lo nutriva perch lo teneva al guinzaglio. Non mi andava mai di aiutarli. Erano malati e deboli e maledetti e avvelenati e disperati, ma facevano comunque parte del branco che mi detestava, che lasciava sola e spaventata e disperata anche me. Di conseguenza, la mamma me lo chiedeva soltanto quando aveva proprio tanto bisogno del potere proveniente dal mio consenso, perch sapeva che altrimenti le avrei detto di no. E lo avevo fatto, di malavoglia, in parte per rendere felice la mamma e in parte per dimostrare a me stessa che non ero ci che loro vedevano guardandomi.
Ciononostante, non avevo mai formato un cerchio per conto mio. L'idea  abbastanza semplice: il mana di ciascuno scorre attraverso tutti noi che facciamo parte del cerchio, intensificato dalla nostra condivisione dello stesso proposito. Quindi bisogna solo lasciare che il mana continui a fluire lungo il cerchio fino a che non se ne accumula abbastanza. Ma il fatto che l'idea sia facile da descrivere non significa che sia facile da realizzare.
Infatti mi accorsi troppo tardi che sarebbe stato ancora pi difficile proprio perch tutti coloro che sedevano intorno a quel tavolo erano maghi. Con l'incantesimo della mamma, puoi guarire ferite interiori mettendo insieme un gruppo di persone comuni perch non ti serve pi mana di quello che gi produci solo sforzandoti di restare nel cerchio, ti serve soltanto un mago all'interno del gruppo che sia in grado di catturare il mana e trattenerlo il tempo necessario per l'incantesimo. Con una combriccola di maghi quasi adulti, invece, il mana si stava accumulando in grandi quantit e molto in fretta, tanto che potevo gi sentire gli altri tirarlo, in un certo senso. Non lo facevano nemmeno apposta; chiunque avesse deliberatamente tentato di appropriarsi del mana avrebbe causato l'interruzione del cerchio. Ma il punto  che tutti noi pensiamo di continuo a qualche tipo di magia, ogni singolo minuto del giorno e gran parte della notte; tutti noi abbiamo incantesimi da mettere a punto, progetti di artifici in corso, pozioni che fermentano nel laboratorio e diploma-diploma-diploma nella testa. Tutto quel mana sotto il naso, e io chiedevo loro di usarlo per salvare il braccio di Cora invece della loro pelle.
Era dura per loro, ma lo era anche per me. Dovevo concentrarmi allo spasimo sull'incantesimo di guarigione mentre sui due lati del tavolo il cerchio guadagnava componenti e, a uno a uno, con un po' di incertezza, anche altri aggiungevano le loro mani. Alla fine Jowani e Nkoyo lo chiusero, stringendosi le mani dietro la schiena di Cora, e a quel punto il cerchio fu completo e l'intera corrente di mana cominci a scorrere. Tutti sobbalzarono o strillarono. Avrei dovuto avvertirli, ma ormai non potevo pi dire nulla che non fosse l'incantesimo. In ogni caso, non avevo energie mentali da sprecare. Gli altri non interruppero il contatto, continuando cos ad alimentare il mana frutto di quella scelta, via via rafforzato dalla nostra concentrazione sullo stesso obiettivo, un obiettivo che non era per noi, cos che n speranza n paura potevano offuscare il nostro proposito. E la sorpresa non faceva male, anzi, aiutava, perch restare nel cerchio era stata una scelta di tutti.
Be', aiutava ad accumulare mana. Ma io cominciai a sentirmi pi o meno come se mi fossi offerta volontaria per montare un cavallo particolarmente impetuoso che faceva del suo meglio per disarcionarmi mentre mi aggrappavo al bordo della sella. Il mana era un'onda che si ingrossava nel suo viaggio lungo il cerchio, sempre pi grande a mano a mano che avanzava; provai a lanciare l'incantesimo la prima volta che quell'onda mi pass davanti, ma accadde cos in fretta che la mancai, e al giro successivo l'onda divent ancora pi grande e turbolenta. Tutto quel mana che scorreva in noi ispirava enormemente la nostra immaginazione. Quando torn una seconda volta, dovetti fare uno sforzo mentale tremendo per trascinare con decisione il mana fuori dal cerchio e dentro l'incantesimo.
Se non altro, le parole non erano difficili da ricordare. Alla mamma non piacciono incanti macchinosi o troppo dettagliati. Non ti servono se scegli di richiedere puro, nobile altruismo. Che il braccio di Cora guarisca, che il braccio di Cora torni intatto, che il braccio di Cora stia bene dissi, con l'impressione di rantolare mentre annaspavo in acque profonde, la testa all'indietro per tenere la bocca al di sopra della superficie, e il mana mi attravers ruggendo per poi uscire da me.
L'incantesimo strapp la fasciatura dal braccio di Cora con il brusco schiocco di qualcuno che scuota una federa fresca di bucato. Lei strill e si afferr il gomito: tutto il suo braccio era tornato liscio e intero in un attimo, come se non gli fosse mai successo niente. Cora apr e chiuse la mano un paio di volte, poi scoppi in lacrime e pos la testa sul tavolo tra le braccia piegate a mo' di protezione, nel tentativo di nascondersi da noi mentre singhiozzava. Il foulard giallo, penzolante dall'incavo del braccio, svolazz ancora una volta come uno stendardo, senza pi una macchia di sangue.
Consuetudine vuole che, quando qualcuno ha un crollo, tu non gli presti la minima attenzione e prosegua nella conversazione fino a che non si riprende. Ma qui le circostanze erano un po' insolite, e non  che ci fosse una conversazione gi avviata da portare avanti. Yaakov recit una preghiera in ebraico, sottovoce e tra s, con la testa china, ma nessun altro tra noi era religioso, cos, mentre lui passava un bel momento spirituale con se stesso, noi continuammo a sentirci imbarazzati e a guardarci l'un l'altro per evitare di fissare Cora, anche se ovviamente era quello che avremmo voluto fare. Jowani, che era alla sua sinistra, perse la battaglia e permise ai suoi occhi di dare una sbirciatina.
Cos'avete fatto? volle sapere Orion, e la sua domanda mi fece sobbalzare; si era avvicinato al posto vuoto vicino a me che Aadhya gli aveva tenuto, e ora fissava Cora proprio come noialtri cercavamo disperatamente di non fare. Cos' stato? Voi...
Abbiamo formato un cerchio di guarigione risposi, con un tono sprezzante che mi richiese un certo sforzo. Sar meglio che ti sbrighi a mangiare, Lake, la campana suona tra poco. Hai gi ricevuto il voto per il tuo seminario di Alchimia?
Orion pos il vassoio e si sedette accanto a me come se si muovesse al rallentatore, senza togliere gli occhi da Cora. Non si rasava da una settimana, e anche prima sembrava sempre trasandato; i capelli gli erano cresciuti tanto da richiedere che ci passasse almeno le dita per tenerli in ordine - qui abbiamo poche pretese - ma lui non faceva neanche quello. La maglietta di Thor, la stessa da quattro giorni, era pi fragrante del solito, e sulla guancia aveva sbaffi persistenti di fuliggine e di polvere di asfodelo color azzurro brillante. Non avrei detto una parola, perch non erano affari miei e avrebbero continuato a non esserlo fino a che non fosse diventato cos puzzolente da giustificare una mia lamentela motivata unicamente dal condividere un tavolo con lui, e a quel punto forse qualcun altro mi avrebbe battuta sul tempo. O forse no:  pi probabile che la maggior parte degli studenti preferisca imbottigliare l'aroma e rivenderselo come Eau de Lake o simili. Sospettavo che avesse passato le ultime settimane a caccia di quei nefasti appena oltre lo stato larvale che avevano cominciato a strisciare fuori dalle tubature.
Gli diedi una gomitata nel fianco, e finalmente si riscosse abbastanza da fissare me invece di Cora. Cibo. Voto Alchimia. Allora?
Abbass lo sguardo sul vassoio: sorpresona, cibo! Cose che metti in bocca e ti mantengono in vita!  il massimo che si possa dire della cucina della Scholomance. Dopo aver superato l'enorme meraviglia di riscoprire la propria esistenza, Orion cominci a mangiare abbastanza in fretta. Con la bocca ancora piena, disse: No, arriver oggi, immagino, oppure venerd, ma continu a fissare Cora finch non gli diedi un'altra spinta perch si stava comportando da coglione maleducato. A quel punto se ne rese conto e abbass gli occhi sul suo piatto.
Avrai pur visto un incantesimo prodotto da un cerchio, vivendo a New York dissi.
Non mi sembrano cos replic lui, e poi ebbe il coraggio di chiedermi: Comprendeva qualche stregoneria?.
Vuoi fare lo spiritoso, vero? dissi. No, pezzo di oritteropo,  uno degli incantesimi di guarigione di mia madre. Non si ottiene niente in cambio.
Non  proprio vero, almeno secondo la mamma: lei insiste a dire che ricevi sempre pi di quello che dai se offri liberamente il tuo lavoro, solo che non sai quando riceverai la ricompensa, non puoi pensarci o prevederla e non avr la forma che ti aspetti, perci, in poche parole, la ricompensa  del tutto indimostrabile e inutile. D'altra parte, non vedo investitori in capitali di rischio che facciano la fila per darmi un passaggio sui loro jet privati, quindi cosa ne so?
Mmh disse Orion con aria un po' dubbiosa, come se non fosse sicuro di credermi.
Al massimo  stregoneria negativa aggiunsi. Di tanto in tanto, uno stregone oscuro pentito viene dalla mamma in cerca di aiuto, uno che  come stava per diventare Liu: non un mostro felice di esserlo, ma uno che ha percorso solo un tratto di quella strada - di solito per superare vivo la pubert - e adesso ha cambiato idea e vuole ricominciare. A uno cos la mamma non purifica lo spirito o cose simili, ma se lo chiede con sincerit, gli permette di unirsi al suo circolo, e di norma dopo aver passato come componente del circolo lo stesso numero di anni che ha passato come stregone oscuro, torna di nuovo a posto, e lei gli dice di creare un suo circolo in qualche altro luogo.
Forse  per questo che ti sembra strano disse Aadhya, rivolta a Orion. Vedi un'aura?
Nmgh grugn lui con mezzo chilo di spaghetti che gli pendevano dalla bocca. Tir su quelli penzoloni e li mand gi:  pi... per un attimo lei ha avuto questi contorni molto nitidi. Come te a volte, aggiunse per me, poi arross e abbass lo sguardo sul piatto.
Lo guardai di traverso, niente affatto lusingata. E perch esattamente questo ti ha fatto pensare che l'incantesimo usasse la stregoneria?
Ehm fu la fiacca risposta. ... pu essere solo energia? azzard con una certa dose di disperazione.
Hanno questi contorni netti, i nefasti? domandai.
No? Cominci ad afflosciarsi sotto il mio sguardo furioso. Qualcuno? A volte?
Rimuginai sulla faccenda mentre ingollavo il resto della mia cena. A quanto pareva, ogni tanto gli sembravo un nefasto. Anche se Orion non vedeva niente di strano negli stregoni oscuri umani: non si era accorto che Jack, il nostro vicino divora-vite, era uno di loro se non dopo che quel simpaticone aveva provato a lasciare le mie budella impilate sul pavimento della mia camera. E d'accordo, ci sono tanti maghi che ogni tanto usano un pizzico di stregoneria rubata a creature come piante o insetti o sgraffignata da un lavoro che qualcun altro ha lasciato incustodito, cos tanti che Orion poteva avere difficolt a distinguere gli stregoni oscuri pi incalliti. Noi che usiamo esclusivamente il mana che generiamo noi stessi o che qualcuno ci ha donato liberamente siamo la minoranza. Eppure... a quanto pare chi mi guarda vede pi un mostro che una strega malvagia. Grandioso.
E cosa ancora pi grandiosa: Orion lo trovava attraente. Sembrava che Aadhya avesse avuto fin troppa ragione riguardo a quello che Orion vedeva in me. Non sono una specie di pallida romantica che esige di essere amata per la sua fulgida interiorit. La mia interiorit  straordinariamente irascibile, tanto che spesso non ne desidero la compagnia io stessa, e in ogni caso uno dei motivi principali per cui di recente ho evitato la stanza di Orion  stata la netta sensazione che per tutti gli interessati sarebbe stato meglio che non lo vedessi tanto presto senza maglietta, perch sarebbe stato come gettare benzina sul fuoco. Per non ero entusiasta all'idea di essere considerata attraente perch sembro una terrificante creazione di magia nera invece che malgrado.
Rimuginai sulla faccenda a tal punto che mi persi le implicazioni del resto del discorso di Orion fino a che non mi avviai arrancando su per le scale, verso la mia sessione di studio del mercoled in biblioteca. Poco prima di arrivare in cima - dove tutto il mio stormo di matricole attendeva che le conducessi alla potenziale calamit da cui avrei dovuto salvarle quel giorno - mi fermai di botto, rendendomi conto che se Orion non aveva ancora ricevuto i risultati del suo seminario avanzato, non era perch stava per ottenere una A+, dal momento che era rimasto cos indietro su tutto da dimenticare persino di cambiarsi la maglietta. Stava per essere bocciato.
E quando sei bocciato in Alchimia, non vieni attaccato dai nefasti. Puoi solo interagire a livello molto intimo con la tua ultima preparazione di pozioni, ed essere una macchina ammazza-mostri invincibile non serve a niente se ti inzuppano in un barile di acido corrosivo usato per incidere rune mistiche nell'acciaio, vale a dire nel compito di met trimestre assegnato a Orion.
Sollevai lo sguardo verso gli otto giovincelli fermi sugli ultimi gradini: mi stavano tutti scrutando con ansia. A quel punto dissi: Bene, oggi gita scolastica, e feci dietrofront, guidandoli di sotto in una corsa di tre gradini alla volta che per poco non li fece finire in fondo alle scale uno sopra l'altro. Dovetti letteralmente afferrare Zheng per evitare che ruzzolasse oltre il pianerottolo del piano di Alchimia. Dopo averlo raddrizzato, mi precipitai lungo il corridoio, seguita dai ragazzi che correvano alla massima velocit consentita dalle loro gambette corte. Non sapevo in che aula fosse Orion, cos mi limitai ad aprire la porta di ogni laboratorio che vedevo e a urlare: Lake?, finch qualcuno non url a sua volta:  nella due-nove-tre!. Mi voltai e ripartii di corsa, passando davanti alle matricole che andavano ancora nella direzione opposta e che sterzarono bruscamente per seguirmi, come uno stormo di oche confuse. Mi lasciai il pianerottolo alle spalle e sfrecciai dall'altra parte, spalancai la porta dell'aula due-nove-tre e senza neanche perdere il passo placcai Orion, allontanandolo dal banco di lavoro proprio mentre suonava la campana di inizio lezioni e tutta la complicata attrezzatura per la fermentazione che si trovava nella sua postazione cominciava a tintinnare e a emettere fumo.
Il grosso barile di rame erutt schiuma con tanta violenza da sollevare il coperchio e farlo volare sul pavimento dopo essere scivolato su un enorme torrente di schiuma violetta. Il flusso ininterrotto trabocc dal contenitore per ricadere subito dal piano del tavolo fino a terra, seguito da grandi nuvole di fumo nero che si alzavano sibilanti lungo il suo cammino. Le grida e la fuga disordinata degli altri studenti peggiorarono solo le cose, con esperimenti diversi che prendevano fuoco dopo essere stati abbandonati in tutta fretta. Ci rimettemmo in piedi, brancolando entrambi, ma non vedevamo niente. Mantenni una stretta mortale sul polso di Orion, ma saremmo andati nella direzione sbagliata se dalla porta le matricole non avessero cominciato a gridare: El! El!. Zheng, Jinxi e Sunita - mi ero sforzata di non imparare i loro nomi, per non me la stavo cavando molto bene - formarono una catena che entrava nell'aula e lanciarono incantesimi di luce per indicarci la strada.
Quando riuscimmo a uscire in corridoio, non la smettevamo di tossire con violenza, e anche dopo io non fui in grado di parlare finch Sudarat non si present per offrire a ognuno di noi un sorso d'acqua dalla sua bottiglietta incantata. Quello che invece ero in grado di fare - e feci subito - fu rifilare una sberla alla nuca di Orion quindi stampargli tutte e cinque le dita della mano bene aperta sulla faccia, tanto per ribadire il concetto. Lui mi lanci un'occhiata torva ma esitante, poi scost la mia mano con un colpo della sua.
...
.
...
5. PERQUATTRO.
...
.
...
Questo dovrei farlo in laboratorio disse Orion.
Non ti serve avere tutta l'attrezzatura davanti per copiare una formula chiarissima, Lake, e non ti serve nemmeno pensare di essere furbo replicai, perch quello che intendeva in realt era che avrebbe dovuto mettersi a gironzolare per i corridoi e cacciare il suo naso adunco in ogni aula del piano di Alchimia finch non avesse trovato qualche povero e ignaro lombrico notturno o qualche strige ancora piccola da massacrare. Come tu abbia fatto a passare qui dentro tre anni e un quarto senza imparare che devi stare attento al tuo lavoro  una cosa che va oltre la mia comprensione.
Mand un gemito profondo e pos la testa sul banco, che era poi la mia vecchia scrivania singola, incastrata in una rientranza della biblioteca. Avevo tratto estremo piacere nell'usare il mana di New York per eliminare la trappola esplosiva ancora in attesa che Magnus aveva lasciato l per me l'anno prima; era una delle prime cose che avevo fatto quando Chloe mi aveva dato lo spartisci-potere. Trascinare Orion in biblioteca e spingerlo in un angolo buio era il mio tentativo pi recente di fargli fare il compito di recupero di Alchimia che, se non si fosse messo d'impegno, lo avrebbe senz'altro disintegrato prima della fine del mese insieme a svariati spettatori innocenti e possibilmente me. Avevo cominciato a farmi mostrare i suoi progressi tutte le sere a cena e, dal momento che non ce ne era stato neanche uno nella settimana e mezzo trascorsa dall'ultima volta in cui per poco non mi aveva disintegrata, lo avevo tirato gi dal letto alla prima campana di questo bel sabato mattina e dopo colazione lo avevo condotto di sopra a passo di marcia.
Ma anche l, senza la minima distrazione, pass almeno dieci minuti a fissare tristemente le istruzioni di lavoro per ogni minuto dedicato a leggerle sul serio. Si pu sapere cosa ti prende? chiesi, un'ora e molti altri sospiri dopo. Prima non eri un completo incapace. Hai la crisi dell'ultimo anno o roba cos? Quella  una malattia altamente mortale nella Scholomance.
Sono solo stanco rispose. Di nefasti continuo a non vederne manco uno, sono sempre a corto di mana... no, non lo voglio! aggiunse con uno scatto improvviso quando feci per prendere lo spartisci-potere che avevo al polso. Se trovassi dei nefasti, non avrei bisogno di succhiare mana dalla riserva!
Ti serve per il compito di Alchimia, quindi piantala di fare lo stupido, prendine un po' e finisci il maledetto lavoro! lo rimbeccai.
Lui digrign i denti, poi disse, immusonito: Benissimo, per dammelo tu, non darmi lo spartisci-potere.
La cosa aveva poco senso, perch in tutti i trasferimenti si perde sempre un po' di mana. Non molto, ma anche un pizzico era un inutile spreco di lavoro profondamente seccante di qualcun altro. Cos', una specie di giochino strano? chiesi, diffidente.
No! Sai che non ho accesso alla riserva.
S, perch hai un pessimo autocontrollo sul mana e, se non fai attenzione, finisce che ne estrai un mucchio dissi. Non lo avrei certo coccolato per questo. E allora? Concentrati per cinque secondi.
Il compito di Alchimia aveva sviluppato di colpo un fascino potentissimo, a giudicare dall'intensit con cui lo fissava. Non ... non funziona cos.
Cosa significa, che se ottieni l'accesso prosciughi il pozzo senza volerlo? replicai, sarcastica, ma lui arross come se fosse proprio quello il punto. Parli in base a un'esperienza che hai fatto qui o...
Ho ricevuto uno spartisci-potere per esercitarmi sei mesi prima dell'Iniziazione, come gli altri inizi lui in tono del tutto inespressivo. Ho seccato le riserve attive dell'intera cerchia in mezz'ora. Persino mia madre non  riuscita a staccarmi. Lo guardai a bocca aperta, incredula. Non volt la testa, si limit a una breve, rigida alzata di spalle. Secondo lei ha qualcosa a che vedere con il fatto che sono in grado di estrarre potere dai nefasti.  lo stesso tipo di canale, e io non sono capace di riconoscere la differenza.
Lo fissavo, affascinata. E come mai non sei... esploso? A me sembrava un po' come riempire un gavettone da una manichetta antincendio. Io ho quella che chiunque definirebbe una discreta capacit di immagazzinamento del mana, vale a dire cento volte pi alta della media, ma anche quella non poteva essere una percentuale significativa delle riserve attive di mana dell'intera cerchia di New York. Lui si limit a scrollare le spalle con impazienza, come se non si fosse mai scomodato a pensarci su.
E per cosa diamine l'hai usato, tutto quel mana? Con una quantit del genere, dovresti andare avanti per inerzia per i prossimi dieci anni anche se lanciassi arcani maggiori ogni giorno.
Io non volevo prenderlo, quel mana! L'ho rimesso dov'era! Appena mio padre mi ha fabbricato lo spartisci-potere unidirezionale. Sollev sia il polso sia la stretta striscia intorno. Sembrava un tantino provato, e poi pensai: per una cosa del genere quei cazzoni della sua cerchia dovevano farlo sentire come uno stregone oscuro, o peggio. Uno dei modi pi comuni per abbattere una cerchia  che il nemico sia in combutta con un traditore in grado di rubare una gran quantit di mana dalla riserva interna e trasferirla, dopodich la cerchia avversaria pu distruggere i suoi rivali usando il loro stesso potere.  accaduto poche volte, ma quelle poche sono diventate argomento popolare della narrazione magica, almeno tra i ragazzi che non vivono nelle cerchie. In effetti potrebbe essere cos che  stata abbattuta la cerchia di Bangkok.
Quanto ci ha messo tuo padre a fabbricarlo? chiesi, e le spalle di Orion si incurvarono.
Una settimana borbott. Immagino che a tutti i maghi adulti di New York sia piaciuto un sacco avere in giro un tredicenne con la pancia piena di mana in quantit sufficienti ad annientare la loro cerchia, e immagino abbiano fatto in modo che quella settimana piacesse un sacco anche a lui.
Avrei voluto prenderli a sassate, e magari anche abbracciare Orion e stringerlo forte, ma naturalmente tutte e due le cose erano impossibili, cos mi limitai ad appioppargli un pugno tonificante sulla spalla e a dirgli con calore: Vediamo di rimetterti in sesto, allora.
Estrassi una porzione sostanziosa di mana dallo spartisci-potere. Fino a quel momento, avevo sempre attinto al mana della riserva per le situazioni di emergenza; mi sembrava strano farlo di proposito senza niente che mi minacciasse. Non era come prendere dai cristalli della mamma il mana che avevo messo da parte io stessa; quello dava una sensazione diversa, era un po' pi ruvido sui bordi, come se potessi ancora sentire la fatica e la sofferenza che mi era costato. O forse era solo che, quando lo prendevo, pensavo sempre alla fatica e alla sofferenza che avrei dovuto patire per sostituirlo. Era pi facile e pi gradevole estrarre mana dalle scorte condivise, scorte che non dovevo rabboccare da sola e a cui mi ero gi fin troppo abituata. Orion non era l'unico ingordo. Avrei potuto berne allegramente sino a riempire ogni angolo di me stessa.
Invece ne presi una quantit dosata con cura, la stessa che metto per preparare una formula alchemica, gli posai una mano sul petto e spinsi il mana dentro di lui. Gli sfugg un gemito e chiuse gli occhi, coprendo la mia mano con la sua e premendola l per un istante, tanto che sentii il suo torace espandersi, notai il battito accelerato del suo cuore e il calore della sua pelle attraverso il tessuto liso e sottile della maglietta - se non altro era pulita, quella mattina gliel'avevo fatta cambiare dopo una bella doccia, ma avevamo salito quattro rampe di scale e il suo odore lo avvertivo comunque, per era un buon odore - poi lui apr gli occhi, mi fiss e tenne la mano sopra la mia, il mana che fluiva in mezzo noi, e io fui quasi sicura che stesse per accadere un certo qualcosa che stavolta non avrei evitato, e per quanto fossi anche quasi sicura che si trattava di una pessima idea, mi sembrava una di quelle pessime idee che sul momento sono estremamente divertenti. Poi Orion ritrasse la mano di scatto e url: Ahia!. Il suo pollice grondava sangue. Tesorina era uscita dalla sua tazzina, era scesa lungo il mio braccio senza che me ne accorgessi e lo aveva morso.
Le lanciai un'occhiata incredula mentre Orion, piagnucolando, ripescava un cerotto dallo zaino e copriva il punto in cui Tesorina aveva affondato gli incisivi. La topolina, seduta sul bordo della scrivania, si stava lavando muso e vibrisse con un'aria enormemente soddisfatta. Non mi serve uno chaperon, tantomeno se  un topo le sibilai sottovoce. Voialtri non avete i piccoli gi a un anno di et? Lei si limit a rivolgermi un fremito sprezzante del naso.
Orion evit di guardarmi per il resto della mattina, una bella acrobazia, considerato che eravamo seduti l'uno accanto all'altra. Io mi comportai allo stesso modo, naturalmente. Non ero affatto tentata di agire diversamente. Ci che eravamo stati sul punto di fare, qualunque cosa fosse, mi era sembrato una pessima idea anche in quel momento, ma per fortuna non ero pi in quel momento. Non ero mai stata in un momento cos con nessuno e non mi piaceva per niente. Come cavolo aveva fatto il mio cervello a farsi venire in mente un'idea cos palesemente stupida come baciare Orion Lake tra gli scaffali invece di concentrarsi sui compiti? Ci si sente come in preda ai sintomi di un'infestazione da vermi cerebrali, vedi descrizione del testo del secondo anno sui nefasti: pensieri estranei, di natura misteriosa e insolita, che si manifestano in momenti indesiderati e imprevedibili. Se solo avessi avuto un'infestazione da vermi cerebrali. Invece quello che avevo era Orion, seduto vicino a me con indosso una maglietta troppo piccola risalente al secondo anno di scuola, l'unica pulita che gli era rimasta questa settimana, e il suo braccio a una decina di centimetri dal mio.
Passai quelle tre ore fissando l'ultimo poema del seminario su Merlino che stranamente rifiutava di tradursi da s. Di questo passo, presto avrei cominciato a essere bocciata nei miei, di corsi. E tanto per aggiungere anche la beffa al danno, quando suon la campana del pranzo, Orion si appoggi allo schienale della sua sedia, sospir e disse: Ecco, ce l'ho fatta, e aveva completato l'intera scheda di esercizi. Avrebbe comunque dovuto preparare la pozione, in realt, ma non era un peso cos tremendo: si trattava di una mistura aumenta-riflessi che lo avrebbe reso un killer ancora pi spaventoso per i nefasti di ogni dove. Era un compito di recupero scandalosamente bello. I miei compiti di recupero di Alchimia, invece, sono sempre veleni che uccidono all'istante, uccidono in modo orribile o, a volte, uccidono all'istante e in modo orribile.
Bene dissi in tono acido mentre radunavo le mie cose. Hai ancora bisogno di aiuto, Lake, o dopo pranzo pensi di poterti arrangiare con i misurini senza supervisione?
Me la caver ribatt lui con un'occhiataccia. E a quel punto ricord che tra noi era quasi accaduto qualcosa e, a quanto pareva, secondo lui non era poi cos male come idea, perch smise di guardarmi storto e disse d'impulso: A meno che non ti vada di venire. Mostruosamente assurdo: Ti va di venire gi in laboratorio ad aiutarmi con il mio compito di recupero, era forse il peggior modo di sempre di chiedere un appuntamento, e lui non aveva nessunissimo diritto di invitare qualcuno a fare i compiti, come io non avevo nessunissimo diritto anche solo di pensare di dirgli di s.
E poi quel pomeriggio avevo promesso a Aadhya di aiutarla ad accordare il liuto, perci non potevo dirgli di s. Meno male. Non essere ridicolo, dissi gelida, mentre arraffavo i miei ultimi due libri. Imbarazzato, incurv le spalle, e io mi precipitai lungo la corsia per tornare verso la sala di lettura e le scale, congratulandomi silenziosamente con me stessa per aver calpestato le sue aspirazioni. Peccato che quando cominciammo a togliere i vassoi, Aadhya mi disse: Siamo ancora d'accordo per accordare il liuto adesso?, e Orion, dall'altro lato del tavolo, mi lanci uno sguardo a occhi socchiusi della serie: Ah, altrimenti avresti detto di s, vero?. Evitai di guardarlo. Non aveva bisogno di farsi pi idee di quelle che aveva gi, e nemmeno io. Mi affrettai a uscire dalla mensa con Aadhya per andare in un'aula vuota a lavorare sul liuto, solo che nel momento stesso in cui fummo lontane da altre persone, lei mi diede un colpetto sul braccio, inarc le sopracciglia e fu tutta un: Allooooora?.
Allora cosa? chiesi.
Mi affibbi uno spintone. Vi frequentate, adesso?
No!
Oh, ma dai, sul serio, guardami in faccia e dimmi che non vi siete baciati almeno una volta mentre eravate lass insist Aadhya.
Non ci siamo baciati! replicai in perfetta sincerit, e a cena diedi malvolentieri a Tesorina i tre acini d'uva rossi e maturi della macedonia di frutta che mi ero accaparrata e che per il resto conteneva solo dadini di melone dall'aria stanca e grossi pezzi di pallido ananas non ancora maturo che mi pungevano la bocca. Non prenderlo per un incoraggiamento le dissi. Lei accett gli acini con grazia compiaciuta e and a dormire nella sua tazzina con la piccola pancia gonfia.
Le vacanze praticamente non esistono alla Scholomance. Sarebbero una finzione inutile, ma non  per questo che non le abbiamo: non le abbiamo perch - noi e la scuola - non possiamo permettercele. Dobbiamo continuare a lavorare costantemente anche solo per tenere accese le luci. Quindi abbiamo soltanto il giorno del Diploma e dell'Iniziazione, il 2 luglio, che  anche il momento in cui vengono pubblicate le classifiche dei diplomandi e ha luogo la disinfestazione invernale. Questo, per, comportava che il primo semestre avesse un giorno in pi, e gli americani decisero che si trattava di un tremendo problema, ovviamente da risolvere. Ecco com' che in autunno, dopo che anche l'ultimo dei compiti di recupero post-esami di met trimestre  stato consegnato, o magari no, abbiamo il Festival dello Sport.
In effetti  la pietra miliare dell'anno scolastico: segna l'inizio della stagione di caccia. Per allora, tutti i nefasti che vanno in letargo o entrano nella fase riproduttiva dopo il diploma si sono svegliati e tentano di salire di nuovo ai piani o lo hanno gi fatto contorcendosi i loro adorabili neonati, il che aumenta la violenza della rivalit tra di loro. Tra il Festival dello Sport e Capodanno muore all'incirca una matricola su sette, come avevo comunicato a gran voce e pi volte ai miei novellini, i cui nomi alla fine mi erano entrati in testa nonostante tutti i miei sforzi. Non  mai una buona idea affezionarsi agli studenti del primo anno, e farlo cos presto equivaleva ad attirarsi sofferenza, ma dopo che avevano salvato me e Orion dal brancolare inutilmente in mezzo al fumo sin quasi a morire soffocati, il fascino misterioso della studentessa anziana fredda e distaccata che avevo coltivato si era logorato al punto che avevano cominciato a parlare con me. Anche la mia irascibilit pi aggressiva non era pi in grado di scoraggiarli in modo adeguato.
Mi sembra di capire che l'obiettivo abituale di un Festival dello Sport sia creare spirito scolastico lasciando che gli studenti facciano sport all'aria aperta e si applaudano a vicenda per i loro successi. Noi non abbiamo aria aperta n spirito scolastico, quindi ci riuniamo tutti in palestra e ci applaudiamo l'un l'altro per essere rimasti in vita abbastanza a lungo da sperimentare un altro Festival dello Sport. La presenza  obbligatoria, e la regola viene fatta rispettare chiudendo la mensa per tutto il giorno, cos l'unico posto per procurarsi da mangiare diventa il buffet allestito in palestra, esposto in una lunghissima serie di vetrine stile Automat che vengono rispolverate per l'occasione. Non ho idea di dove finiscano nel resto del tempo. Si possono aprire solo inserendo gettoni, e i gettoni si ottengono solo partecipando a diversi e piacevolissimi giochi tipo staffette e palla avvelenata. Tanto per coronare l'atmosfera festiva, di solito almeno uno o due ragazzi vengono mangiati sulla strada per la palestra, dal momento che parecchi nefasti sono in grado di ricordare le date e sanno che lungo le scale e i corridoi ci sar un buffet allestito per loro.
Quando la Scholomance apr le sue porte per la prima volta, nel 1880, la palestra era stata oggetto di molti incantesimi complessi su pi livelli, in modo che gli studenti avessero l'illusione di trovarsi all'esterno, in mezzo alla natura, tra alberi e cieli aperti che dal giorno passavano alla notte. Era il capolavoro di una formidabile squadra di artefici di Kyoto. Anche a quel tempo, la cerchia di Kyoto era cos potente che quella di Manchester non poteva permettersi di snobbarla del tutto mentre la scuola veniva costruita, ragion per cui le affibbi la realizzazione della palestra. Kyoto si vendic rendendola tanto spettacolare che tutti i visitatori della scuola non parlavano d'altro. Sull'argomento ci sono numerosi resoconti entusiasti, incorniciati e appesi alle pareti tra le planimetrie, corredati di fotografie che si suppone raffigurino la palestra ma sono identiche a quelle di una guida turistica della campagna giapponese.
Da pi di un secolo nessuno ha pi visto funzionare le illusioni ottiche. Dopo che Pazienza e Fermezza, i nostri fauciomachi locali, si sono insediati comodamente nel salone dei diplomi per la prima volta, e gli studenti sono diventati responsabili della manutenzione, tutto  andato a rotoli. Le piante sono morte cos tanto tempo fa che di loro non  rimasta nemmeno la polvere, solo le fioriere di ferro battuto vuote, e sulle pareti di fondo, i colori dei murales di colline e montagne in continuo mutamento sono talmente sbiaditi che adesso sembrano disegnare un paesaggio d'oltretomba. C' una settimana di primavera in cui spettrali frammenti di un bianco candido fluttuano misteriosamente, spargendosi a terra:  quanto rimane dell'esperienza della fioritura dei ciliegi che avremmo dovuto vivere. A volte spuntano alberi del tutto spogli, e c' una piccola pagoda che appare ogni tanto e poi torna a svanire. Non credo che qualcuno sia mai stato cos folle da entrarci ma, nel caso, non ne sarebbe uscito per raccontarlo.
Ciononostante, le lampade solari funzionano ancora, e se non altro abbiamo uno spazio aperto per correre e muoverci, con un soffitto altissimo che ci permette di vedere i nefasti che ci cadono addosso con abbondante preavviso. Quasi tutti gli studenti amano la palestra. Io l'ho evitata praticamente sempre da quando sono alla Scholomance. I nefasti vengono in palestra di continuo; si trova al piano pi basso, quindi  la prima tappa per quelli di loro che sono riusciti, tra mille contorcimenti, a superare le barriere di protezione qui sotto.  un postaccio per una zebra solitaria. Quando tentavo di unirmi a qualcosa di informale tipo un gioco a rincorrersi, nel giro di pochi minuti tutti i membri del gruppo decidevano di passare a qualcos'altro che comportava formare delle squadre, e io ero sempre quella che rimaneva fuori. Allora provavo a correre per conto mio, ma questo faceva di me un obiettivo invitante, e gli altri ragazzi peggioravano le cose. Spostavano di proposito il loro gioco o alcuni attrezzi che raggruppavano alla bell'e meglio in modo da costringermi a correre lungo una stretta corsia vicino alle pareti o ad attraversare un punto intricato del paesaggio grigiastro che era perfetto come nascondiglio di nefasti. Non era un comportamento dovuto a semplice antipatia. Certo, gli stavo antipatica, ma era chiaro che qualunque cosa avesse preso me non avrebbe preso loro.
Di conseguenza non vado in palestra. Preferisco allenarmi da sola in camera mia per accumulare mana, e mi d sempre una bella spinta rimuginare sul motivo per cui devo farlo da sola in camera mia, per cui mi allontanano e mi emarginano.  il genere di cosa che ti fa passare la voglia di allenarti e desiderare solo di sdraiarti sul letto a mangiare gelato, se non fosse che alla Scholomance non c' gelato da mangiare, per cui ti senti ancora peggio, e se a quel punto riesci a importi di allenarti nonostante l'infelicit e la mancanza di voglia, voil, produci mana extra.
Malgrado tutto, sono stata a ogni Festival dello Sport. Non potrei mai permettermi di saltare un giorno intero di pasti, tantomeno un giorno in cui riceviamo i pasti migliori dell'anno. Se non altro, le attivit del Festival sono prestabilite e devi soltanto fare la fila per partecipare a ognuna, quindi nessuno poteva lasciarmi fuori del tutto. Data la quantit di allenamento che faccio da sola in camera mia, di solito finisco con un grosso bottino di gettoni. E un bottino ancora pi grosso di rancore, perch sono chiaramente un'ottima scelta per le squadre, eppure continuano a non prendermi.
Anche quest'anno, mentre entravo in palestra, in automatico ero pronta a vedermi scaricare da Aadhya e Liu. Non voglio dire che me lo aspettavo - sarebbe stata una sorpresa terribile - ma una parte del mio cervello lo aveva messo in programma comunque e aveva elaborato il genere di strategia che avevo sempre seguito durante il Festival dello Sport. Per prima cosa avrei scelto l'arrampicata sulla corda, perch all'inizio la evitano tutti, dato che potrebbero esserci ancora dei nefasti nascosti tra i pannelli del soffitto o mimetizzati con il grigio scolorito e macchiato che una volta era il cielo. L la fila  breve, puoi avere i biglietti rapidamente e dare un'occhiata in giro mentre sei l in alto per capire quali altre attivit hanno poca gente in fila, perch se non hai alleati che ti guardano le spalle, tutto sommato hai maggiori probabilit se accetti di correre qualche rischio subito per procurarti biglietti sufficienti a passare il resto della giornata mangiando e applaudendo meccanicamente fino a che la gente non comincia a tornare all'ovile.
Di conseguenza ero pronta e preparata a essere piantata in asso e lasciata ai margini. Quello per cui non ero pronta era Magnus. Oh, avrei reagito con velocit se avesse tentato di passarmi un qualche tipo di veleno da contatto o se avesse mandato un nefasto robotico roditore minore a masticare una corda mentre mi ci arrampicavo. Per ero del tutto impreparata per quello che fece in realt.
Ero in fila con Aadhya, Liu e Chloe per la staffetta quando inizi una zuffa a base di spintoni. Alcuni studenti anziani piuttosto grossi finirono gambe all'aria proprio sopra la fila, isolando me e Chloe. L'incidente si trasform in una rissa in cui tutti si spingevano con rabbia nel tentativo di conservare il proprio posto o di guadagnarne uno migliore in mezzo alla confusione, e noi fummo spinte fuori dalla fila, a fissare Aadhya e Liu attraverso una ressa disordinata. Aspettavamo gi da venti minuti, e intanto la coda si era allungata parecchio. Se Aadhya e Liu avessero rinunciato al loro posto per venire da noi, avremmo perso il tempo di una o due attivit. Ma tutti quelli che facevano la fila erano alquanto su di giri, e nessuno ci avrebbe permesso di tornare al nostro posto originale senza litigare.
Chloe! grid Magnus dalla coda pi vicina, dove era sul punto di lanciarsi nel tiro alla fune. Ci sono Jaclyn e Sung dietro le vostre alleate, lasciategli i vostri posti e venite qui! Aadhya stava gi mostrando i pollici in su da sopra il mare di teste, e Chloe mi prese per mano e mi trascin di corsa dove stavano Magnus e Jermaine, che nel frattempo avevano spinto via due ragazzi del terzo anno in fila dietro di loro, non abbastanza coraggiosi da mettersi a discutere quando fecero entrare noi al posto loro.
Ero cos sbalordita nel vedere Magnus fare di tutto per rendersi utile che mi ritrovai con le mani sulla grossa fune prima di capire che era stata tutta una messa in scena: il suo alleato Sung era stato senz'altro uno dei ragazzi coinvolti nella rissa, ed ero certa che un paio di altri fossero stati tirapiedi dei newyorchesi. Allungai il collo per dare un'occhiata all'altra coda: a Aadhya e Liu mancavano ancora cinque minuti prima dell'inizio delle staffette, e questo significava che quando avessimo finito qui, per riunirci a loro, io e Chloe avremmo dovuto sprecare quel tempo standocene impalate come sagome da tiro a segno. Avrebbe avuto molto pi senso che loro rimanessero con Jaclyn e Sung e che noi passassimo a qualcos'altro... con Magnus, che a quanto pareva adesso desiderava la mia compagnia. O, per meglio dire, desiderava tenermi lontana da Aadhya e Liu, facendo in modo che fossi saldamente inserita nel clan di New York.
Tebow, se nessuno te lo ha mai detto, sappi che sei uno strofinaccio fradicio comunicai a Magnus quando lasciammo il tiro alla fune. Il nostro lato aveva vinto, e d'altra parte avevo tirato mettendoci un bel po' di furia vendicativa. Si interruppe a bocca aperta all'inizio del discorso siamo-una-grande-squadra che stava per pronunciare, quindi era probabile che non glielo avesse mai detto nessuno, anche se, a mio parere, la somiglianza era straordinaria: freddo, inutile, ti si appiccica quando tu vuoi solo scrollartelo di dosso. Scusa, Rasmussen, ma non ho intenzione di passare tutta la giornata con questo coglione dissi a Chloe, poi mi allontanai a grandi passi verso la lunga fila per le corse dell'uovo nel cucchiaio. Sono sempre popolari, nonostante siano forse l'attivit pi stupida in cui un essere umano pu impegnarsi, perch se anche un cucchiaio si rivela un'imitazione o un uovo fa nascere qualcosa di spiacevole a met corsa, di solito n l'uno n l'altro sono cos terribili, visto che sono grandi solo come un cucchiaio, appunto.
Un momento dopo, Chloe mi raggiunse in fila con un'aria tormentata che mi diede sui nervi perch mi ricordava l'espressione che la mamma assume ogni tanto quando cerca di mettere pace tra me e il residente della comune infastidito pi di recente. Perlomeno Chloe non tentava di convincermi che dovevo provare a guardare le cose dalla prospettiva di Magnus, a suscitare la sua comprensione offrendogli la mia, e via dicendo. Stava ancora pensando a quello che davvero voleva dire - non so perch gli americani non si limitino a parlare del tempo come tutte le persone ragionevoli - quando all'improvviso Mister Mistoffelees mise la testa fuori dalla tazzina sul suo petto ed emise alcuni squittii spaventati, e a quel punto mi accorsi che otto ragazzi della cerchia di Shanghai erano usciti con aria indifferente dalle file che avevamo ai lati e adesso ci stavano circondando con aria tutt'altro che indifferente. Uno di loro stava gi borbottando un incanto per qualcosa di sgradevole che tra poco ci avrebbe lanciato dritto in faccia.
Chloe scocc un'occhiata impaurita a Aadhya e Liu - che erano concentrate sulla staffetta e non badavano minimamente a noi - quindi si guard intorno in cerca di qualcun altro di New York, ma Orion non si vedeva da nessuna parte, doveva essere impegnatissimo a dare la caccia ai nefasti lungo le scale e i corridoi, e naturalmente Magnus il Magnifico se ne era andato indispettito con gli altri suoi compari per poi appartarsi sul lato opposto della palestra e discutere il da farsi, a fronte del mio rifiuto di accettare il loro benvenuto a braccia aperte.
Uno strofinaccio fradicio e lurido dissi, tentando di dare sfogo alla mia rabbia quel tanto che bastava per riflettere a fondo sulla situazione. Non era tanto una questione di numero: posso gestire mille nemici con la stessa facilit con cui ne gestisco sette, sempre che per gestire si intenda uccidere in modo orribile. In caso contrario, non sapevo proprio cosa fare di loro. Ho un incantesimo di prim'ordine che mi permette di acquisire un controllo assoluto sulle menti di un gruppo di persone, peccato non preveda un limite alle dimensioni della folla: lo lanci in uno spazio fisico delimitato, isolato da elementi tipo pareti, e lui colpisce tutti quelli che si trovano all'interno. In questo caso, per, ci trovavamo dentro la palestra, e la palestra conteneva - letteralmente - ogni singolo studente della Scholomance. In pi, l'incantesimo era piuttosto vago quanto ai possibili effetti collaterali sulle menti in questione.
Avrei potuto aspettare che l'altro ragazzo lanciasse il suo, di incantesimo, afferrarlo al volo e rilanciarlo contro di lui.  difficile descrivere come funziona questa operazione, e infatti per la maggior parte della gente non funziona; il libro del primo anno sugli incanti diceva con fermezza che  molto meglio pronunciare un incantesimo difensivo o lanciare un incantesimo offensivo prima che l'altro mago spari i suoi. Ma io sono un drago a rimandare incantesimi, sempre che quelli che vengono lanciati contro di me siano abbastanza crudeli o distruttivi: in effetti avevo il forte presentimento che quei requisiti non sarebbero stati un problema in questa occasione.
E poi avrei avuto il piacere di assistere da vicino mentre la pelle, la sua, gli si staccava dal corpo o le budella gli esplodevano dalla bocca o il cervello gli sgocciolava dalle orecchie o qualunque altra cosa terribile intendesse farci, a me e a Chloe, e quella sarebbe stata la pi pura delle legittime difese; nessuno mi avrebbe criticata per questo. Non in faccia, in ogni caso.
Mi sarebbe davvero piaciuto essere arrabbiata con loro, in quel momento. Non ho nessuna difficolt a considerare atti di estrema violenza, o addirittura l'omicidio, quando sono arrabbiata, e posso arrabbiarmi con un appartenente a una cerchia in un batter d'occhio. Con loro, per, non potevo essere arrabbiata, non in quel modo, non con quell'utile, bruciante, legittima collera, perch sono davvero molto brava a riconoscere la cosa giusta da fare, la cosa intelligente da fare, e scatenare una battaglia all'ultimo sangue contro una maga in grado di uccidere con un gesto della mano non lo . Se ero cos pericolosa da giustificare il mio omicidio, la cosa pi intelligente, egoista e stile cerchia da fare per loro era starmi lontano, cazzo, il pi lontano possibile. Avrebbero dovuto tenere un basso profilo, uscire di qui sani e salvi (come erano tutti sicuri di fare) e, una volta a casa, parlare di me ai loro genitori. Erano adolescenti; avevano ogni diritto di lasciare che fossi un problema degli adulti.
E invece eccoli qui, a giocarsi la vita sicura e protetta che avevano; dovevano dare per scontato che avrei eliminato almeno uno di loro, e per quello che ne sapevo, non avevano con s nemmeno qualche alleato sfigato che si beccasse il colpo mortale. Il ragazzo che stava davanti e si preparava a lanciare l'incantesimo faceva parte di una cerchia: il suo viso mi era vagamente familiare per averlo visto nel laboratorio linguistico, rotondo e brufoloso, con un paio di baffi che aveva eroicamente tentato di farsi crescere negli ultimi due anni. Non avevamo studiato le stesse lingue, perci non sapevo come si chiamasse. Ma Liu forse s: sua madre e suo padre avevano lavorato per la sua cerchia, alcune volte. Era possibile che i loro genitori si conoscessero.
E io conoscevo la ragazza che lo spalleggiava, Wang Yuyan, come del resto tutti quelli che seguivano l'indirizzo linguistico: studiava dodici lingue, cosa di cui nessuno studente appartenente a una cerchia aveva bisogno. O era ambiziosa o amava pazzamente le lingue, o forse era solo una terribile masochista. Non ne avevo idea. Non la conoscevo bene, non ci eravamo mai nemmeno parlate. Per al secondo anno eravamo state nello stesso corso di sanscrito, e una volta che mi era capitato di avere un dizionario che le serviva - quando stai cercando di afferrare il significato di una parola pi incomprensibile del solito, hai spesso bisogno di cercarla in tre o quattro dizionari fino a che non arrivi a una lingua che conosci bene - e con modi perfettamente civili lei mi aveva chiesto di cercare una parola per lei, offrendomi di cercarne una per me in cambio.
Magari non sembra molto, ma tanto per fare un confronto, al primo anno un tizio della cerchia di Sidney aveva lanciato un'occhiata al buonissimo dizionario francese-inglese che quella settimana avevo trovato in biblioteca e aveva detto: Dallo a me, fai la brava, senza nemmeno chiedere. E siccome avevo replicato spiegandogli con dovizia di particolari dove poteva andare, alla fine della lezione aveva fatto in modo che due dei suoi amichetti leccapiedi mi facessero lo sgambetto all'uscita dall'aula mentre un altro afferrava il mio zaino e si metteva a correre lungo il corridoio disseminando tutte le mie cose e strillando: Grande svendita!. Avevano riso tutti, e arraffato l'arraffabile.
Io mi ero rialzata sulla porta, con un labbro sanguinante e la fronte graffiata. Lui era in piedi proprio l, a godersi sogghignante lo spettacolo con altri due amici. Mi ero voltata per guardarlo in faccia e, con un velo rosso davanti agli occhi, avevo pensato tutte le cose che avrei potuto fargli, tanto che lui aveva smesso di sogghignare e tutti e tre erano scappati dalla parte opposta. Il tizio ignora fermamente la mia esistenza da allora. Ah, i vantaggi dell'essere una mostruosa strega oscura in embrione!
Da solo non si sarebbe fermato.  cos che sono quelli delle cerchie, quasi tutti. Come Magnus, che era il motivo per cui io e Chloe ci ritrovavamo esposte e anche il motivo per cui i ragazzi di Shanghai stavano mettendo in pericolo le loro vite per eliminarmi. Perch immaginavano cos'avrebbe potuto fare uno cos con il genere di potere che avevo io.
Forse almeno la met dei ragazzi che ci stavano accerchiando erano anche loro come Magnus, ma Yuyan no. Questo lo sapevo di lei, e sapevo anche cosa stava per lanciare, perch avevo sentito parlare del fantastico incantesimo che aveva ottenuto durante il seminario di lingue, una formula che ti permetteva di metterti dietro l'incantesimo di qualcun altro e spingere, e questo significava che qualunque cosa il baffetto brufoloso fosse sul punto di lanciarci addosso, lei ne avrebbe raddoppiato gli effetti. E che quando io lo avessi rispedito al mittente, il riflesso avrebbe colpito anche lei. E magari se lo meritava, per non volevo fare una cosa del genere a lei, e neanche ai ragazzi che si preparavano a ucciderci per il solo motivo che erano terrorizzati da me e dal mio potere. Mi sembrava di dargli ragione per avermi dato la caccia.
Ma volevo ancora meno permettere loro di uccidere me e Chloe, quindi mi stavo preparando a procedere e a rimandare comunque indietro l'incantesimo, quando Chloe estrasse dalla tasca un minuscolo vaporizzatore di plastica pieno di una roba azzurra scintillante che spruzz nell'aria intorno a noi. Oltre il luccichio, l'intera palestra rallent come se tutti tranne noi due si muovessero in mezzo al fango... anche se naturalmente aveva velocizzato noi due, cosa molto pi facile.
Ne hai abbastanza per tirarci fuori di qui? le chiesi, ma lei scosse la testa e sollev la bomboletta perch vedessi con i miei occhi: il serbatoio era grande come un bruco sottoalimentato, e sul fondo era rimasta solo una goccia di quella roba blu.
Non sono riuscita a pensare a nient'altro che fosse abbastanza veloce disse. Ho uno spray accecante con me, ma se lo uso su quei due incantatori, Hu Zixuan che  dietro di loro ci colpir, e sono quasi certa che quell'affare che ha sia un correttore. Abbiamo sentito delle voci, dicono che ci lavora su da quando  arrivato qui, e che lo avr a piena potenza per quando scenderanno...
Indicava un ragazzo proprio in fondo al gruppo. Non gli avevo badato molto perch era cos piccolo che sembrava al massimo uno studente del secondo anno; avevo dato per scontato che stesse solo contribuendo a fornire mana. Ma non appena Chloe me lo indic, capii che era l'esatto opposto: le cinque persone disposte a ventaglio davanti a lui lo coprivano e rifornivano lui di mana. Zixuan aveva una bacchetta verde chiaro, completamente nascosta dalla sua mano, che un sottile filo d'oro collegava al resto dell'artefatto nella sua tasca: vedevo brillare la luce che vi scorreva sopra il rallentatore.
D'accordo dissi in tono cupo. Vai e acceca gli incantatori. L'effetto  permanente?
Vuoi davvero che ti spieghi adesso come funziona? replic Chloe. Provoca emicranie, e forse continueranno ad averle per il resto della vita, ma loro stanno per friggerci!
S, va bene ribattei in fretta. In effetti mi andava perfettamente bene infliggere loro emicranie in cambio di un tentato omicidio. Colpisci il ragazzo con i baffi: Yuyan sta facendo solo da amplificatore. Se prendi lui, il suo incantesimo diventer innocuo.
Ma il correttore? chiese Chloe.
A quello penso io risposi, e sperai che fosse vero, ma in ogni caso non c'era pi tempo. Chloe mi lanci un ultimo sguardo disperato che significava a sua volta spero sia vero mentre tirava fuori lo spray accecante. La nebbiolina blu si stava posando e a me faceva male la gola come se fino a quel momento avessi urlato con tutto il fiato che avevo. Le persone in fila alla nostra destra e alla nostra sinistra avevano cominciato ad allontanarsi facendosi piccole piccole: doveva essere quello che gli aveva suggerito la nostra conversazione. Con un ultimo lampo di rapidit innaturale, Chloe si stava gi lanciando verso il ragazzo baffuto, che spalanc gli occhi, allarmato, ma si mantenne saldo. Sapeva che sarebbe stato lui a sferrare il primo attacco, lo stronzetto coraggioso, ma questo non gli imped di gridare e accasciarsi a terra lo stesso quando lo spray lo colp in faccia.
Mi girai verso l'altro gruppo proprio mentre si divideva e Zixuan, che gli occhi ingranditi dietro un paio di lenti spesse facevano sembrare un gufo, si port la bacchetta di giada davanti alla bocca e cant in modo chiaro un unico verso. Non capivo la sua richiesta, perch la stava formulando nella lingua di Shanghai, ma potevo fare un'ipotesi ragionevole: doveva essere qualcosa della serie: Per favore, ritocca il pavimento in modo che non racchiuda pi questa ragazza.
Fino a quel momento avevo visto un correttore solo nelle illustrazioni. Viene usato continuamente, ma soltanto nei progetti pi importanti delle cerchie. Si tratta di un dispositivo generico che permette agli artefici di creare artifici molto pi complicati e difficili - cose che nessuno potrebbe tenere a mente - cominciando con un pezzo gi ultimato e poi rendendolo a poco a poco sempre pi complesso. I primi furono usati per costruire la Scholomance, in effetti.
Era una strategia molto intelligente da usare contro di me. Farmi precipitare nel vuoto sotto la palestra di sicuro avrebbe risolto il problema che rappresentavo, e non avrei potuto fermarlo con nessun tipo di scudo di protezione e nemmeno rimandando indietro l'incantesimo, perch in realt non ero io il suo obiettivo, ma la scuola stessa. Era una modifica cos piccola che Zixuan avrebbe potuto farla franca, oltretutto. E non potevo distruggere l'artificio su cui la stava usando, perlomeno non senza far precipitare tutti nel vuoto.
Per fortuna sapevo cosa fare in questa situazione, perch al primo anno avevo dovuto passare due mesi a tradurre un'affascinante favola ammonitrice in francese su una strega oscura davvero orribile che si era mantenuta sanguinosamente in forma per dieci anni circa a spese di molti figli di maghi delle vicinanze. La sua protezione era cos valida da farla risultare invincibile in battaglia, tanto che uccise tutti i maghi che tentavano di porre fine al suo regno e ne mise in mostra le teste sul parapetto della sua torre raffinata e ben protetta. Alla fine la fece fuori un giovane artefice che lei aveva rapito, un ragazzo con un'inclinazione per la lavorazione della pietra. Lui non prov ad attaccarla; lanci invece un incantesimo sulla pietra della torre e rinchiuse la strega e i suoi sei livelli di protezione tra mura cos vicine da immobilizzarla, quindi la lasci sepolta l, a soffocare.
A quel punto la scuola mi assegn un lungo saggio - in francese - nel quale spiegare cosa avrei fatto io nella stessa situazione. E bocci categoricamente il primo, affrettato tentativo con cui suggerivo di scappare a gambe levate e di non uccidere altri bambini, ragion per cui dovetti passare una settimana in biblioteca a fare ricerche per il compito di recupero.
La risposta che trovai fu che quando affronti un artefice che sta per rivoltarti contro l'ambiente, uccidilo prima tu. Se per questa non  un'opzione di tuo gradimento, il piano B  cercare di intercettare il potere dell'incantesimo e annullare le sue modifiche con le tue.
Tuttavia, Chloe non aveva torto a essere preoccupata che facessi una cosa del genere, perch se due maghi cominciano a lottare sullo stesso artificio - che in questo caso era la scuola stessa - quasi sempre  il miglior artefice a vincere.
Se Zixuan era in grado di fabbricarsi un correttore - non puoi portartene uno il giorno dell'Iniziazione, perch quegli aggeggi vanno alimentati costantemente con un sottile filo di mana, altrimenti si fulminano - doveva essere un artefice straordinariamente brillante. Mentre io non sono affatto brava con gli artifici. Realizzare un artificio consiste in sostanza nel proporre all'universo una storia lunga e complicata, accompagnata da scenografie accattivanti, allo scopo di convincerlo a soddisfare i tuoi desideri. Io sono molto pi incline a urlare contro l'universo per costringerlo a ubbidirmi.
Ma a portata di mano avevo qualcosa che poteva servire a persuaderlo, qualcosa che era gi stato fatto pi di un secolo prima da un intero gruppo di artefici molto pi esperti di quanto poteva esserlo uno studente all'ultimo anno. Di conseguenza, quando l'onda verde di potere venne verso di me, pronta a correggere il pavimento sotto i miei piedi cancellandolo dall'esistenza, io vi entrai, aprii le braccia per accoglierlo e dissi: Rimetti a posto tutto questo, invece, gi che ci sei, poi sollevai quell'energia verso il soffitto, con una spintarella di mana extra, tanto per dare una mano.
Il potere sal ribollente dalle mie braccia fino al soffitto macchiato di grigio. Ricadde a cascata lungo la superficie a cupola schiumando peggio di un'idropulitrice, sgocciolando rivoli di verde, e intorno a me tutti gridavano e fuggivano in ogni direzione nel tentativo di schivare quella pioggia. Ero solo vagamente cosciente della loro presenza, persa in un trauma mozzafiato simile allo stare sotto una cascata, costretta a guardare il fluire l in alto con il viso contratto in una smorfia disperata, a malapena capace di vedere, respirare o sentire sotto lo scrosciare di quella forza. Zixuan e gli altri avevano messo molto potere dietro l'incantesimo: se avessi smesso di reindirizzarlo anche solo per un secondo, avrebbe portato a termine le istruzioni originarie.
Non mi accorsi del momento in cui cessarono le grida e le corse intorno a me; ero ancora in mezzo al torrente, e dovetti restare l fino a quando anche l'ultimo sgocciolio riluttante non mi attravers, permettendomi di crollare a terra ansimante. Trovai Chloe, in piedi davanti a me con le mani a coprirle la bocca, che piangeva in modo straziante... frignava proprio, con la bocca piegata all'ingi come un clown. Non vedevo pi Zixuan n gli altri ragazzi di Shanghai, e nemmeno qualcuno che conoscessi. Erano tutti sparsi per la palestra come se un paio di mani gigantesche li avesse radunati in un sacco, scossi e gettati tutto intorno a caso, ovunque tranne che nel piccolo spazio che mi circondava.
Quasi tutti piangevano, in particolare i ragazzi pi grandi, oppure erano rannicchiati sul pavimento come se volessero raggomitolarsi in posizione fetale ma non sopportassero di posare la testa. Tutto questo sotto l'azzurro nitido di un cielo autunnale, foglie secche nell'aria e scricchiolanti sotto di noi, lame di sole che creavano chiazze di colore tra le foglie degli aceri scuri, in una smagliante mescolanza di cremisi e giallo e verde lungo i margini della palestra, divenuta all'improvviso radura boschiva, il lieve gorgoglio dell'acqua che scorreva come una promessa su pietre non lontane, ampi massi grigi che emergevano simili a isole da un tappeto di muschio e foglie, mentre in lontananza, avvolta dalla foschia, una collina si ergeva appena oltre la linea degli alberi, il contorno del balcone e del tetto di legno di un padiglione che sbucavano appena da altre cascate di colori.
Rimasi l, intontita, per un paio di minuti, poi un uccello lanci da chiss dove il suo richiamo e a quel punto cominciai a frignare anch'io. Fu orribile. Quasi la cosa pi orribile che mi era successa qui dentro; non brutta come il fauciomaco, ma difficile da confrontare perch era orribile in un modo completamente diverso. Non so proprio cos'avessero in mente quando realizzarono la palestra, solo che... in realt lo so eccome. Volevano creare uno spazio che risultasse incantevole durante le visite e facesse colpo sugli altri maghi, li spingesse a dire quanto era bello che i ragazzi avessero la possibilit di allenarsi in un posto cos, che li compensava del fatto di essere intrappolati nella scuola per quattro anni senza mai vedere il sole o sentire il vento o guardare una sola foglia verde, mentre tutta l'acqua che bevi ha un vago sapore aspro di metallo, tutto il cibo  sbobba rigurgitata da enormi calderoni, piena di vitamine e quasi priva di incantesimi che ti inducano a credere che si tratta di qualcos'altro, il tutto sapendo sempre che forse non ne uscirai mai pi. No, non compensava un bel niente.
La gente cominci a uscire di corsa dalla palestra, a frotte. Gli unici a non farlo erano le stupidissime matricole, che vagavano tutto intorno borbottando assurdit tipo Wow e Guarda, c' un nido! e  cos bello! e facendo venire voglia a chiunque fosse stato qui dentro per pi di cinque minuti nell'anno pi sicuro della storia di pugnalarli senza piet. Sarei corsa fuori anch'io, solo che avevo le gambe molli come un bimbo appena nato, perci mi limitai a sedermi su una delle rocce pittoresche e singhiozzare finch non arriv Orion, che mi afferr per le spalle dicendo: El! El, cos' successo, cosa c' che non va?. Agitai freneticamente la mano e lui si guard intorno, l'espressione ancora pi confusa, quindi disse: Non capisco, hai riparato la palestra? Ma perch piangi per questo? Io ho rinunciato a inseguire un perquattro per tornare qui! con un tono leggermente accusatorio.
Mi aiut. Presi fiato e, tra moccio e lacrime, gli dissi seccamente: Lake, ti ho appena salvato la vita un'altra volta.
Oh, per... Sono capace di catturare un perquattro! scatt.
Per non sei capace di catturare me gli vomitai addosso, poi mi alzai in piedi a fatica e uscii come una furia sull'onda dell'energia che mi dava la pura rabbia. Questa, se non altro, mi spinse fuori dalla porta e lontano da quella grottesca parodia silvestre.
Mi avviai barcollando lungo il corridoio, asciugandomi il naso che colava con l'orlo della mia maglietta... la sua maglietta, in realt, quella di New York che mi aveva regalato e che io avevo stupidamente messo oggi, come una dichiarazione; forse c'entrava con il motivo per cui gli studenti di Shanghai mi avevano attaccato. Perch avevano paura di come avrei potuto aiutare New York contro la loro cerchia, le loro famiglie. Perch non avrebbero dovuto temerlo? Io ero capace di tutto.
C'erano gruppi di ragazzi piangenti sparsi per i corridoi. Entrai nel labirinto e andai fino alla mia aula di seminario, dove almeno potevo stare sola, a parte i nefasti che avrebbero cercato di aggredirmi, cosa che al momento avrei proprio gradito. Percorsi lo stretto corridoio che portava all'aula, chiusi la porta e posai la testa sull'enorme, bruttissima cattedra. Dalla bocchetta di aerazione giunse un lieve alito di foglie autunnali, e io piansi altre due ore senza che nulla tentasse di uccidermi.
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6. TINTURA INCANTATA E FIAMME MORTALI.
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Nelle ultime settimane del semestre nessuno mi diede fastidio, se non per il fatto che tutti si muovevano con circospezione intorno a me come se fossi una bomba che poteva esplodere da un momento all'altro. Leggeri refoli di aria fresca profumati di foglie scricchiolanti e gelate precoci uscivano a tratti dalle bocchette di ventilazione, sottolineando quanto fosse terribile l'aria tutto il resto del tempo. La mia deliziosa aula su in biblioteca riceveva molto spesso quelle folate, e le mie matricole le respiravano a pieni polmoni mentre io facevo del mio meglio per non vomitare. Di tanto in tanto vedevo studenti scoppiare in lacrime in mensa quando una di quelle correnti soffiava direttamente sui loro volti. Allora, i presenti mi lanciavano occhiate oblique, fingendo poi in ogni modo di non averlo fatto.
I ragazzi di Shanghai se ne stavano lontani un chilometro e, a dirla tutta, anche i ragazzi di New York. Nel mese precedente alcuni studenti avevano cominciato per breve tempo a fare cose tipo chiedermi di scambiarci libri, passarmi un vasetto in laboratorio o prestarmi un martello a Tecnica. Al momento la cosa mi aveva dato noia, visto che ne capivo benissimo i motivi: erano arrivati alla conclusione che ero una persona importante e dunque valeva la pena di corteggiarmi. Ma ormai non mi chiedevano pi niente, e se dicevo: Posso avere le cuticole di psillio?, quattro ragazzi allo stesso tempo si precipitavano a spingere verso di me qualunque cosa mi servisse, il pi delle volte facendo cadere il contenitore e rovesciando il contenuto su tutto il pavimento, e a quel punto si producevano in una frenetica scena di scuse di gruppo e balbettii mentre pulivano il disastro.
Tentavo di dire cose come Non mordo, solo che le dicevo mentre fremevo di rabbia, e cos il messaggio che in realt veniva trasmesso era che mordere sarebbe stato un atto di gentilezza rispetto a quello che avrei voluto fare. E loro naturalmente ci credevano. Avevo gi fatto qualcosa il cui orrore andava oltre l'immaginazione: avevo peggiorato la Scholomance. Meritavo il massimo dei voti per aver traumatizzato tutti. Anche gli studenti del primo anno cominciavano a risentirne gli effetti: tre di loro erano morti in palestra nelle ultime due settimane. Io feci capire chiaramente ai miei che nessuno doveva avvicinarsi a quel posto, ma altri, meno coscienti del pericolo, continuavano a addurre scuse per andarci a giocare divertenti partite di stai-alla-larga-dal-nefasto-a-sorpresa o fatti-mangiare-sulla-porta. Il bilancio delle vittime sarebbe stato anche pi alto se Orion non avesse cominciato a pattugliare la zona con regolarit, alla ricerca dei nefasti che la usavano come territorio di caccia. Non mi era chiaro se questo utilizzo andasse considerato come esca delle matricole, dal momento che erano loro a rischiare.
Di solito, qui siamo tutti diffidenti nei confronti degli altri. Per ognuno di noi, gli stregoni oscuri in erba sono in cima alla lista delle minacce potenziali, seguiti dagli appartenenti alle cerchie, dai pi grandi, dagli studenti migliori, da quelli pi popolari. Chiunque altro potrebbe diventare un nemico mortale senza il minimo preavviso se si verificassero le giuste condizioni (in genere un nefasto che progetta di mangiarsi almeno uno di noi). Per sapevamo fino a che punto avere paura l'uno dell'altro, perch ci che potevamo arrivare a farci aveva limiti ragionevoli. Nessuno avrebbe mai immaginato, neanche tra diecimila anni, che se qualcuno avesse tentato di uccidermi in palestra, io avrei reagito rispolverando l'illusione della palestra stessa e creando un nuovo supplizio per tutti qui a scuola, me compresa. Io di certo non l'avrei immaginato.
Quindi adesso non ero solo una compagna di studi pericolosamente potente, da adulare, tenere d'occhio e su cui elaborare strategie. Ero una forza della natura tremenda e imprevedibile che avrebbe potuto fare di tutto, e loro erano chiusi qui dentro insieme a me. Come se io stessa fossi diventata parte della scuola.
Quasi a conferma di questo, i nefasti smisero di colpo di prendersela con me. Non so perch. Passai alcune settimane nel panico fino a che Aadhya non trov la risposta. Bene, ecco cosa sta succedendo disse, facendo un disegnino per me e Liu, un grafico elementare che rappresentava la scuola sotto la bizzarra forma di un tappo a vite. Ci vuole mana per far funzionare tutte le protezioni. All'inizio dell'anno, quando non ci sono molti nefasti, la scuola ci fa questo bello scherzetto: apre alcune protezioni, puntate dritte su di te, e usa il mana risparmiato per rafforzare le altre. I nefasti prendono la strada della minor resistenza, e voil, tu diventi il loro obiettivo numero uno. Adesso, per, i nefasti in giro sono troppi e come al solito hanno cominciato a infilarsi dentro la scuola per conto loro.
Ma nessun nefasto ti attacca se ha un'altra scelta concluse Liu, come se fosse evidente.
S, fenomeni commentai. Anche i nefasti concordano sul fatto che io sono un veleno. Ahi! Mollami, tu, piccola...! Tesorina mi aveva appena morso il lobo di un orecchio. La allontanai con una manata, ma lei attravers zampettando senza sforzo le mie scapole incurvate e mi afferr significativamente il bordo dell'altro orecchio, minaccia alquanto potente considerato il dolore lancinante del primo. Niente premi, per te le dissi in tono gelido, dopo essermela tolta - con cautela - di dosso e averla rimessa nella sua tazzina da passeggio. Per borbottai uno Scusate rivolto a Aad e Liu. Non era proprio da me lamentarmi di essere immangiabile. Ricordavo ancora cos'avevo provato quando Orion aveva detto a me che i nefasti non gli davano mai la caccia.
Ma naturalmente, anche se i nefasti non c'erano pi, avevo sempre i nervi a fior di pelle. Sobbalzavo ancora a ogni rumore e quasi annientavo gli occasionali pazzoidi che incrociavano maldestri il mio cammino nei momenti pi inaspettati. Erano sempre dello stesso genere, patetici sfigati senza amici che nessun altro dissuadeva dal percorrere il corridoio della biblioteca dove mi annidavo o dal sedersi troppo vicino a me. Insomma, come ero stata io. Avrei quasi gradito il diversivo di un attacco.
Orion lo avrebbe gradito ancora di pi. Era ancora stizzito perch gli era toccato rinunciare a un perquattro adulto per correre in mio soccorso. Il quale perquattro sembrava aumentare di dimensioni ogni volta che si lagnava di esserselo perso. Da allora, peraltro, nessuno aveva pi visto la creatura... o meglio, nessuno che fosse uscito vivo dal Festival dello Sport. C'erano quattro ragazzi andati dispersi durante l'esodo di massa dalla palestra, quindi era quasi sicuro che il perquattro si fosse procurato con successo quattro pasti fatti di studenti singhiozzanti in fuga, uno per ogni bocca, e si fosse poi nascosto da qualche parte nelle profondit della scuola per impiegare i prossimi quattro anni a digerire fino a dividersi in quattro distinti perquattro pi piccoli.
Immagino di aver barattato quei quattro ragazzi con quelli di Shanghai che mi avevano attaccato sul serio. Era davvero meglio perch non avevo avuto intenzione di farlo? O ero soltanto una stupida stronza che pensava di essere troppo in gamba per guardare in faccia quelli che uccideva?
Sapevo cos'avrebbe detto la mamma: non ero stata io a ucciderli, era stato un perquattro o, meglio ancora, l'alchimista che aveva preso quattro cuccioli innocenti e li aveva shakerati insieme. Gli alchimisti creano i perquattro perch se gli si toglie il cibo solido per un mese circa, e poi si d da mangiare a ciascuna bocca un diverso reagente, l'altra estremit produce fusioni alchemiche estremamente utili, alcune delle quali non si possono ottenere in nessun altro modo. Ma, come potete immaginare, ai perquattro non piace essere ridotti alla fame, perci evadono piuttosto spesso, quindi cominciano a ingozzarsi di altre creature dotate di mana perch  il sistema pi efficace per procurarsene abbastanza da tirare avanti.
 sempre comodo poter dare la colpa di certe cose a chi non c', ma non ero sicura che mi facesse sentire meglio. Ottimo, un secolo fa un alchimista crudele aveva creato un perquattro, e questa era davvero colpa sua, per lui era morto da un pezzo e il perquattro si era mangiato quattro studenti solo poco tempo fa.
Nel frattempo Orion stava rovistando in ogni angolo alla ricerca di patetici nefasti macilenti che anche una matricola sarebbe riuscita a eliminare. Un paio di settimane dopo il Festival cattur un polistrillone bello grasso in uno dei bagni delle ragazze del secondo anno; ho saputo che ci sono stati parecchi strilli non-nefasti mentre lo inseguiva attraverso le docce comuni durante l'ora di punta serale, anche se pare che nessuna abbia protestato perch le aveva interrotte, dato che l'alternativa aveva molti pi tentacoli e puzzava ancor pi di un maschietto non lavato, cosa che non era pi al termine del combattimento.
La settimana dopo questo episodio, un gelidite crebbe silenziosamente sopra le porte del laboratorio principale di Alchimia durante l'ora di studio, le congel fino a sigillarle, quindi cominci a strisciare pian piano dentro l'aula. Per fortuna di tutti gli interessati - vale a dire i trenta e pi ragazzi presenti - in quel momento un immusonito Orion stava - gi in ritardo - facendo i suoi compiti in uno dei laboratori pi piccoli e li aveva abbandonati all'istante per essere d'aiuto. In condizioni normali, puoi uccidere un gelidite solo trapassando il suo nucleo solido con una freccia infuocata, incantata per l'occasione, ma Orion cominci semplicemente a staccargli grossi pezzi di ghiaccio a colpi di sedia metallica e a incenerirli uno dopo l'altro con vampate di fuoco prima che potessero tornare a fondersi con il resto. Alla fine, gli tolse abbastanza roba da riuscire a spingergli la gamba rimasta della sedia fin dentro il nucleo, poi riscald il metallo, che si fuse e col all'interno del gelidite.
Be', Lake, il tuo non verr certo aggiunto ai metodi di distruzione consigliati dai testi scolastici, ti pare? commentai gelida quel giorno a cena, quando mostr il globo di metallo che era quanto rimaneva del gelidite, ufficialmente per avere pareri sul fatto che la creatura fosse davvero morta. Non mi lasciai fregare: stava solo cercando di scusarsi per aver lasciato che il lavoro di laboratorio di una settimana si dissolvesse sul suo banco, quando invece avrebbe potuto sprecare trenta secondi per sospendere la reazione prima di gettarsi eroicamente al salvataggio.
Cosa me ne importava, potreste dire, e a quel punto vi spiegherei nel dettaglio che avevo dovuto salvarlo un'altra volta appena due giorni prima. Era arrivato a lezione e aveva iniziato a lavorare direttamente con un lotto scaduto di tintura incantata senza prestare la minima attenzione al fatto che quel giorno gli altri quattro studenti della sua sezione di Laboratorio Avanzato non si erano presentati. Com'era ovvio, il sistema di ventilazione del laboratorio si era spento silenziosamente e lui non se ne era accorto, anzi, aveva continuato tutto allegro ad accrescere i fumi tossici che inalava, mentre sempre pi vividi sogni a occhi aperti di teoremici e multivori gli riempivano la testa.
L'unico motivo per cui lo avevo saputo in tempo per salvare la sua stupida e inutile vita era che un'altra studentessa si era accorta che tutti i suoi compagni erano a studiare in biblioteca e aveva deciso di segnare punti con New York sgambettando da Magnus per dirgli che Orion era tutto solo in una parte del laboratorio. Avrebbe potuto sgambettare direttamente da me: in quel momento ero seduta al tavolo centrale della sala di lettura, con sette grossi dizionari sparsi con spirito vendicativo tutto intorno. C'erano ben nove posti liberi, perch Chloe e Nkoyo erano le sole che osavano sedersi con me. Magnus non ebbe nemmeno il coraggio di avvicinarsi, prefer mandare uno dei suoi lacch a prendere Chloe, glielo disse e lasci che tornasse a riferirmelo.
Quando scesi nel laboratorio, Orion era in preda ad allucinazioni cos forti da pensare che io stessa fossi un teoremico e cercare di lanciarmi contro un incantesimo immobilizzatore. Se mi avesse colpita, immagino che saremmo morti tutti e due in preda alle allucinazioni. Romantico. Afferrai il suo incantesimo al volo e glielo scagliai dritto in testa, facendolo cadere di schianto insieme a tre sgabelli. Se non altro questo me lo tolse di torno e mi diede la possibilit di vaporizzare il calderone di tintura sempre pi tossica nonch un bel pezzo del suo banco di lavoro. Un'esagerazione, forse, ma ero arrabbiata. E non sbollii dopo aver trascinato il suo corpo irrigidito tipo tetano fino in corridoio. Sfogai il mio malumore con un'invettiva di cinque minuti mentre non poteva muoversi, ma era ancora strafatto e continu a fissarmi con occhi vitrei finch non ebbi finito, e a quel punto, con la voce impastata, disse: El? Sei proprio tu?. Poi l'effetto dell'incantesimo immobilizzatore svan e lui si mise seduto, vomitando viola sui miei piedi.
Perci non aveva alcun motivo di cacciarsi in guai evitabili con i compiti, e lo sapeva, quindi poteva ficcare il suo grosso pallone da spiaggia gelato nel cestino pi vicino. Si sottrasse contorcendosi al mio sguardo truce e fece appello a Chloe, che da tutta la vita era addestrata a essere gentile con lui. Be', penso che forse sia morto, ma potresti tentare una divinazione sulle interiora disse, collaborativa.
S, potresti, se solo non fossi rimasto indietro di sei settimane con i tuoi compiti commentai a denti stretti.
Ma no! esclam Orion. Sono solo quattro settimane... Si ferm troppo tardi e mi fulmin con lo sguardo mentre tutti intorno al tavolo, compresa persino Chloe, lo gratificavano degli opportuni squittii inorriditi. Io feci un sorrisetto da sopra le braccia conserte. Quella sera fu cazziato da Magnus e Jermaine, con la qual cosa intendo dire che i due lo incantonarono nel bagno dei maschi e gli parlarono seriamente della necessit di rimettersi in pari per bene e di quanto fosse sciocco da parte sua lasciare che i compiti gli sfuggissero di mano senza motivo, quando riuscire a gestirli sarebbe stato cos semplice. Non ero l a sentire, ma non ne avevo bisogno; erano membri di una cerchia.
Li avevo visti entrare dopo di lui, cos ero corsa a lavarmi i denti e poi avevo atteso in corridoio finch Orion non era sgattaiolato fuori, adeguatamente sgridato; mi affiancai a lui e dissi: Allora, Lake, permetterai che i tuoi amichetti della cerchia rifilino i tuoi compiti a qualche povero cristo che desidera disperatamente fare amicizia con loro?.
Mi lanci uno sguardo offeso: visto che ero stata io a metterlo nei guai, non potevo avere almeno la decenza di lasciarlo guardare da un'altra parte mentre Magnus faceva opportunamente sparire i suoi compiti? Non potevo, ovvio, e lui sospir borbottando un No di malavoglia.
Annuii e gli chiesi con molta dolcezza: Continuerai a rifilare le conseguenze a me?.
Nemmeno la risposta giusta a quella domanda era difficile, anche se lui mi guard storto prima di darmela. No.
Grande commentai soddisfatta, e mi fermai davanti alla porta della sua stanza, aspettando dichiaratamente che entrasse e si chiudesse dentro insieme ai suoi compiti tardivi.
Lui fiss prima la porta, poi di nuovo me. El... se la disinfestazione scende di nuovo fino al salone dei diplomi...
Per Capodanno, intendi? chiesi. La disinfestazione di fine semestre non  nemmeno lontanamente completa quanto quella del giorno del diploma. La manutenzione scolastica venne ridimensionata moltissimo in termini di quantit e pretese da quando cominci a essere fatta dagli studenti invece che da una squadra di maghi professionisti adulti che entravano partendo dal salone dei diplomi. Una delle voci che decisero di tagliare fu la pulizia di met anno. Viene messo in funzione solo un quarto circa dei muri di fiamme mortali per risparmiare sui danni da usura. Questo lascia parecchie vie di fuga non fatali a disposizione, sicch la disinfestazione seleziona in realt soltanto i nefasti pi stupidi.
Naturalmente il punto in cui ripiegano quelli pi intelligenti  il salone dei diplomi. Se il macchinario l sotto funzionasse,  molto probabile che il numero di nefasti si ridurrebbe di nuovo ai livelli inesistenti di inizio anno.
S rispose Orion in tono cupo. Poverino: il pi grande eroe da generazioni e niente mostri malvagi da combattere. Tesorina mand uno squittio sprezzante dalla sua tazzina, ma per fortuna lui non era a portata di denti. Almeno cercava di non lamentarsene con nessuno a parte me, che ero l'unica persona ad avere un comprensibile motivo per non gradire l'idea. Se i nefasti fossero ridotti cos tanto, infatti, probabilmente la scuola sarebbe in grado di incanalare di nuovo tutti gli attacchi contro di me.
Ma non avevo intenzione di esprimergli la mia solidariet ad alta voce. Io ero a portata, e quella settimana ero stata morsa gi due volte. Far molta differenza se ti trasformi in poltiglia in anticipo perch non avevi nessuna voglia di riempire qualche foglio di esercizi dissi. Manca pochissimo a Capodanno, dopodich non dovrai mai pi fare compiti, a meno che non ti seghino in tutto. Ti serve un'altra dose?
No, sono a posto replic, anche se dovette faticare per distogliere lo sguardo dallo spartisci-potere quando gli sventolai davanti il polso. Ho abbastanza mana.  solo che... mi ero abituato, immagino. Scroll le spalle, come a voler allontanare la tristezza della sua sorte, ma continu a fissare il pavimento e, un momento dopo, tir fuori il vero problema: Non  che ci siano montagne di nefasti a New York. Nella cerchia, intendo, aggiunse. Non passano in molti.
Non riuscii a trattenermi e sbottai: Nessuno ti incatena a New York.
Una cosetta simpatica e comprensiva da dire a un ragazzo che rivoleva sua madre, suo padre e il suo letto quanto me. Ma ero stata sopraffatta da un attimo di visione idillica: noi due che giriamo il mondo insieme, accolti ovunque da chiunque, lui a eliminare infestazioni e poi a guardarmi le spalle mentre io innalzo cerchie della Pietra Dorata con il potere dei nefasti che lui ha fatto fuori.
Si potrebbe dire che gli stavo proponendo un futuro diverso, e che avevo tanto diritto di proporglielo quanto ne aveva lui di chiedermi di andare a New York, solo che non credevo fosse cos. Mi sarebbe piaciuto crederci; avrei discusso fino allo sfinimento se qualcun altro avesse provato a convincermi del contrario. Ma in giro non c'erano comodi antagonisti con cui polemizzare, e nella mia testa non ero realmente convinta di avere il diritto di chiedere a Orion Lake di abbandonare un futuro di sicurezza e prosperit all'interno della cerchia pi potente del mondo soltanto per trascorrere una vita da guardia del corpo girovaga alle mie calcagna.
E anche se fossi riuscita a reprimere quella particolare sensazione, la mia visione del futuro avrebbe comunque comportato che gli chiedessi di lasciarsi alle spalle la sua famiglia e tutti quelli che conosceva. Orion non diceva di voler tornare a casa, diceva che non gli andava gi l'idea di dover passare il resto della vita a implorare Magnus Tebow ogni volta che voleva un po' di mana. A me non andava gi nemmeno l'idea di chiedergli un fazzoletto. Mi sentii un mostro di egoismo quando quelle parole mi uscirono dalla bocca.
Se metti su un'attivit, ti arriveranno prenotazioni per uccidere i nefasti pi pericolosi in ogni parte del mondo aggiunsi, come se prima non avessi inteso dire altro. Orion Lake: Cacciatore di Nefasti su Commissione, non esiste mostro impossibile.
Lui si lasci sfuggire un rumore che avrebbe voluto essere una risata ma si ferm al sospiro. Sono uno stronzo? chiese d'un tratto. Si comportano sempre tutti come... Agit la mano in un gesto scoraggiato verso le legioni dei suoi fan. Ma so che  solo...
Si stava esprimendo nel modo articolato del... be', del diciassettenne medio, ma lo capii alla perfezione. Gli avevano insegnato a pensare che era in gamba solo se correva qua e l a fare l'eroe in continuazione. Naturalmente, non appena aveva osato pensare a quello che poteva volere lui, era diventato un mostro. Ma da persona cui sin dal principio hanno detto che  un mostro praticamente da tutti gli angoli del mondo, so molto bene che l'unica cosa sensata da fare quando l'insicurezza si fa strada nella tua testa  soffocarla con tutte le forze. Ho la faccia del confessore? chiesi per provocarlo. Vai a fare i tuoi compiti, cos non mi toccher rimetterti di nuovo insieme con i pezzi di ricambio, e rimanda la crisi esistenziale a un altro momento.
Grazie, El, sei proprio un'amica disse in tono di profondo - ed eccessivo - affetto.
Lo sono eccome replicai, e lo lasciai solo. Andai in camera mia, per non feci nemmeno uno dei compiti che avevo. Passai tutto il tempo a leggere i sutra della Pietra Dorata, a tradurne altri pezzetti e a scarabocchiare immagini stilizzate di piccole cerchie ordinate nei miei appunti. Tesorina scorrazzava sulla mia scrivania, giocando con le mie penne, spezzando semi di girasole presi dalla sua ciotola di cibo e venendo ogni tanto a controllare il mio lavoro. Non approv il disegno di un omino che uccideva nefasti armato di una spada; quando distolsi lo sguardo, scivol sotto il mio braccio e deposit una bella cacca proprio in quel punto, con il risultato che, posandovi sopra la mano per rimettermi a scrivere, la spiaccicai tutta sulla mia opera d'arte.
Non che Orion sia molto utile in una cerchia borbottai mentre mi versavo mezza brocca d'acqua sulla mano sporca, andandola poi a sfregare sopra lo scarico della stanza. Credo che preferirebbe girare il mondo insieme a me per dare la caccia ai nefasti.
Ma Tesorina aveva ragione: era incredibilmente stupido starci a pensare. C'erano ottime probabilit che ad almeno una delle poche persone che amavo al mondo restassero solo alcuni mesi da vivere, e quella persona potevo benissimo essere io se continuavo a farmi distrarre. Avevo rimproverato Orion perch trascurava il lavoro, ma almeno le sue battute di caccia avevano uno scopo ragionevole e immediato: ne estraeva mana, e ogni nefasto che uccideva nei corridoi era uno di meno che ci avrebbe aggrediti al momento del diploma. Io per non avrei costruito nessuna cerchia se non dopo aver fatto varcare le porte a me stessa e a quelli che mi stavano a cuore, quindi potevo smetterla anche subito di perdere tempo con quell'idea.
Forza, chiedetemi quanto tempo ci ho perso prima della fine del semestre. O meglio, non fatelo; non ho nessuna voglia di compiere il raccapricciante conteggio delle ore finite gi per quel cesso. La scuola ha gi infierito abbastanza su di me a Capodanno. L'intera giornata fu un disastro fin dall'inizio: la sera prima mi ero addormentata mentre leggevo i sutra - cominciavo a essere capace di farmi un'idea generale di una nuova pagina solo scandendola alcune volte - e quando mi svegliai, li avevo ancora aperti sul mio letto. Feci l'errore di guardare di nuovo la pagina e iniziai a scandirne i suoni dal principio. Ebbi l'impressione che durante la notte fosse diventato pi facile; era incredibile. Mezz'ora e due paragrafi dopo, mi accorsi di quello che stavo facendo e mi tocc correre senza neanche lavarmi per raggiungere i pochi ritardatari e infilarmi proprio in fondo alla fila degli studenti anziani in mensa. Per colazione riuscii a procurarmi soltanto una ciotola scarsa di porridge rinsecchito, raschiato via dai lati del contenitore.
Avresti potuto mordermi per qualcosa, tanto per cambiare dissi a Tesorina mentre mi allontanavo con il mio vassoio spiacevolmente leggero. Lei mi ignor, continuando a rosicchiare l'estremit secca della pagnotta che avevo scroccato per lei, e mand solo uno squittio di protesta quando feci un salto fino al soffitto perch la porta della linea di distribuzione del cibo aveva sbattuto: ero stata l'ultima, ma proprio l'ultima, dei diplomandi dell'ultimo anno a ritirare la colazione.
Ma non era finita l. Sudarat era in fila lungo la parete con altri suoi compagni che aspettavano il loro turno, e mentre le passavo accanto, mi disse: Congratulazioni, El, come se facesse sul serio.
Cosa? chiesi. Lei indic le classifiche scolastiche dell'ultimo corso, affisse a lettere d'oro sul grande tabellone appeso al muro. Non mi ero ancora disturbata a guardarle, perch non mi interessava affatto scoprire quale delle venti belve ringhianti che avevano combattuto fino all'ultimo fosse riuscita a guadagnarsi il discorso di commiato, e quanto a me sapevo di non avvicinarmi nemmeno ai cento studenti migliori.
Be', avevo ragione: ero lontana dai primi cento posti. Nel senso che il mio nome appariva ben al di sopra di chiunque altro... accanto alle parole PREMIO ALGERNON DANDRIDGE SINNET PER MERITI SPECIALI IN INCANTESIMI IN SANSCRITO. Non sapevo neanche che esistessero dei premi; non avevo mai visto assegnarne uno.
E prima che lo chiediate, s, c'era un vero premio. Sgattaiolai al tavolo delle mie alleate, che ora potevano vedere a lettere dorate e scintillanti quanto tempo avevo buttato via come un'idiota. Quando lo posai, il vassoio rimase inclinato. Com'era ovvio, dissi: Occhio, c' un succhiasangue qui sopra, e mi allontanai dal tavolo con un balzo, insieme a tutti gli altri a parte Orion.
Lui tese subito un dito e colp tutto il vassoio con uno dei suoi stupidi ma efficacissimi incantesimi folgoranti, carbonizzando il porridge gi immangiabile e riducendolo a cenere solida. A quel punto si accigli e disse: Non c' nessun succhiasangue, poi capovolse il vassoio ancora fumante e port alla luce ci che lo faceva stare sbilenco: era il mio premio, una piccola medaglia rotonda, ricavata da un metallo grigio opaco, che pendeva da un nastro a righe verdi e blu con sopra una barretta a fare da spilla. A quanto pareva, avrei dovuto fissarla al bavero insieme alle altre mie onorificenze militari. Era solo un po' bruciacchiata.
Che figata, El, congratulazioni disse Chloe, con apparente seriet. E non era nemmeno una matricola.
Senza degnarla di una risposta, feci penzolare la medaglia davanti agli occhi di Aadhya. Vale la pena di fonderla?
Aadhya la prese con tutte e due le mani e strofin i pollici sul davanti, mormorando una rapida formula magica da artefice per verificare. La piccola immagine in rilievo - doveva essere Ganesh, il naso aveva un che di elefantiaco - brill per un istante di una luce rosa. Aadhya scosse la testa e mi restitu la medaglia  solo peltro.
Congratulazioni, Galadriel mi disse Liesel con una certa freddezza - lei si era accaparrata il discorso di commiato - quando pass dal nostro tavolo, qualche minuto dopo. Ma quello che intendeva realmente era vaffanculo. Perlomeno era coerente: se avessi trascorso tutto quel tempo a tubare con i ragazzi delle cerchie e a fare i loro compiti, anch'io avrei voluto pugnalare chiunque avesse il nome sopra il mio per un unico seminario. Per non mi dispiaceva per lei. Stava uscendo dalla mensa con Magnus, e con lui aveva gi segnato i primi punti riportandogli storie su di me. Immagino avesse deciso di puntare a New York. Io non lo avrei mai fatto se il prezzo da pagare fosse stato corteggiare Magnus, ma evidentemente lei aveva una soglia di tolleranza pi alta della mia nei confronti degli strofinacci fradici.
Molto pi alta, in effetti. Scesi tardi dalla mensa perch Zheng mi era corso incontro (mentre Min gli teneva il posto nella fila delle matricole) per dirmi che lui e gli altri ragazzi del seminario in biblioteca avrebbero cercato di procurarmi qualcosa da mangiare quando fosse stato il loro turno.  raro che le matricole riescano a ottenere molto pi del necessario - anzi, di solito succede il contrario -, e questo anche prima che il tasso di sopravvivenza nella Scholomance schizzasse ai livelli di Orion Lake. Ma fra tutti e otto, furono in grado di racimolare un panino e un cartone di latte, cos almeno non avrei passato la mattinata libera con le vertigini oltre che con i nervi.
Averli aspettati si rivel conveniente, ma quando ebbi finito di mangiare, i primi rintocchi di avviso stavano gi suonando dolcemente il loro din don, morte per fuoco in arrivo, per ricordare a chiunque non lo avesse capito che la disinfestazione era sul punto di prendere il via. Feci una corsa al bagno delle ragazze per lavarmi i denti e la faccia, cos non sarei stata una ciofeca per ore, ma frenai di colpo sulla porta, sbalordita: dentro c'era Liesel che si stava truccando.
Qui a scuola, l'uso di cosmetici  frequente all'incirca come quando ero in prima elementare. Per basse che siano le probabilit che tu commetta un errore la preparazione del rossetto nel laboratorio di Alchimia e finisca per liquefarti met faccia, per la maggior parte delle ragazze quelle probabilit sono sempre troppo alte. Se sei brava abbastanza da essere sicura che a te non succeder, allora sei brava abbastanza da stabilire un'alleanza in maniera pi affidabile. Frequentare qualcuno non garantisce un'alleanza pi che essergli semplicemente amica. Ciononostante, ecco qui Liesel, occupata a mettersi un lucidalabbra rosa sulla bocca da studentessa dell'anno e ad applicarne un pochino anche sulle guance, a mo' di blush. Aveva gi sciolto i capelli dalle corte trecce che portava sempre e fatto ricadere le onde bionde sulle spalle. Indossava una camicetta di un bianco immacolato, addirittura stirata, e aveva tenuto slacciata una quantit di bottoni sufficiente per esibire una discreta scollatura, sulla quale oscillava un ciondolo d'oro. Fuori di qui, sarebbe stata abbastanza bella per un appuntamento; qui dentro, rispetto alle nostre condizioni abituali, avrebbe potuto benissimo uscire dalla copertina di Vogue per accecare i comuni mortali.
Devo confessarlo: reagii da cani. Non Tebow mi scapp detto dalla porta.
Le sue labbra lucide si ridussero a una linea sottile. Lake sembra molto impegnato replic lei tra i denti, e non riuscii a rispondere in nessun modo, date le circostanze; aveva tutto il diritto di essere arrabbiata con me. Forse voleva scoparsi Magnus, che dopotutto era sul metro e ottanta e non sarebbe sembrato fuori posto in... be', in un catalogo di intimo o almeno nel volantino di un discount.
S, forse, ma la mia immaginazione ha dei limiti e questo va oltre. Cos, invece di lasciare le cose come stavano, dissi: Guarda, non sono affari miei. Quella frase, uscita dalla mia stessa bocca, avrebbe dovuto suggerirmi chiaramente che era meglio che stessi zitta, e invece proseguii: Per sappi che un posto garantito lo hanno gi offerto a me.
A mia discolpa, va detto che forse quell'informazione non significava granch per lei. Anche se Magnus Tebow fosse stato il suo ideale di virilit e carisma, lei si era guadagnata il discorso di commiato con tre anni e mezzo di lavoro disumano, e non avrebbe di certo voluto gettarlo via per uno che non poteva nemmeno offrirle un posto garantito in una cerchia. New York aveva troppi candidati entusiasti, quasi tutti maghi consolidati che erano usciti dalla scuola anni prima e avevano svolto lavori significativi; era impossibile che permettessero ai loro figli di offrire pi di un posto garantito all'anno a un o una diciottenne inesperto o inesperta, e Chloe aveva puntualizzato ansiosamente in ogni occasione che il posto veniva tenuto per me. Se anche non lo avessi mai accettato, non voleva dire che poi avrebbero invitato Liesel.
Certo, non sarebbe stato lusinghiero per la sua intelligenza se non fosse stata abbastanza furba da accertarsi di avere un posto garantito prima di sbottonarsi il resto della camicetta, ragion per cui l'informazione che le stavo passando, per quanto utile, sottintendeva un insulto. E lei la prese di conseguenza. Buon per te disse, ancor pi inferocita. Chiuse il lucidalabbra facendolo scattare, con un ampio movimento del braccio rimise i vasetti e le altre cose che erano sulla mensola nella borsa da bagno, quindi usc dal bagno a passo svelto senza voltarsi indietro.
Brava mi dissi allo specchio, con lo spazzolino gi in bocca. Dovevo correre ormai, visto che stava gi suonando la prima campana, cos mi sfregai i denti il pi in fretta possibile prima di precipitarmi di nuovo in corridoio, dove scivolai sui talloni e picchiai la testa all'indietro sul pavimento. Liesel aveva versato quello che restava del suo lucidalabbra faticosamente preparato, in modo da formare una pozzanghera appena fuori dalla porta, sacrificio sufficiente per lanciare un'astuta, piccola maledizione della serie: Fai inciampare la prossima persona che arriva. Capii cos'era successo gi mentre cadevo: nel momento stesso in cui avevo posato un piede sulla chiazza scivolosa avevo percepito l'intento malevolo dell'incantesimo, solo che ormai era troppo tardi per fare qualcosa.
Durante la caduta riuscii a girarmi un po', il che non so se sia stato d'aiuto o abbia peggiorato le cose. Non morii e non persi conoscenza, credo, ma di sicuro non fu il massimo. Mi sentivo la testa come una campana da chiesa che qualcuno avesse fatto risuonare con troppo entusiasmo; un gomito e il bacino avrebbero urlato di dolore se urlare a squarciagola non fosse stato come annunciare: La cena  servita! a ogni nefasto a portata d'orecchio. Invece mi raggomitolai come una bambina e strinsi forte la bocca sui miei acuti singhiozzi soffocati, entrambe le mani a circondare la nuca e il viso contorto per le lacrime.
Non mi spostai da l per troppo tempo. La seconda campana cominci a suonare da qualche parte dietro una catena montuosa lontana, e fu solo l'assoluta certezza di essere sul punto di farmi incenerire che mi spinse a muovermi. Mi sollevai a fatica sulle mani e sulle ginocchia, quindi mi avviai barcollando lungo il corridoio gattonando a tre gambe, tenendo premuta sulla nuca la mano che aveva sbattuto. Certo, avrei dovuto ricompormi e prendere qualcosa per il dolore, ma in quel momento ero convintissima, quasi a livello viscerale, che in quel modo avrei impedito al cervello di uscirmi da dietro la testa.
Da qualche punto dietro e sopra di me, sentii una porta chiudersi fragorosamente e un rumore di passi che si avvicinavano percorrendo la passerella metallica, scendendo la scala a chiocciola e avanzando lungo il corridoio. Continuai ad arrancare, troppo lenta ma comunque in movimento. Sapevo che non era nessuno di mia conoscenza, quindi capii che si trattava di Liesel, per continuai a strisciare perch non c'era altro che potessi fare. Poi lei mi raggiunse e mi afferr da sotto le braccia e mi tir in piedi. Il suo viso era ancora arrabbiato, e anche arrossato sotto il luccichio rosa, per ci che disse in tono aspro fu: Dov' la tua stanza?, e mi aiut a proseguire zoppicando in quella direzione.
Arrivammo pi o meno a met corridoio prima che suonasse l'ultima sirena, e proprio in quel momento, tre camere pi avanti rispetto a dove eravamo, si apr una porta e ne usc Orion. Si immobilizz come se fosse stato sorpreso a rubare cerchioni dai fari di una macchina della polizia, poi si accorse che non ero l per prendermela con lui ma per cadere davanti a un muro di fiamme mortali ed esserne bruciata viva. Non che non facessi del mio meglio per combinare entrambe le cose mentre mi afferrava da sotto l'altro braccio, per lui ignor il rantolare violento che gli rivolgevo e aiut Liesel a farmi entrare in camera sua proprio mentre dietro di noi esplodeva un fortissimo crepitio, accompagnato dal primo raspare terrorizzato dei nefasti in fuga. Orion si ferm sulla porta per lanciare un ultimo sguardo pieno di desiderio al corridoio, quindi la chiuse con una botta infelice mentre Liesel mi trascinava verso il letto.
Cos' successo? chiese Orion, avvicinandosi.
 caduta mentre usciva dal bagno rispose Liesel brevemente.
Non inserii i dettagli aggiuntivi. Sapere che si era infuriata al punto da commettere un omicidio, ma che poi non era riuscita ad andare fino in fondo mi faceva provare un sentimento di cameratismo nei suoi confronti. Dammi un bicchier d'acqua borbottai, e quando Orion me lo port, feci alcuni respiri profondi per evitare di vomitare, almeno provvisoriamente, poi mi alzai a sedere e lanciai sull'acqua il pi semplice degli incantesimi di guarigione di mia madre. Poi tirai fuori la bottiglietta di plastica che ho sempre sotto mano per emergenze emozionanti come questa, me la scolai e buttai gi l'intero bicchier d'acqua pi in fretta che potevo.
Riuscii a tenere tutto nello stomaco contando fino a quindici, dopodich barcollai fino allo scarico del pavimento e vomitai sul serio, con impegno. Alla fine rotolai via e mi raggomitolai sull'altro fianco con un gemito che adesso era un'espressione di protesta, non un piagnucolio; stavo gi meglio.
Cos' questa roba? chiese Liesel, raccogliendo la bottiglietta dove l'avevo lasciata cadere e dandole una annusata circospetta.
Tabasco e caramello risposi. Questo non fa proprio parte dell'incantesimo della mamma;  un'aggiunta mia, che di sicuro lei disapproverebbe non poco, ma qualcosa nel costringersi a mandare gi quella mistura orrenda fa s che l'incantesimo di guarigione agisca molto pi in fretta. Credo ci sia addirittura una spiegazione scientifica per cui la medicina dal sapore peggiore  quella che cura meglio o qualcosa del genere, ma potrebbe semplicemente derivare dal mana che genero costringendomi di proposito a ingoiare un miscuglio tanto orribile. Non deve per forza essere fatto con il tabasco e il caramello, deve soltanto essere ripugnante ma ancora commestibile, in modo da non avvelenare invece che guarire.
In ogni caso, dopo la terapia d'urto non avevo trauma cranico n dolore tale da urlare, per mi piangevo ancora addosso. Tornai a sdraiarmi sul letto di Orion e rimasi l un po' per riprendermi. Liesel cominci a parlare con Orion come una normalissima persona civile, ma ne ricav solo risposte bofonchiate e distratte. Se prova ad aprire la porta, dagli una botta in testa con la sedia brontolai dopo la terza volta.
Non ho intenzione di aprire la porta disse Orion, immusonito.
Chiudi il becco, malato di mente, la apriresti eccome replicai. E se il muro di fiamme vicino alla stanza di Aadhya avesse funzionato, stavolta?
Sarei... sarei tornato qui rispose Orion, come se fosse cos semplice gestire la situazione quando ti ritrovi bloccato tra due muri di fiamme mortali che si muovono l'uno verso l'altro, ciascuno preceduto da un'orda di nefasti impazziti, e senza alcuna via d'uscita in mezzo. Nessuno aprirebbe la porta durante una disinfestazione, nemmeno se sentisse Orion Lake o anche la sua stessa madre che urla dall'altra parte. Tutti quelli che sono stati cos stupidi da farlo sono morti al primo anno, quando davvero hanno aperto la porta e si sono fatti mangiare dall'arraffone imitatore che li aspettava sull'altro lato. Non pensavo di andare da nessuna parte.
Aprii gli occhi per fulminarlo con lo sguardo. Significa solo che non l'hai pensato, non che non saresti andato.
Lui mi guard storto, quindi se ne and arrabbiato alla scrivania e finse di mettersi a lavorare su qualcosa in un quaderno. Liesel si lasci sfuggire una risatina leggera e si sedette sul letto, in un punto libero vicino alla mia pancia. La osservai. Cosa c'?
Lei mi lanci un'occhiata penetrante, ma io continuai a non capire finch non disse: Nella tua camera?, e mi resi conto che pensava che Orion avesse programmato di sgattaiolare di nascosto lungo il corridoio per passare la giornata con me. Stavo per spiegarle che Orion non era cos idiota da correre il rischio di uscire durante una disinfestazione per passare la giornata seduto nella mia stanza a farsi urlare contro per essere uscito durante una disinfestazione, in effetti era molto pi idiota, quando mi venne in mente che Liesel non aveva del tutto torto: se fosse rimasto bloccato tra due muri di fiamme prima di arrivare alla scala principale, sarebbe certamente venuto a picchiare alla mia porta per mettersi in salvo. E s, io sono cos stupida che gli avrei aperto, pur tenendo a portata di mano un vasetto di acido corrosivo avanzato. Tutto questo significava che passare la giornata con me era stato il suo piano B, il piano di riserva.
Ne ebbi persino la conferma: se ne stava seduto dandoci le spalle, ma negli ultimi giorni si era fatto rasare i capelli dietro mia insistenza - non parliamo dello stato in cui erano - e la cima delle sue orecchie era visibile e rosso fuoco.
Lake, se hai mai preso in considerazione, fosse solo per un secondo, la sordida fantasia secondo la quale tu potresti fare sesso e io potrei essere in qualche modo coinvolta in quell'attivit, voglio che cancelli dalla tua mente anche il ricordo di averci pensato dissi seriamente e sentitamente.
El! url in segno di protesta, girandosi a lanciare uno sguardo mortificato a Liesel. Ma si meritava ogni singola parola.
Fu davvero uno spasso trascorrere la giornata nella camera di Orion insieme a lui e alla ragazza che aveva cercato di uccidermi. In realt, Liesel era a posto. Io e lei finimmo per giocare a carte; aveva un mazzo di tarocchi fatto da lei che si portava sempre in giro, e mi insegn la canasta usando tutti gli arcani maggiori come jolly. Socchiuse un po' gli occhi perch continuavo a prendere la Torre e la Morte, ma non era colpa mia; era lei che le portava in giro e infondeva loro potere divinatorio.
Orion si un a noi un paio di volte, ma si distraeva in continuazione e non la smetteva di andare alla porta per ascoltare il crepitio del muro di fiamme che rotolava da una parte all'altra del corridoio. A Capodanno i passaggi sono molti, il che in teoria e non in pratica compensa il ridotto numero dei muri di fiamme. In un paio di occasioni sentimmo le ultime grida stridule dei nefasti, e a un certo punto si ud un raspare sullo scarico che lo fece balzare in piedi speranzoso, spargendo le carte dappertutto, ma da l non spunt nulla, neanche quando lo scemo tolse la copertura dello scarico e avvicin la testa per scrutarci dentro.
Liesel si allontan da lui con un'espressione a met tra l'inorridito e il disgustato. Io colsi l'occasione per tornare a raccogliere tutte le carte in una pila a faccia in gi prima che lei si accorgesse che sia la Torre sia la Morte mi erano finite sulle ginocchia a faccia in su insieme all'otto di spade, che nell'illustrazione di Liesel era una donna seduta a gambe incrociate e con gli occhi bendati, mezzo intrappolata da un groviglio di otto enormi spine argentate e disposte in circolo che puntavano verso di lei. Incoraggiante.
Perch non provi a metterci un piattino di latte? dissi a Orion in tono beffardo. Quella tecnica funzionava davvero nei tempi antichi, quando c'erano pi nefasti minori che non hanno bisogno di molto mana per sopravvivere, e pi profani che credevano sinceramente nella loro esistenza e perci risultavano vulnerabili. Se mettevi di proposito fuori dalla porta una ciotola di latte per il piccolo popolo, o compivi un qualunque gesto equivalente, loro venivano ad assorbire la minuscola quantit di mana generata dalla tua intenzione e poi lasciavano in pace la tua casa per conservarsi una fornitura regolare; i nefasti minori venivano mangiati da nefasti pi potenti che considerano un mondano l'equivalente di un sacchetto gi aperto e lasciato per strada, con macchie sospette fuori e due patatine ammuffite dentro.
Orion non si disturb a mostrarsi imbarazzato. Si limit a sospirare e a rimettere a posto la copertura dello scarico, quindi torn strisciando alla partita, in mancanza di qualcosa di meglio da ammazzare che non fosse il tempo, ma non si accorse nemmeno che per quel giro non gli avevo servito le carte. Io e Liesel giocammo molte altre partite fino a che, la sesta volta che scoprii la Torre, lei me la strapp di mano e me la agit davanti alla faccia. Stai barando!
Perch dovrei? replicai, aggressiva. Toglila dal gioco se ti d cos fastidio.
L'ho fatto! esclam lei, altrettanto aggressiva, poi afferr la scatoletta e la apr davanti a me per mostrare l'interno completamente vuoto, e dopo averlo fissato per un momento, raccolse tutte le altre carte, le infil nella scatoletta e si mise quest'ultima in tasca senza dire altro.
Dopo quello scambio, cal un silenzio imbarazzato. Scostai una quantit di panni sporchi di Orion sufficiente per liberare un rettangolo di pavimento e mi dedicai alle flessioni generatrici di mana, vivacizzate dal leggero pulsare che sentivo ancora dentro la testa. Ero cos stanca, dolorante e affamata che l'esercizio fu estremamente produttivo finch riuscii a farlo, ma finii la benzina prima di finire il tempo, quindi tornai ad accasciarmi sul letto di Orion e rimasi stesa l, ancora pi stanca, dolorante e affamata, oltre che sudata. Liesel, seduta alla scrivania, stava lavorando a qualcosa, per mi accorsi che erano i compiti di Orion solo quando se ne accorse anche lui e disse: Ehi, non c' bisogno che..., nel modo pi tiepido in cui quelle parole siano state mai pronunciate.
Non ho nient'altro da fare, al momento ribatt Liesel. Mi restituirai il favore pi avanti.
Sta di guardia alla stanza, no? dissi.
Liesel scroll le spalle.  qui anche lui. Non vale. Io pensavo che valesse, invece, perch Orion non voleva affatto essere l e se ne sarebbe andato a razzo se non ci fossimo state noi, per ero l'unica a perorare la sua causa. Rivolta a lui, Liesel aggiunse: Mi serviranno delle scaglie di anfisbena.
Oh, certo, non c' problema replic Orion con grande entusiasmo. Gli scoccai un'occhiataccia dall'altra parte della stanza, ma non avevo niente cui appigliarmi, anche metaforicamente; era uno scambio pi che ragionevole per uno che ti fa i compiti, e anche se pensavi - al contrario di me - che fosse suo dovere dare la caccia alle anfisbene senza ricevere niente in cambio, restava il fatto che lui aveva diritto a ottenere qualcosa per il disturbo che si prendeva a raccogliere le scaglie.
In ogni caso, forse Orion non sarebbe andato a caccia di anfisbene gratis; per noi umani sono solo un po' pi pericolose dei cong, di cui peraltro si nutrono. La peggiore caratteristica di queste creature  che ogni dieci anni, pi o meno, i loro predatori vengono eliminati da una disinfestazione, cos le anfisbene depongono un numero eccezionale di minuscole uova gommose in punti caldi e umidi, per esempio intorno ai tubi dell'acqua calda, e quando le uova si schiudono, poco dopo Capodanno, i piccoli si riversano in massa fuori dai rubinetti e dai soffioni delle docce, tutte e due le teste sibilanti pronte a mordere. Potreste dire, a ragione, che  una cosa da incubo, per a quello stadio il veleno provoca soltanto bruciore e diventa pi potente solo quando i cuccioli sono cresciuti abbastanza da non passare pi dalle tubature. Li senti sibilare, incastrati l dentro, mentre ti lavi e preghi che il soffione della doccia non si stacchi proprio oggi.
Quasi certamente quest'anno ci sarebbe stata un'invasione di anfisbene, ora che ci pensavo. Dovevo passare parola, e anche passare un po' del tempo che dedicavo all'uncinetto fabbricando reticelle da mettere sui soffioni delle docce. Liesel doveva averlo previsto da un pezzo e aver sviluppato una strategia in grado di impiegare quella che presto sarebbe diventata una risorsa abbondante; astuto da parte sua. E ancora pi astuto approfittare di una opportunit preziosa per fare in modo che fosse Orion ad accollarsi il raccolto in cambio di compiti di recupero che probabilmente non le avrebbero preso pi di due ore.
Rimasi sul letto, provando un risentimento del tutto ingiustificato che mi metteva di malumore, mentre Liesel smistava veloce un'intera pila di schede di esercizi con la stessa fatica che costava a me starmene sdraiata l. L'unica cosa che la faceva rallentare anche solo un po' erano i punti in cui Orion aveva sgocciolato cibo e/o interiora di nefasto sulle domande, e lei doveva chiedergli di aiutarla a ricostruire le parole pre-schizzi. In realt la mia era stata una sopravvalutazione: Liesel fin in trentotto minuti netti, compreso il tempo passato a ordinare con cura i compiti in base alla scadenza, a metterli in un paio di cartelline e anche a ripulire dappertutto.
Passai dall'essere seccata con lei all'essere seccata con Orion quando, ricevute le cartelline, si limit a posarle sbrigativamente su un lato della scrivania e dire: Fantastico, grazie. Quante scaglie ti servono?. Il suo tono non era abbastanza caloroso per me, figurarsi per gli standard americani.
Lake intende dire che ti  vomitevolmente grato per il fatto che non dovr passare gli ultimi sei mesi dell'anno a schivare pentoloni di acido perch non aveva nessuna voglia di fare i suoi compiti dissi, stizzita.
Liesel fece un'alzata di spalle con tutta la stanchezza di un veterano di guerra - suppongo che in questi anni abbia sempre dovuto lavorare svolgendo compiti agli studenti delle cerchie - e disse a Orion: Puoi procurarmi trenta pelli? Ho bisogno che abbiano una stagionatura di almeno due settimane.
Certo replic allegramente Orion, e io non digrignai letteralmente i denti perch nessuno lo fa, giusto?, per mi sentii come se li stessi digrignando. Senza la minima giustificazione, poi. Liesel aveva fatto un buon affare, e cos Orion, e per dirla tutta quello era un buon affare anche per me, perch non avrei dovuto continuare a salvare la sua stupida vita ogni dannato giorno. Non dovevo neppure preoccuparmi che stesse trascurando qualcosa di importante, qualcosa che gli si sarebbe ritorto contro come fanno sempre i compiti trascurati. Orion non aveva bisogno di fare pratica con l'Alchimia per diplomarsi o per qualsiasi altra ragione; per quanto avevo visto, non aveva una particolare inclinazione per quella materia. Non sapevo nemmeno perch fin dall'inizio avesse scelto l'indirizzo di Alchimia. I laboratori della cerchia di New York dovevano essere zeppi di cervelloni; Orion non si sarebbe certo diplomato per poi passare il resto della vita a fare l'alchimista mediocre.
La faccenda mi seccava, tanto pi che non avevo un buon motivo per essere seccata. Non riuscivo neanche a farmi venire in mente qualcosa da dire in proposito. Se avessi cercato di esprimere a parole ci che provavo, ne sarebbe uscita una roba spiacevole, invidiosa e lamentevole tipo: Perch riesci sempre a concludere accordi pi che soddisfacenti e a liberarti dalle cose che non ti piacciono, sottinteso e io no?, la qual cosa non rispondeva nemmeno pi a verit, dato che avevo uno spartisci-potere newyorchese al polso.
E cos non aprii bocca; mi limitai a starmene raggomitolata sul suo letto, avvolta da uno sgradevole mix di sudore ormai freddo e risentimento, mentre loro discutevano della loro felice intesa. Orion smise persino di essere tanto distratto: se anche la disinfestazione avesse eliminato altri nefasti, Liesel gli aveva appena ripulito la lavagna da tutto ci che non era cacciare, mangiare e dormire, con gli ultimi due facoltativi quanto voleva. Si era addirittura offerta di aiutarlo a preparare delle esche per le anfisbene.
L'unica cosa che non ero, neanche per sogno, era gelosa. Anzi, ne ero cos lontana che non pensai nemmeno di fare la gelosa fino a che Liesel non scocc a me un'occhiata spazientita e io capii che le sarebbe piaciuto moltissimo rendermi gelosa, e ci avrebbe provato con tutte le sue forze se avesse avuto almeno un briciolo di campo libero. Non potevo fargliene una colpa. Desiderava quel posto garantito nella cerchia di New York a tal punto che aveva preso in seria considerazione sia Magnus Tebow sia un omicidio per accaparrarselo; per me Orion era molto pi alto in classifica di quelle alternative. Se avesse dato anche solo una prima occhiata alla sua scollatura, sarebbe stata cretina a non fare in modo che ne desse una seconda.
Ma Orion non lo aveva fatto, e quando me ne resi conto, mi impanicai non poco, perch non aveva nessuna scusa per non averle dato una prima occhiata. Io che sono solo moderatamente ispirata in quella direzione avevo dato senz'altro sia una prima sia una seconda occhiata alla scollatura, agli elastici riccioli dorati e alle scintillanti labbra rosa. Credo che lo avrebbe fatto chiunque non fosse del tutto insensibile. Se passi anni a mangiare soltanto brodaglia insapore e di colpo qualcuno ti offre una fetta di torta al cioccolato, chi se ne frega se la torta al cioccolato non ti piace particolarmente; se sei un minimo interessato al cibo, ci pensi su prima di dire: No grazie.
Orion non aveva motivo di dire no grazie. Ero abbastanza sicura che la torta gli piacesse davvero, o perlomeno che fosse prontissimo a provarla, ma non ne avrebbe preso un boccone dal mio piatto se avevo voce in capitolo, e l'avevo. Avrebbe dovuto almeno leccarsi i baffi se anche non gli andava di farsi avanti, e invece non si era nemmeno degnato di abbassare lo sguardo per una sbirciata. E non era neppure un attore cos bravo da aver finto.
La cosa irritava Liesel, comprensibilmente. Era come per i compiti: tutto quel cazzo di sforzo meritava un tantino di apprezzamento. Perci, quando suon la campana del via libera, disse in tono brusco: Adesso me ne vado in camera mia, e spar prima che avessi la possibilit di saltare sul treno in corsa e uscire insieme a lei.
Vado anch'io mi affrettai a dire, gettando le gambe gi dal letto, ma Orion si avvicin e mi chiese: Sei sicura di star bene?, con aria malinconica, e poi ebbe la sfacciataggine assoluta di dare una rapida sbirciata alle mie tette, attualmente occultate da una camicia di due giorni deturpata da macchie e fuliggine alchemiche, con i miei capelli che oscuravano il panorama.
Sto benissimo risposi, secca.
Ti accompagno in camera tua disse lui.
Avrei dovuto lasciarlo fare e basta; in camera mia c'era Tesorina. Invece dissi: Non mi serve aiuto per arrivare nove porte pi in l, Lake. Poi il mio stomaco brontol e lui colse l'occasione: Hai vomitato tutta la colazione, devi mangiare qualcosa. Quindi schizz a prendermi una barretta al muesli ancora sigillata e scaduta soltanto da otto anni che doveva aver avuto in dono da una delle sue ammiratrici adoranti. Magari non era una torta, ma per gli standard della Scholomance aveva comunque la qualifica di haute cuisine. Come una stupida la presi e come una stupida mi sedetti sul letto per mangiarla - talmente stupida, in effetti, che avevo la brutta sensazione di averlo fatto di proposito - e naturalmente lui prese posto sul letto accanto a me. Esitante, mi pass un braccio intorno alle spalle quando pens che non gli badassi (e io feci finta di non badargli), quindi, con voce lievemente speranzosa, mi disse: El. E io mi dissi che dovevo spingerlo gi dal letto.
Per non lo feci. Anzi, lo baciai io per prima - con mio grave scorno - e poi tutto and in malora, perch ho una fame da lupo e la torta mi piace tantissimo, e dopo il primo boccone ne pretesi un altro, e un altro ancora, e gli infilai le mani sotto la maglietta per premerle sulla sua schiena calda, e fu cos bello essere tanto vicina a qualcuno, solo che non si trattava semplicemente di qualcuno, si trattava di Orion, che rabbrivid dalla testa ai piedi e mi circond con le braccia, facendomi sentire la sua forza, i muscoli che guizzavano sotto la pelle, quei muscoli che aveva sviluppato in tutti gli anni passati a combattere contro le peggiori creature venute dall'oscurit. La sua bocca era calda e meravigliosa, non riesco a descrivere fino a che punto mi facesse sentire bene e rendesse migliore ogni cosa. Ero una di quelle povere, sciocche matricole che fantasticavano, perse nell'illusione che avevo creato in palestra, ma questo era reale e potevo averlo realmente, qui e dopo il diploma e per sempre, insieme al mio sogno, quello di una vita dedicata a costruire, creare e fare del bene, e ogni profezia di malvagit e distruzione poteva andare a farsi fottere. Avevo la possibilit di iniziare il resto della mia vita in questo preciso momento, e lo volevo, lo volevo cos tanto da non potermi fermare, da non volermi fermare.
Perci non mi fermai. Continuai a baciarlo, ad accarezzare il suo corpo, a respirare al suo stesso ritmo, le fronti premute una contro l'altra a creare tra noi uno spazio caldo e intimo dove riprendere fiato, ansimanti. Orion aveva una mano impigliata nei miei capelli e la muoveva come se volesse sentire le ciocche scorrere sulle sue dita, stringendomi a s e allentando la presa per brevi momenti, il respiro che gli usciva roco e ansimante, e mi sembrava cos bello che risi un po' in quello spazio libero tra di noi, quindi allungai la mano per afferrare l'orlo della sua maglietta. Lui ebbe un sussulto convulso e si tir indietro di scatto, spingendomi a distanza di sicurezza, dopodich disse: No, non possiamo, in un tono che era pura sofferenza.
Sono stata umiliata in modi orrendi di ogni genere, nella mia vita, ma credo che quello sia stato il peggiore. Non perch non voleva spingersi oltre, lo avrei accettato. Ma perch lo voleva quanto lo volevo io, e ciononostante era riuscito a fermarsi, al contrario di me, che avevo agito come una zotica indisciplinata che tenta di prendere al volo il premio scintillante pur sapendo benissimo che condurr a un completo disastro.
Hai ragione dissi, e mi sparai all'istante fuori dalla stanza e nel corridoio ancora un po' abbrustolito.
Quando spalancai di botto la mia porta, Tesorina era proprio dall'altra parte, cos agitata da spiccare balzi che mi arrivavano fin quasi alla cintura. La acchiappai al volo e le dissi con rabbia: La smetti? Non  successo niente, e non per merito tuo.
Mi sbattei violentemente la porta alle spalle e mi lasciai cadere sul letto. Tesorina risal pian piano il mio braccio, raggiunse la spalla e si mise a sedere l, in silenzio, fino a che non confessai, amara come una zucca marcia: E nemmeno per merito mio. Lei si avvicin al mio orecchio per strofinarne il lobo con la punta del piccolo naso, poi emise una serie di squittii rassicuranti mentre io portavo le mani al viso per asciugarmi qualche lacrima.
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7. ALLEANZA.
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Orion non ebbe nemmeno la decenza di evitarmi per il resto della giornata. Anzi, pass tutto il pranzo a lanciarmi patetici sguardi di disperazione e desiderio, proprio come se fossi stata io a fargli prendere fuoco solo per lasciarlo crudelmente in sospeso. Nessuno fece il minimo accenno alla cosa davanti a me, ma capii che tutti davano per scontato che avessi fatto esattamente quello. Quando me ne lagnai con Aadhya, nel pomeriggio, lei mi disse - senza un briciolo di partecipazione - che nessuno passava tutto quel tempo a pensare alla mia vita amorosa, ma cosa ne sapeva lei?
Dovresti essere contenta che ti abbia salvato da te stessa aggiunse.
La fulminai con lo sguardo. E chi  che mi ha appena chiesto tutti i dettagli piccanti?
Non vuol dire che non ti avrei rovesciato un secchio d'acqua fredda in testa se fossi stata a tiro. A cosa pensavi? Sai almeno quando hai avuto le ultime mestruazioni?
Non potevo proprio discutere con lei, soprattutto perch non avevo la pi pallida idea di quando mi fosse venuto l'ultimo ciclo o di quando dovesse arrivare il prossimo. Per fortuna in questo caso la magia si rivela utile: in qualunque momento si presentino i primi sintomi, ti prepari una bella tazza di t gusto vattene-affanculo - una semplice ricetta alchemica che ogni giovane maga sa preparare anche dormendo - e passa tutto. Alcune di noi sono obbligate a stare attente al calendario, perch le loro mestruazioni iniziano con perdite di sangue, e nessuna vuole che i nefasti ne sentano l'odore. Il mio primo sintomo, invece,  un crampo acuto e violento alla pancia, inconfondibile, e viene con cinque ore buone di preavviso.
Purtroppo, la magia non si rivela utile nel caso in cui si voglia evitare una gravidanza. Il problema  che se fai volutamente qualcosa che pu portare a una gravidanza anche se lo sai e ne sei terrorizzata a morte, l'intenzione magica si confonde. Gli incantesimi di protezione sono affidabili pi o meno come il coito interrotto. La scienza  molto pi attendibile, ma a questo punto devi investire un po' della gi scarsissima quota di peso dell'Iniziazione per portarti dietro preservativi o pillole, e poi usarli nel modo giusto, oppure devi farti fare un impianto sottocutaneo o farti mettere la spirale prima dell'Iniziazione e incrociare le dita sperando che niente vada storto durante i quattro anni che - auspicabilmente - passerai qui dentro prima di poter consultare di nuovo un ginecologo. Io non ne vedevo il motivo. O meglio, non ne avevo visto il motivo quattro anni prima, quando ero abbastanza sicura che nessuno mi avrebbe rivolto la parola, figuriamoci frequentarmi.
 solo che... Smisi di battibeccare e mi sedetti con un tonfo sul pavimento della sua stanza, dicendo: Era cos bello, e magari sembrer stupido ma non riuscii a evitare un tremolio nella mia voce. Bello era ci che non avevamo qui dentro. Potevi arrivare a vittorie disperate e persino a meraviglie stupefacenti, per mai a qualcosa di bello.
Aadhya si lasci sfuggire un lungo sospiro. Be', scordatelo. Io non mi far mangiare da un fauciomaco perch tu ti sei fatta mettere incinta. Mi tirai su a bocca aperta per l'indignazione causata da quel colpo basso, ma Aadhya si limit a guardarmi impassibile, serissima, e aveva ragione; certo che aveva ragione. L'avevo gi data in giro fin troppo (per quanto non in senso letterale), e se avessi continuato cos, molto probabilmente mi sarei ritrovata con qualcosa di ancora meno utile di una medaglia di peltro.
Non sapevamo cosa avremmo trovato quando fossimo scesi nel salone dei diplomi, e per certi versi era peggio che sapere che ci aspettava la stessa terrificante orda di nefasti che i diplomandi affrontavano ogni anno da un secolo e oltre. Non potevamo nemmeno tirare a indovinare basandoci sui primi resoconti risalenti all'epoca in cui la disinfestazione funzionava, perch allora la scuola era nuova di zecca e gli unici nefasti erano quelli che come pionieri si erano fatti strada contorcendosi attraverso le protezioni. Adesso c'erano infestazioni centenarie e intere colonie nascoste in profondit negli angoli bui, vecchissimi nefasti che avevano messo radici nelle fondamenta, generazioni che non avevano mai vissuto fuori dalla scuola. Forse il numero delle creature sopravvissute alla disinfestazione era stato sufficiente ad avviare un'improvvisa esplosione demografica nello spazio disponibile, vedi l'ondata di anfisbene in arrivo, e noi saremmo stati scaricati in mezzo a una moltitudine famelica di nefasti da poco usciti dall'uovo e ancora digiuni, cos tanti e cos piccoli che la maggior parte delle nostre strategie non sarebbe servita, proprio come era successo con l'orrenda massa che senza volerlo avevamo attirato con l'incantesimo-trappola di Liu, solo diecimila volte peggio.
O forse sarebbero stati tutti morti. Magari si erano mangiati l'un l'altro sino a esaurire la catena alimentare, e non ci sarebbero stati altri nefasti oltre a Pazienza e Fermezza, di guardia ai lati dei cancelli, e a loro non sarebbero rimasti sul menu altri piatti oltre noi.
Se la situazione l sotto fosse stata questa... non avevo idea di cosa avrei fatto. La mossa pi logica e sensata sarebbe stata far girare la voce in anticipo tra tutti i diplomandi che, se ci fossimo trovati a dover affrontare i fauciomachi, loro avrebbero dovuto formare un enorme cerchio e rifornirmi di mana mentre io tentavo di accopparli. Ma anche se quella era la mossa pi logica e sensata non significava che avrei fatto cos. Avevo ucciso un fauciomaco nell'unico modo possibile: dall'interno. Ma se provavo a pensare anche solo alla lontana di rifarlo, dal mio, di interno, saliva un grido incoerente che si impossessava di tutto lo spazio che c'era nel mio cervello, come quando ti trovi vicino a un camion dei pompieri con la sirena accesa mentre qualcuno cerca di parlarti, e tu vedi la bocca che si muove, per non ti arriva il bench minimo suono perch il mondo intorno a te  solo rumore.
Forse sarei riuscita a superarla se avessi visto i fauciomachi avventarsi su di noi e non ci fosse stata altra scelta. Forse. Non ne ero per niente convinta, nonostante fossi sul punto di passare sei mesi ad affinare al massimo i miei riflessi. Perch non era lo stesso. Neanche per idea. Essere costretta a scegliere di entrare di nuovo dentro un fauciomaco... non so se sia una scelta che si possa compiere pi di una volta. Non devono essere molte le persone che hanno avuto occasione di considerarlo. Se ce la faccio a uscire da qui, mi piacerebbe andare a trovare il Dominus della cerchia di Shanghai.  l'unica altra persona ancora in vita ad aver fatto una cosa del genere. Potremmo confrontare le informazioni. Oppure potremmo soltanto guardarci in faccia e cominciare a urlare tutti e due, cosa che mi sembra pi appropriata.
Certo, era decisamente pi probabile che non avrebbe funzionato comunque. Il fauciomaco che avevo ucciso era piccolo, forse germogliato da uno dei pi grandi o uscito da un uovo o in qualunque modo prolifichino: a quanto ne so, nessuno ha mai dedicato molto tempo a studiare la riproduzione dei fauciomachi. Quello era riuscito a infilarsi in mezzo alle protezioni e salire le scale. Non so quante persone avesse al suo interno, quante vite; ormai avevo perso la capacit di tenere il conto delle morti che avevo dispensato. Per sapevo che le sue dimensioni non si avvicinavano neanche lontanamente a quelle di Fermezza, n tantomeno a quelle di Pazienza, che spadroneggiava sul terreno di caccia sin quasi dall'inaugurazione del salone dei diplomi. Non credo nemmeno di essere in grado di ucciderli. Quei due se ne andranno soltanto quando se ne andr tutta la scuola.
Il punto era che per il diploma dovevamo ancora elaborare una strategia migliore dello Stiamo a vedere se El riesce a non farsi prendere dal panico, e invece io me ne stavo l a piagnucolare di quanto sarebbe stato bello fare qualcosa di incredibilmente stupido tipo andare a letto con Orion. Aadhya aveva tutto il diritto di sbattermelo in faccia.
Scusa borbottai. Lei si limit ad annuire, un gesto pi gentile di quanto meritassi, dopodich disse in tono pratico: Allora, credo di aver trovato una buona soluzione per organizzare gli allenamenti in palestra, e mi mostr un programma da esaminare.
Dopo Capodanno, met della palestra viene delimitata da un cordone e riservata ai diplomandi, e ogni settimana quella stessa area ci presenta un nuovo percorso a ostacoli perch ci alleniamo il pi possibile a correre in mezzo a foreste di cose taglienti che tentano di ucciderci.  uno scenario straordinariamente realistico, pieno di congegni che fingono di essere nefasti, e di molti nefasti veri che gentilmente vengono a popolarlo. Il fatto che pochissimi di noi muoiano testimonia l'ottima qualit della nostra esperienza didattica. Per favore, immaginatemi mentre pronuncio quest'ultima frase con la mano devotamente posata sul cuore. Parlando sul serio, per, a quel punto ci stavamo avvicinando al nostro massimo potenziale, ed  noto che al mondo non esiste niente di pi pericoloso di un mago adulto. Ecco perch i nefasti devono darci la caccia quando siamo giovani. Perch i veri superpredatori siamo noi, non i fauciomachi, che in fin dei conti si limitano a starsene seduti vicino alle porte biascicando tra s e andando di tanto in tanto alla ricerca di qualcosa da mangiare. Una volta superati i cancelli, intaglieremo i nostri sogni nel mondo come allegri teppisti che incidono graffiti sulle piramidi, senza guardarci indietro. Ma solo quando saremo fuori.
In genere, avere la palestra riservata  un privilegio utile e molto apprezzato. Quest'anno nessuno era proprio entusiasta di andarci, ma per allenarsi non c'erano alternative. L'obiettivo fondamentale del diploma  arrivare dalla scala pi vicina ai cancelli il pi in fretta possibile. Il tratto da coprire equivale grossomodo a centocinquanta metri, pi o meno la stessa distanza che c' da un capo all'altro della palestra e ritorno, ma a parte lanciare incantesimi a destra e a sinistra, devi anche correre.
La mattina? protestai, perch Aadhya voleva farci riunire tre volte alla settimana alle otto, il che significava trascinarsi fuori dal letto al primo leggero rintocco per fare colazione e scendere di sotto; saremmo state le prime in tutti i corridoi, per non parlare - cosa molto importante di cui parlare, invece - del fatto che ogni settimana saremmo state le prime sul percorso, senza sapere in anticipo quanto sarebbe stato brutto.
Ho parlato con Ibrahim e Nkoyo, durante la disinfestazione disse Aadhya. Abbiamo fatto un patto. Ci verranno dietro con le loro squadre, da entrambi i lati. Noi reggiamo la pressione sul davanti, e loro impediscono che ci attacchino sul fianco. Ci alleneremo insieme tutte le mattine.
Questo genere di accordi di solito  una pessima strategia per il gruppo di testa, tanto che ci avvertono esplicitamente di evitarlo nel manuale pre-diploma che riceviamo all'incirca tre mesi prima della data fatidica (vale a dire troppo tardi perch serva a qualcosa); usiamo tutti delle copie che abbiamo acquistato al secondo anno dagli studenti dell'ultimo, che a loro volta avevano acquistato quelle copie due anni prima eccetera. I consigli variano un tantino da un anno all'altro, ma uno dei punti che si ripetono costantemente  che prendere la testa non vale affatto il vantaggio che hai facendoti coprire da altri gruppi. Non appena corri il rischio di essere sopraffatto, gli altri fanno un bel salto di lato e lasciano che le creature tenute a distanza fino a quel momento ti attacchino, senza darti nemmeno la possibilit di recuperare, mentre loro approfittano dell'apertura creata dall'ammassarsi di forze e avanzano a vele spiegate verso l'uscita con un significativo miglioramento delle loro probabilit, ottenuto a spese tue.
Essere quello che sta davanti non  il massimo neppure all'interno di un'alleanza, ma in questo caso almeno tu e i tuoi compagni vi siete allenati insieme e avete combinato le vostre abilit, perci tagliare la corda non  una buona idea per i tuoi alleati. A meno che non siate abbastanza vicini alle porte, perch quello  il momento in cui tantissime alleanze vanno in pezzi. Ecco quindi spiegato, bambini e bambine, perch chi appartiene a una cerchia non  mai in prima linea.
Ciononostante, Aadhya non stava commettendo un errore. Esiste un'unica situazione nella quale avere altri che ti coprono ha perfettamente senso, ed  quando a loro non passer mai per la testa di mollarti da solo. Per esempio, se dispongono soltanto di coltelli e la tua squadra ha una mitragliatrice lanciafiamme. In quel modo, per, Aadhya mi confermava che s, tutta la nostra strategia si sarebbe basata sulla mia capacit di non farmi prendere dal panico. D'accordo dissi in tono cupo. Cos'altro potevo dire? No, non contate su di me? No, non far del mio meglio per portarvi fino ai cancelli come avete fatto voi che mi avete portata fin qui? Era naturale che intendesse costruire la strategia intorno a me. Ed era altrettanto naturale che io dovessi permetterglielo.
El disse Aadhya, lo sai che prenderemmo anche Orion. Ora, potreste pensare che quella fosse una cosa assurda, e anche comica, da dire - s, ammetteremo tra noi l'eroe invincibile perch ce lo detta la bont dei nostri cuori generosi - ma io sapevo cosa intendeva realmente. Stava dicendo: Orion non fa parte della nostra squadra, ma io s, e questo significava che non potevo mollarle per andare ad aiutare lui, nemmeno se, per esempio, mi fossi voltata e avessi visto un fauciomaco trascinarlo nelle sue viscere, urlante come ancora deve urlare pap nei ricordi della mamma sin dal giorno che  uscita di qui con me nella pancia. Se era quello il destino orrendo da cui aveva cercato di allontanarmi, la mamma sapeva - e meglio di chiunque al mondo - quanto poteva essere terribile vivere sentendo risuonare nella memoria le urla di qualcuno che ami, per sempre.
Glielo chieder replicai senza alzare la testa, fingendo di vedere qualcosa quando invece tenevo gli occhi chiusi per non far cadere le lacrime sul programma che Aadhya aveva scritto con cura. Mi pos una mano calda sulla spalla, poi accenn a cingermi con il braccio. Io mi appoggiai per un momento a lei, quindi scossi la testa con violenza e feci un gran respiro: non mi andava di mettermi a piangere. A cosa serviva? Non potevo farci niente.
In effetti quella sera glielo chiesi mentre andavamo a cena, dovevo farlo, per sicurezza. Ebbe il coraggio di dirmi, in tono rassicurante: El, te la caverai. La riserva contiene un sacco di mana, e io ne aggiunger altro, adesso che ci sono pi nefasti in giro, e poi hai Chloe e....
Chiudi il becco, razza di somaro gli ringhiai contro, e lui si ritrasse, oscillando per un attimo tra lo stupefatto e l'offeso, quindi disse con aria perplessa: Frena, sei preoccupata per...?, e si interruppe di colpo, guardandomi a bocca aperta come se anche la parvenza dell'idea che un qualsiasi essere umano potesse a un certo punto nutrire un barlume di preoccupazione per la sua salute e il suo benessere non avesse mai fatto capolino al davanzale del suo cervello di gallina. Salii di corsa il resto della rampa di scale per allontanarmi da lui, perch o facevo cos o gli tiravo un pugno su quel naso adunco, di cui proprio quella mattina mi ero sorpresa a pensare pigramente che aveva qualcosa di Marlon Brando da giovane, il che pu illustrarvi l'abisso nel quale stavo sprofondando se vostra madre, come la mia, ritiene che il massimo dell'intrattenimento adatto ai bambini consista in vecchissimi musical cinematografici.
Aadhya, Liu e Chloe erano andate avanti, per le raggiunsi prima che si mettessero in fila davanti alla linea di distribuzione. Grazie per avermi tenuto un posto dissi, afferrando un vassoio, senza riferire com'era andata. Chloe si morse un labbro, Liu parve dispiaciuta e per fortuna Aadhya si limit a dire: Cosa ne pensate di chiedere a Jowani di unirsi a noi?, cos che ci mettemmo a discutere dei vantaggi di quella scelta.
Posso elencarveli io. Jowani aveva un incantesimo di protezione del perimetro che era davvero di prim'ordine, di quelli che rimangono efficaci ancora per mezz'ora dopo che li hai lanciati; il suo era degno di nota perch funzionava in base all'intento, non alla presenza fisica, e quindi ti avvertiva della comparsa di nefasti incorporei. Jowani avrebbe fornito un solido legame personale con le altre due alleanze, perch Cora si era unita a Ibrahim, Nadia e Yaakov. E i ragazzi sono indiscutibilmente utili nei lavori pesanti; al momento quella che nella nostra squadra si avvicinava di pi al muscoloso ero io. Il divario non sembrava cos rilevante all'inizio dell'anno, ma ultimamente mi sembrava che tutti i diplomandi maschi si espandessero in lunghezza e in larghezza ogni volta che non li guardavamo, e che di colpo facessero cose tipo caricarsi sotto un braccio un'intera cassa piena di ferro per spostarla da una parte all'altra del laboratorio tecnico.
Potreste pensare che tutti quei particolari rappresentino solo vantaggi minori, e in senso relativo era cos. Ognuno di noi poteva rendersi utile in qualche modo:  quello che facciamo da quattro anni a questa parte, trovare la maniera di renderci utili. E ora che tutti sapevano che io ero molto utile, avremmo potuto sceglierci uno dei ragazzi migliori. Anzi, sospettavo che almeno due dei candidati al discorso di commiato che non ce l'avevano fatta per un pelo avessero gi fatto le loro proposte a Aadhya: li avevo visti passare dalla sua camera.
Nessuna di noi sollev obiezioni. Convenimmo tutte che Jowani sarebbe stato utile e un'ottima integrazione strategica per la nostra squadra. Ma non parlammo del motivo. Non dicemmo che volevamo evitare che fosse lasciato indietro. Sin dall'incidente al braccio di Cora, avevamo mangiato insieme come gruppo quasi tutti i giorni, e ogni mattina a colazione lui tirava fuori un libro minuscolo dalle pagine incredibilmente sottili - una per ciascun giorno di quattro anni, lo capii dopo le prime volte - e recitava a voce alta una breve poesia o un brano scelto che suo padre aveva copiato a mano nel libro, in una decina di lingue, e ogni pezzo era pieno d'amore e di speranza: abbi coraggio. La sua voce durante la lettura ammorbidiva persino le mie mattinate pi ringhiose.
Prima di allora non lo avevo mai sentito emettere pi di un monosillabo. Avevo sempre immaginato che si trattasse di antipatia da parte sua, e invece non aveva proprio niente a che vedere con me. Soffriva di balbuzie, cosa che non lo imbarazzava quando recitava poesie n quando lanciava incantesimi, per fortuna, ma che in una conversazione gli rendeva quasi impossibile pronunciare una parola, a meno che non ti conoscesse bene. Era questo il motivo per cui si era appoggiato alle doti sociali di Nkoyo anche pi del dovuto, cos come era il motivo per cui ora aveva gravissime difficolt nel trovarsi un'alleanza. E senza un'alleanza non ne sarebbe uscito vivo.
Non ci dicemmo niente di tutto questo. Non si fa, mai. Ibrahim, Yaakov e Nadia avevano accettato Cora perch ricordavano di aver formato il cerchio intorno a lei per curarle il braccio, il mana che scorreva come un fiume attraverso tutti noi, in un dono che era costato soltanto la volont di donare. L'avevano accettata perch lei e Nadia sapevano danzare gli incantesimi - esistono molti incantesimi che diventano pi potenti se li si danza mentre vengono pronunciati - e al momento stavano studiando una danza delle spade magica usando le lame che fabbricava Yaakov; Ibrahim aveva ottenuto un incantesimo di sincronizzazione della materia da un altro dei suoi amici delle cerchie, il quale glielo aveva lasciato a poco per farsi perdonare di non avergli chiesto niente quando stava creando la sua alleanza. Avevano formato una squadra di combattimento bella robusta e ricevuto inviti a collaborare da almeno due o tre studenti delle cerchie. Era cos che andava. Non potevi scegliere le persone perch ti piacevano o perch volevi che vivessero.
Ma noi avevamo racimolato buoni motivi a sufficienza per dire di s a Jowani e, quando arrivammo al nostro tavolo, Aadhya lo prese da parte e gli chiese di unirsi a noi. A operazione conclusa, le nostre tre alleanze erano consolidate, e convenimmo tutti di andare a farci la prima corsa la mattina dopo. Anche Orion. Era chiaro che non si stava prendendo nemmeno il disturbo di ideare un piano per arrivare alle porte che non fosse: Uccidi creature finch non ce ne sono pi, ma ci aveva sentiti parlare dei vantaggi o della mancanza dei medesimi nell'andare la mattina presto, oltre che della necessit di tenere gli occhi bene aperti per capire se qualche nefasto vero poteva essersi introdotto nella palestra durante la notte ed essersi nascosto nel percorso. Quando sent quest'ultima osservazione, drizz le antenne e chiese: Ehi, vi dispiace se vengo anch'io con voi?. Vi sconvolger sapere che nessuno ebbe niente in contrario.
Fu cos che la mattina seguente, dopo colazione, scendemmo tutti al piano di sotto. Non ero pi stata in palestra dal giorno del Festival dello Sport. Ero preparata, ma non abbastanza. Il posto era peggiorato ulteriormente. Qualche cervello di gallina di matricola - potevano essere state solo loro - aveva ripiantato nelle grosse giardiniere lungo le pareti manciate di semi presi dalle forniture alchemiche, e il macchinario incantato aveva incorporato il tutto con quanto stava intorno - sotto forma di siepi, al momento -, tanto che ora non si capiva nemmeno dove le pareti incontravano il pavimento, e l'illusione di trovarsi all'aperto risultava ancora pi realistica. I grandi alberi in lontananza avevano perso le foglie, e sui rami umidi e scuri si scorgeva una soffice spolverata di neve, interrotta di tanto in tanto dal mucchietto rosso di un uccellino, mentre sotto i piedi ogni delicato filo d'erba scricchiolava per il gelo. Il nostro respiro creava sbuffi come di nebbia.
E che caz... disse Jowani, e si ferm l, credo riassumendo egregiamente le nostre sensazioni.
Be', non tutte le nostre sensazioni.  bellissimo, El mi disse Orion, in tono quasi sognante, le braccia spalancate e il viso rivolto verso l'alto, verso il nevischio artificioso che il cielo lasciava cadere per accoglierci. Non riesco nemmeno a capire che non siamo fuori. Penso intendesse farmi un complimento.
Strizzando bene gli occhi, si distinguevano i confini del percorso a ostacoli: una bassa recinzione di legno delimitava la met della palestra, separando la zona del circuito dal resto. A parte questo, per, l'artificio illusorio aveva combinato alla perfezione gli ostacoli e l'ambiente: cespugli irti di spine, alberi dai rami che sembravano volerti afferrare con i loro artigli, una ripida collina coperta di neve. Una sottile nebbia grigia aleggiava sopra la superficie scura e liscia di un fiume ghiacciato, pronto a trasformarsi in un mare di schegge taglienti che sarebbe stato possibile attraversare in pochi modi: una fragile asse traballante, una manciata di rocce scivolose che sbucavano dal ghiaccio, uno stretto ponte di pietra dall'aria pi salubre che proprio per questo era senz'altro l'opzione pi pericolosa. Le porte stesse della palestra, viste dall'interno, sembravano due enormi cancellate di ferro incastonate nel muro di una misteriosa e invitante torre di pietra.
Eravamo gi partiti male. Il modo migliore di usare il percorso a ostacoli  buttartici sopra all'istante la prima volta che lo vedi, senza prenderti il tempo di esaminarlo.  soltanto dopo esserne uscito ammaccato e zoppicante - sempre che tu ne esca - che puoi ripensare a tutte le cose che hai sbagliato e provarne di nuove nel resto della settimana, poi il luned, quando esce il nuovo percorso, ricominci tutto daccapo. Se hai fortuna, la corsa ti riesce meglio ogni settimana al primo colpo, senza pianificarla. Durante il diploma non hai tempo di pianificare. A nostra difesa, per: E che caz...
Cominciamo prima che si facciano vedere le prossime squadre dissi. Poi mi accorsi che tutti gli altri stavano aspettando me, il che era al tempo stesso ovvio e terrificante. Guardai la magnifica distesa di natura selvaggia toccata dall'inverno. Qualunque nefasto si trovasse l se ne stava nascosto, a eccezione delle fioche luci danzanti che si scorgevano sull'altra riva del fiume, brillanti di colori attraverso la nebbia, proprio come se un insieme di fuochi fatui si fosse trasferito l per stabilirvisi, solo che quelle luci erano nefasti robotici per lo pi decorativi e di poca utilit ai fini dell'allenamento. Avrebbero potuto essere una variet di mangia-anime, ma i veri mangia-anime, se cos vicini tra loro, si sarebbero fusi in una sola creatura molto affamata, quindi un branco di quei nefasti ci sarebbe stato di grande utilit nemmeno per fare esercizio. Ciononostante, sarebbe stato inutile in modo pi pericoloso e spiacevole, e quindi pi probabile. I falsi nefasti generati dal percorso sono molto simili a quelli messi in mostra nell'aula di Scienza dei Nefasti: il fatto che non siano veri non significa che non possano ucciderti, e a volte quelli veri si intrufolano e fingono di essere falsi giusto il tempo di agguantarti. Ma non aiutavamo noi stessi standocene l per scoprire questi quali erano. Inspirai a fondo e rivolsi un cenno della testa a Liu, che inizi a suonare il liuto mentre io cantavo l'incantesimo amplificatore di mana con voce un po' stridente e correvo dritta verso il percorso.
La neve ci esplose intorno prima che ci allontanassimo dalle porte anche solo di una falcata, rivelando lame dentellate e ricurve come falci che si protendevano verso di noi con la punta rivolta alle nostre viscere, dopodich non saprei dire in che ordine accaddero le cose. Dovevamo attraversare il fiume in entrambe le direzioni, all'andata e al ritorno, ma non ricordo in quale occasione lo trasformai in lava. Non toccammo davvero la parete, visto che l'illusione della palestra si stava sforzando in ogni modo di convincerci che non c'era: quando ci avvicinammo, comunque, una tormenta improvvisa ci sferz il viso e gemendo con tremule voci spettrali ci disse di tornare indietro.
In effetti la faccenda della lava fu senz'altro all'andata, perch al ritorno il percorso a ostacoli stava ancora tentando di ripristinare la condizione iniziale rispetto al mio incantesimo, ragion per cui il fiume ci scaricava addosso geyser di vapore surriscaldato attraverso le crepe nel ghiaccio. Uno dei getti colp Yaakov a una gamba. Lui si mise a gridare con fervore quelle che ero sicurissima fossero selvagge imprecazioni a ogni passo per tutto il resto del tracciato fino alle porte: di solito era un ragazzo molto gentile e dignitoso, estremamente educato; sarebbe stato divertente in qualunque altra circostanza. Ma non qui: qui significava che era in preda a una sofferenza di quelle cos atroci che riesci solo a lasciarti cadere dove sei e urlare, ma lui non poteva farlo o sarebbe morto. Nell'attimo stesso in cui usc in corridoio, si lasci cadere davvero e tent di tirare fuori una benda da avvolgere intorno alla pelle coperta di vesciche, continuando a imprecare sottovoce con gli occhi pieni di lacrime. Le mani gli tremavano tanto che non riusciva a srotolare la fasciatura.
Non puoi continuare a urlare! scatt Ibrahim, pur mettendosi in ginocchio accanto a lui. Gli pass una mano sulla fronte - gesto non molto efficace, perch si macchiarono di sangue l'un l'altro - e prese la benda che Yaakov stringeva ancora per fasciargli la ferita.
No disse Liu, ansimante; era inginocchiata sul pavimento, praticamente avvolta intorno al lungo manico del liuto di ragnosirena. No,  tutto a posto. Le urla si sono penetrate nella musica. Sarebbe il caso che urlassimo tutti, credo, o che cantassimo. Lei stava meglio della maggior parte di noi; aveva suonato sempre da una posizione protetta, al centro del gruppo.
Chloe tremava e aveva gli occhi sbarrati di chi  sul punto di crollare mentre armeggiava per tirare fuori anche le sue bende; Jowani la stava aiutando. Tutto il suo fianco destro - quello pi esposto - aveva subto il colpo troppo ravvicinato di uno di quei rami artigliati, tanto che i vestiti lacerati dalla spalla alla coscia lasciavano intravedere sangue e pelle, e i bordi sfilacciati degli strappi erano macchiati di scuro. Aadhya, che aveva fatto da retroguardia, era in piedi con le braccia intorno al corpo, le mani ancora ben strette sui bastoni da combattimento che aveva preparato apposta per la corsa. Non vedevo ferite, ma sembrava stare piuttosto male. Stavo per andare da lei quando respir a fondo e si avvi verso Liu per dare un'occhiata al liuto e accertarsi che fosse ancora accordato.
La squadra di Nkoyo era stata colpita da una scarica di affilate schegge di ghiaccio grandi come una lametta da barba e tutti coloro che ne facevano parte erano ancora pi sanguinanti di noialtri, a eccezione dell'appartenente a una cerchia, un ragazzo di nome Khamis, di Zanzibar, che si era risolutamente messo al sicuro nella posizione pi protetta del gruppo, ovverosia al centro. Era un alchimista, armato solo di una cartucciera di bombolette spray. In quel momento ne stava usando una sul taglio profondo che Nkoyo aveva su un braccio, e sotto il getto la ferita cominci a sparire insieme al sangue mentre lei si asciugava le lacrime dal viso.
Eravamo tutti sconvolti e tremanti per la decina di esperienze di pre-morte che avevamo avuto nell'arco di cinque minuti e anche per la consapevolezza ancora peggiore del fatto che quello non era niente, proprio niente. Era il primo percorso a ostacoli del primo giorno dopo Capodanno, materiale da riscaldamento, e da qui non esisteva altro posto dove andare che non fosse una lunga, ripida strada in salita da percorrere fino alla fine. Eravamo quasi tutti abituati a essere assaliti dai nefasti, ma c'era un'enorme differenza tra un solo attacco e una sequenza ininterrotta di attacchi. Met di noi piangeva, e l'altra met avrebbe voluto farlo.
Quando dico noi, intendo loro. Io mi sentivo benone. No. Mi sentivo come se mi fossi svegliata da un lungo sonno, mi fossi fatta un una bella tornata di esercizi e stiramenti all'aria aperta, e adesso stessi considerando con interesse l'idea di un pranzo abbondante. Starmene seduta per ore in un'aula, con i nervi a fior di pelle, circondata da morbide matricole pigolanti in attesa che un nefasto mi salti addosso: da incubo. Evocare un fiume di magma per vaporizzare all'istante ventisei attacchi ben progettati in una volta: niente di che.
Dai, non vi  andata male disse Orion in tono incoraggiante mentre ci raggiungeva con il passo elastico e in mano il corpo maciullato di una cosa piena di aculei: chiss come era riuscito a scovare l'unico nefasto vero in mezzo a quelli falsi. Di norma, ogni parola che gli esce dalla bocca viene accolta da un'esplosione di lodi sperticate, ma quelli del nostro gruppo avevano trascorso abbastanza tempo insieme a lui durante i pasti perch lo sfolgorio del suo eroismo non finisse per attenuarsi un po' e, date le circostanze, tutti lo fulminarono con uno sguardo di puro odio. Sono piuttosto sicura di averlo salvato da gravi lesioni personali quando ho interrotto il suo tentativo di scavarsi una fossa ancora pi profonda - Voglio dire, ve la siete cavata bene - dicendo: Lake, cos' quel coso morto e perch te lo porti dietro?.
Ah, ... per la verit non lo so rispose, sollevandolo: aveva pi o meno il corpo di un dobermann e le zampe di un bassotto ed era coperto di corti aculei a forma di cono con minuscoli fori sulla punta. Neanch'io sapevo cosa fosse. I nefasti mutano in continuazione o vengono mutati o se ne creano di nuovi eccetera. Gli aculei emettono una specie di gas. Non mi andava di lasciarlo l; era coperto di neve e il gas si  mescolato con la nebbia. Ho pensato che qualcuno poteva calpestarlo. Molto premuroso da parte sua.
Ormai altri diplomandi stavano cominciando a scendere con cautela dalla mensa, dopo colazione. Mentre ci trascinavamo via per leccarci le ferite, in senso letterale e figurato, per caso sentii qualcuno chiedere a Aadhya: Ehi, ma fate il primo turno?. Lei si strinse nelle spalle e rispose: Ci stiamo pensando, come a dire che accettavamo offerte: almeno una o due squadre sarebbero state felici di corromperci per essere i primi a varcare le porte, cos che potessero scendere di buon'ora anche loro, sapendo che qualcun altro gli aveva gi spianato la strada. Se volevamo farlo comunque, tanto valeva che ci facessimo pagare.
Durante il pranzo, Aadhya arriv a un accordo con tre alleanze che volevano condividere la fascia oraria dopo di noi, e ci procur anche la loro assistenza per la ripulitura finale, vale a dire che non saremmo stati costretti a sprecare le nostre scorte mediche. Per noi era un ottimo accordo: aiutarci subito dopo la faticata sul percorso significava che loro dovevano aspettare invece di iniziare gli allenamenti prima che arrivassero altri. Avevano accettato perch avrebbero dovuto aspettare comunque: il percorso ci mise un bel po' a risistemarsi dopo il nostro passaggio.
Normalmente quel processo si svolge nel tempo che ci mettono le porte a chiudersi appena dietro di te e ad aprirsi nuovamente. In realt, gli allenamenti non sono veri. Mille maghi che scagliassero dappertutto i loro incantesimi pi potenti tre volte la settimana distruggerebbero quasi subito la palestra; inoltre, se noi lanciassimo davvero i nostri incantesimi pi potenti, non ci resterebbe mana sufficiente per il diploma, i nostri artifici diventerebbero inutilizzabili, le nostre pozioni si esaurirebbero e via dicendo. La magia del percorso a ostacoli, quindi, smorza ogni cosa: quando lanci incantesimi al suo interno, a te sembra lo stesso, invece stai sfruttando solo lo zero virgola cinque per cento del potenziale, e il percorso simula la reazione che susciterebbe l'incantesimo intero. Credi di berti un bel sorso di pozione, ma la pozione  diluita; credi di usare un artificio, per l'artificio  coperto da un incantesimo di protezione. Quando poi esci, ssswish, tutto torna alla normalit - a parte le ferite che hai riportato, quelle restano dove sono: niente di meglio per spingere a un rapido miglioramento - e il turno successivo di diplomandi impazienti pu finalmente entrare.
Tutto questo funziona perch ci gettiamo volontariamente sul percorso. Il consenso  l'unico modo in cui la magia di qualcun altro pu arrivare al tuo mana e al tuo cervello a questi livelli. Be', fatta eccezione per la violenza. Di violenza ce n' sempre.
Ciononostante, sembrava proprio che ripulire anche lo zero virgola cinque per cento di un fiume gigantesco pieno di lava richiedesse uno sforzo considerevole. L'incantesimo che quella mattina avevo usato sul fiume proveniva da uno stregone oscuro eccessivamente ambizioso del regno di Avanti che aveva deciso che la sua fortezza maledetta sarebbe stata molto pi impressionante se solo fosse stata circondata da un fossato di lava. Quanto aveva ragione! Le squadre dopo di noi erano state costrette a rigirarsi i pollici sulla soglia per dieci minuti prima che le porte si riaprissero sull'incantevole e funesto paesaggio invernale.
Noi passammo il resto della giornata come avremmo fatto d'ora in poi: riuniti intorno a un tavolo della biblioteca a riesaminare ogni nostra mossa e a tentare di stabilire cosa avevamo fatto di sbagliato. Come ho detto, non avevo la minima idea di quali mosse avessi fatto, e nemmeno gli altri, il che rendeva difficile la nostra prima analisi retrospettiva. Tutti ricordavano invece con grande chiarezza il fiume che ribolliva trasformandosi in lava (punto per me), cos sprecammo un sacco di tempo a discutere se dovevamo farne il pezzo forte della nostra strategia: io avrei schiaffato un fiume di magma nel bel mezzo del salone dei diplomi, lanciato un incantesimo raggelante sui nostri piedi e tutti ci saremmo messi a correre sulla lava per raggiungere le porte. In effetti suonava bene come piano, bello semplice, ma esistono tantissimi nefasti cui la temperatura della lava in ebollizione non crea problemi, e comunque ogni singolo studente avrebbe preso l'autostrada per il paradiso proprio dietro di noi, richiamando eccessivamente l'attenzione dei nefasti. I quali si sarebbero costretti l'un l'altro a entrare nella lava per una semplice questione di pressione esercitata dalla massa, e la seconda ondata si sarebbe arrampicata sui corpi carbonizzati per arrivare a noi. Inoltre, non solo i fauciomachi non avrebbero badato al calore, ma avrebbero lasciato cadere parti di se stessi sul sentiero di lava, trasformando quest'ultimo in un vassoio da portata personale non appena avessimo cominciato a correre verso di loro. Non  che potessimo fermarci e basta. L'effetto della maggior parte degli incantesimi raggelanti non dura a lungo se continui a stare in piedi su una lastra di lava.
E se lanciassi l'incantesimo della lava dall'altra parte del salone, proprio dietro di noi? disse Khamis. Impediresti ai nefasti di starci con il fiato sul collo.
In tono piatto replicai: Impedirei anche a tutti i ragazzi dietro di noi di salvarsi.
Era evidente che lo considerava un problema loro, non nostro, per era un tipo sveglio e non me lo disse in faccia. Sono abbastanza sicura che lo disse in faccia a Nkoyo, invece, in stile: Puoi far ragionare quella stupida della tua amica?. Lo vidi trattenerla per parlare mentre scendevamo le scale per andare a cena, e quando raggiunse la fila, Nkoyo era tutta rassegnazione controllata, senza pi traccia della sua solita vivacit.
Una volta ci fu un uomo che venne alla comune con la sua fidanzata e tratt tutti con sufficienza, ponendo domande fin troppo garbate con l'aggiunta costante di un sorrisetto beffardo che sottintendeva: E voi davvero credete in questo genere di cose?. Era un sorrisetto che conoscevo bene, lo stesso che mi riempiva il cuore ogni volta che qualcuno mi diceva con la massima seriet che avrei purificato i miei chakra se solo avessi messo questa collana di perline o quel braccialetto magnetico di rame. Andavano sempre in bestia quando dicevo loro che indossare un oggetto prodotto in serie a partire da un minerale grezzo estratto da lavoratori sottopagati non aveva molte probabilit di migliorare l'equilibrio del mio mana. Ciononostante, detestavo quel coglione dal momento stesso in cui era comparso. Per quanto avevo capito, era venuto soltanto per far sentire in colpa la sua fidanzata, che aveva voluto passare un piacevole weekend facendo yoga nei boschi insieme a persone abbastanza premurose da chiederle come si sentisse, anche se lo facevano condendo la gentilezza con un sacco di chiacchiere sui suoi chakra.
L'aria stanca di quella ragazza era la stessa che aveva Nkoyo, e la cosa mi infastidiva come allora, tanto che ai tempi della comune ero andata dal tizio a dirgli che doveva togliersi dai piedi e stare lontano. Lui si era messo a ridere e mi aveva sorriso; io ero rimasta l a guardarlo e basta, perch di solito bastava quello anche se avevo solo undici anni. Sta di fatto che un quarto d'ora dopo se ne era andato davvero. Ma obbligando la sua fidanzata a seguirlo.
Cos non andai a dire a Khamis di togliersi dai piedi. Mi assicurai soltanto di portare via il mio vassoio insieme a Nkoyo e le parlai. Di' pure a quello stronzo che mi sono incazzata con te quando hai provato a suggerire l'idea. Lei mi guard e la sua bocca si incurv un tantino, accompagnando il ritorno di un po' di vivacit. Avrei dovuto sentirmi orgogliosa di me stessa; sono certa che la mamma mi avrebbe detto che ero maturata. Ma temo di aver provato il desiderio ancora pi intenso di far cadere Khamis in un cunicolo di manutenzione.
Quando due giorni dopo tornammo sul percorso - possiamo andarci tutti un giorno s e uno no; chiunque tenti di monopolizzare il circuito pi di cos comincia a fare esperienze sgradevoli, tipo incantesimi che non funzionano per niente nei momenti cruciali - non trasformai tutto il fiume, ma evocai una quantit di lava sufficiente per coprirne il fondo e farne ribollire l'acqua mentre si raffreddava. Quasi tutto l'assortimento di trabocchetti e falsi nefasti nascosti nel fiume rimase incapsulato nella roccia appena formata o almeno divenne completamente visibile, e noi potemmo attraversare a piedi in qualunque punto.
El, era questa la cosa giusta da fare mi disse con forza Liu una volta fuori. Eravamo riusciti a raggiungere l'estremit pi lontana del salone e a tornare indietro senza bagni di sangue stavolta, il che faceva sembrare scontata l'osservazione di Liu, ma lei la intendeva in senso pi generale. Era la cosa giusta da fare perch ci dava la possibilit di scegliere. Avere scelta  fondamentale.
Lo avevo gi capito.  una delle voci di un elenco puntato nel manuale pre-diploma: In linea generale, a prescindere dalla situazione specifica in cui vi trovate, dovete aver cura di conservare o ampliare in ogni momento il numero delle alternative disponibili. Leggendo, non avevo assimilato del tutto il concetto, ma adesso s. Avere scelta significava poter selezionare una cosa che per te funzionava, indipendentemente da quello che ti portavi dietro e da quello che avevi preparato. Avere scelta significava poter decidere di uscire di qui.
Liu si volt a guardare le porte. Sei mesi. Annuii. Salimmo le scale per rimetterci al lavoro.
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Fine Parte 1.